Irlanda

Viaggio nel selvaggio DONEGAL – Parte Seconda

Pronti sì o no, a riprendere l’avventuroso viaggio nella ruvida contea di DONEGAL?

Dopo lungo vagare fra lande sperdute, spiagge solitarie, valli ventose e scogliere da record, sciorinate da sud a nord nel DONEGAL OCCIDENTALE, c’eravamo lasciati quasi per sfinimento, con gli occhi puntati sui pendii rocciosi del BLOODY FORELAND, impegnati a rincorrere orizzonti in fuga verso l’oceano aperto…

Almeno due, invece, le meraviglie imperdibili nella parte interna del DONEGAL ORIENTALE:
POISON GLEN e GLENVEAGH NATIONAL PARK, le valli formate dalle pendici ripide delle DERRYVEAGH MOUNTAINS – verdi corridoi fra vette brulle – che si snodano rispettivamente a ovest e a est.

Il POISON GLEN – più solitario e da sempre abbandonato a se stesso – attrae già per quel suo nome “maledetto”, che sembra evocare tresche segrete e tragici eventi del passato…
La verità è molto più banale…un semplice errore di traduzione dal gaelico all’inglese, dovuto allo scambio del termine “neamh” (paradisiaco) con “nimhe” (avvelenato).

Comunque sia, il suo scenario incantato cattura i sensi al primo sguardo, stretto com’è fra l’ampia distesa increspata del DUNLEWEY LOUGH e la mole spoglia e misteriosa del MOUNT ERRIGAL – la cima più alta del DONEGAL, definita “Ireland’s most iconic mountain” ovvero “la montagna più iconica d’Irlanda”…
Date un’occhiata al suo profilo aguzzo e capirete subito il perché!
Riflessi incantati, nuvole paffute, foschia diffusa e poi vento furioso che trascina via tutto…
Basta un punto d’osservazione diverso ed ecco la sua mole imponente che di colpo muta e si trasforma, complice la strana inclinazione delle ripide pareti di quarzite, luccicanti come neve fresca al sole!

Il monte ERRIGAL

 

Ecco l’esatta posizione del POISON GLEN e della chiesetta abbandonata di DUNLEWEY

 

A completare il colpo d’occhio, le rovine solitarie della “OLD DUNLEWEY CHURCH“, una chiesetta pittoresca costruita in marmo locale, proprio ai piedi del MOUNT ERRIGAL, in posizione dominante la valle. Consacrata nel 1853 e successivamente privata del tetto e degli arredi (nel 1955), rimane oggi soltanto un guscio vuoto, così magnetico da attrarre su di sé occhi e obiettivi fotografici avidi del suo fascino arcano.

La OLD DUNLEWEY CHURCH

 

DUNLEWEY LOUGH

 

Creste rocciose, laghi e laghetti, torbiere color verde oro, folti boschetti di querce e betulle, ampie distese d’erica e, se ancora tutto ciò non bastasse, cespugli di rododendri che, a inizio estate, esplodono in mille chiazze rosate…
Che spettacolo della natura il GLENVEAGH NATIONAL PARK!

I paesaggi selvaggi del GLENVEAGH NATIONAL PARK

 

Il suo territorio – vasto e incontaminato – si trova 24 km a nord ovest di Letterkenny ed è abitato dal più grande branco di cervi rossi d’Irlanda, oltre che da uno stuolo di lepri selvatiche, volpi, falchi pellegrini, più qualche pregiato esemplare d’aquila reale.
A dargli il nome è il GLENVEAGH GLEN (la “valle delle betulle”), una fra le tante a formare il parco e la principale ad attraversarlo; mentre a farne un posto davvero speciale è il contrasto stridente fra i fasti voluti dall’uomo – il GLENVEAGH CASTLE con i suoi sontuosi giardini – e la natura selvaggia che per miglia li circonda.

L’uomo in questione è John George Adair, latifondista ben poco compassionevole, che nel 1861 sfrattò senza troppi complimenti 244 fittavoli (atto infame passato alla storia come “Derryveagh Evictions“) solo perché gli avrebbero rovinato il panorama.
Il suo paradiso turrito – in perfetto stile baronale scozzese – venne completato fra il 1870 e il 1873, e troneggia ancora oggi su quel piccolo promontorio boscoso proteso nel blu delle acque pescose del LOUGH VEAGH, circondato dalle cime più alte e più belle del DONEGAL.
Il GLENVEAGH ESTATE fu poi acquistato nel 1937 dallo statunitense Henry Plumer McIlhenny, filantropo ed esperto d’arte, nonché amministratore del Philadelphia Museum of Art, che – pensate un po’ – ospitò in quel castello sperduto star hollywoodiane del calibro di Marylin Monroe, Clark Gable, Charlie Chaplin e Greta Garbo.
Dato in dono alla nazione irlandese nel 1981, è possibile visitarne l’interno solo prendendo parte a tour guidati; mentre libero è l’accesso al Visitor Center (presso il quale si trova il parcheggio), ai giardini – considerati fra i più belli d’Irlanda – e alla rete di sentieri che costeggiano il lago o che si inerpicano sulle alture circostanti.

Una cartina piuttosto pittoresca del GLENVEAGH NATIONAL PARK

 

I curatissimi giardini del castello

 

Niente scuse: gambe in spalla e via con la camminata – breve ma intensa – fino al VIEWPOINT!
Raggiungere la cima non è poi così difficile…il sentiero parte in salita oltre il castello, ed è lungo meno di un chilometro!
Con un pizzico di fatica e a dispetto del vento, il traguardo è alla portata di tutti…
A ripagare lo sforzo, una visione d’insieme selvaggia e grandiosa, in cui quel castello merlato e lezioso si sposa più o meno come i cavoli a merenda o come il limone nel te’ di un inglese!

Il castello affacciato sul LOUGH VEAGH così come appare dal VIEWPOINT

 

Un paio di notti a DUNFANAGHY è quel che ci vuole per continuare a esplorare con calma quel che resta di una contea che pare infinita!

Nessun dubbio sulla sistemazione da scegliere: ANSEO b&b, senza SE e senza MA!!! Il miglior b&b non solo della zona, ma fra tutti quelli sperimentati in ogni parte d’Irlanda!
Una linda casetta lungo la strada principale…all’esterno niente più che carina…poi all’interno: una reggia!!!
Di quelle che piacciono a me: calde, accoglienti e piene di personalità; dove Lisa – la proprietaria – vi accoglierà insieme al marito, con genuina simpatia irlandese e impeccabile discrezione, coccolandovi fin dal primo istante come ospiti d’onore!
Del cibo dell’ANSEO non voglio dirvi nulla…dimenticate la dieta, buttate la bilancia, abbandonatevi di peso (è proprio il caso di dirlo) ai piaceri del palato…sarete poi voi a dirmi qualcosa!!!!!!

La nostra stanza all’ANSEO B&B…poco bella?

 

E se il destino sfodera per voi un cielo d’Irlanda di quelli da incorniciare, allora bando alla pigrizia: per smaltire, subito dopo colazione, niente di meglio che intraprendere il MCSWEENY’S GUN LOOP, un lungo percorso ad anello fra paesaggi e panorami a dir poco strabilianti.
PUNTO DI PARTENZA: Horn Head Bridge, il ponte collocato 800 metri a ovest di Dunfanaghy. Dal villaggio lo si può raggiungere direttamente a piedi, oppure in auto seguendo la strada per HORN HEAD, approfittando poi dell’apposito parcheggio.
LUNGHEZZA COMPLESSIVA: 6 miglia, ovvero 10km; distanza impegnativa – è vero – di cui, vi assicuro, non rimpiangerete un singolo passo!
TEMPO DI PERCORRENZA: 3/4 ore o anche una giornata intera se, come me, non potrete trattenervi dal bisogno impellente di fermarvi a scattare foto ogni tre secondi (peggio di una giapponese, dice mio marito!)

La camminata richiede di affrontare un imponente sistema di dune…

 

I primi 2 chilometri di duro saliscendi, vi condurranno a una delle spiagge più incredibili, più spettacolari, più memorabili di sempre…la splendida e defilata TRAMORE BEACH, che un sistema di dune davvero impressionante separa dal resto del mondo.
Per arrivarci, un lungo sentiero in stile “montagne russe”, fra cumuli alti anche 50 metri: piedi affondati nella sabbia e sudore della fronte…ecco il prezzo da pagare per guadagnarsi il privilegio di una visione celestiale!
Dapprima, in lontananza, uno scorcio di bianco tra fiori selvatici dai colori sgargianti e fili d’erba scompigliati dal vento, oltre a tanto, tanto turchese, così intenso da provocarti giusto quel pelo di stordimento; poi sempre più sabbia, sempre più bianco, sempre più spazio, sempre più senso di libertà!!!! E il profilo seghettato della TORY ISLAND che prende forma all’orizzonte, mentre le Derryveagh Mountains restano lì, sempre in vista, a colmare di magia i panorami verso sud!

Un primo scorcio della spiaggia…

 

…e poi l’abbagliante visione della TRAMORE BEACH per intero!

 

Una veduta del promontorio (MARFAGH HEADLAND)

 

Dura lasciare quella spiaggia!!!! Ma il giro continua ed è bene prendersi il tempo di completarlo con calma…
Si prosegue imboccando lo stretto sentiero che porta sul promontorio roccioso di MARFAGH fittamente punteggiato di licheni verdi e arancio…

Il sentiero che porta sul promontorio di MARFAGH

 

Simpatici incontri lungo il cammino

 

E’ qui che scoprirete che cosa sia il MCSWEENY’S GUN: chiamatelo pure sfiatatoio, voragine, baratro, abisso oppure geyser marino…non tarderà a farsi riconoscere!!! Puntate l’orecchio e seguitene i tonfi profondi che, a intervalli irregolari, scuotono il suolo e rimbombano nell’aria; poi ammiratene gli spruzzi, che durante le tempeste oceaniche pare possano raggiungere l’incredibile altezza di 70 metri!
Oltre la POLLAGUILL BAY, il sentiero volge infine all’interno, fra pascoli verdissimi punteggiati di pecore candide dal simpatico musetto nero, e continua oltrepassando alcuni cottage, fino a ricongiungersi alla strada che riporta a Dunfanaghy.

L’ultimo tratto procede fra i verdi pascoli che volgono verso l’interno…

 

Non siete forse grandi camminatori, ma disponete di un mezzo proprio?
Optate allora per uno o più dei fantastici “SCENIC DRIVE” che abbondano in zona:
HORN HEAD
ROSGUILL PENINSULA
FANAD HEAD
INISHOWEN PENINSULA

HORN HEAD
Cupe, selvagge, ricoperte d’erica e torba…
Scogliere aspre e possenti – alte 180 metri – che abbracciano panorami vastissimi, fra i più impressionanti dell’intero Donegal!
Da lì, nelle giornate limpide, l’occhio rimbalza impazzito fra isole, isolette e promontori…
Tory, Inishbofin, Inishdooey, Inishbeg…e poi corre lontano, fino ad acchiappare la fascinosa costa scozzese!
Una sola strada gira intorno al promontorio…per avere la visuale migliore percorretela in senso orario, partendo dalla periferia di Dunfanaghy e dirigendovi verso Falcarragh.

Uno dei selvaggi panorami a HORN HEAD

 

ROSGUILL PENINSULA
Collocata fra HORN HEAD e la penisola di FANAD, è un fazzoletto di terra – verde e frastagliata – fatto di baie piccole e grandi, angoli quieti, scorci pieni di poesia, da cercare allontanandosi dai centri più turistici…
CARRIGART, DOWNINGS…qui, residenze di vacanza spuntate come funghi sottraggono fascino selvaggio a uno scenario naturale di per sé meraviglioso…
Una manciata di chilometri soltanto lungo l’ATLANTIC DRIVE ed ecco che troviamo la ROSGUILL più autentica, quella delle piccole insenature sperdute, dei pascoli orlati da muretti a secco, delle spiagge selvagge invariabilmente semideserte (da non perdere: TRANAROSSAN BAY e BOYEEGHTER BAY)

Non è difficile trovare scorci suggestivi nella ROSGUILL PENINSULA…

 

…dalle più piccole baie sperdute…

 

…alle spiagge più spettacolari, come la TRANAROSSAN BEACH!

 

FANAD HEAD
Se lo spettacolo di un faro solitario assediato dall’oceano vi fa sobbalzare il cuore, allora amerete follemente la FANAD HEAD LIGHTHOUSE!
Audacemente abbarbicato a uno sperone roccioso, questo faro dal fascino magnetico fu costruito in seguito al terribile naufragio che costò la vita all’intero equipaggio della fregata Saldanha.
Correva l’anno 1811 e i lavori di costruzione iniziarono di lì a poco, per concludersi nel 1817.
Da allora quella luce continua a lampeggiare sulla scogliera e quella torre bianca alta 22 metri resiste tenacemente alla forza degli elementi.
La struttura è stata di recente rinnovata e, udite udite, oggi ci si può pure dormire!
Ma ve lo immaginate, il silenzio profondo della notte, rotto dal rombo spaventoso dell’oceano che scuote e agita i sogni, mentre l’urlo del vento picchia forte contro le finestre?
Chi fosse interessato a vivere quest’esperienza a dir poco elettrizzante, dia un’occhiata QUI.

Un primo sguardo al faro di FANAD HEAD…

 

…ed eccolo nella classica veduta da cartolina!

 

E per completare il giro alla grande, al risveglio, raggiungete la ridente località balneare di PORTSALON e fate il pieno di iodio sulla vicina distesa sabbiosa della BALLYMASTOCKER BEACH
Dorata, immensa, spettacolare…
Mica una spiaggia qualsiasi!!! Bensì quella votata dal quotidiano britannico THE OBSERVER come la seconda più bella al mondo!!!

La BALLYMASTOCKER BEACH vicino a Portsalon

 

E se poi vi piglia la voglia di un po’ di fascino urbano, la cittadina di RAMELTON è il posto perfetto dove concludere la giornata!
A guardarla, sembra una cartolina…
Così pittoresca, con le case georgiane e gli antichi magazzini in pietra a fare bella mostra di sé, lungo l’ansa placida del fiume Lennon!

Gli antichi magazzini in pietra di RAMELTON

 

INISHOWEN
Il suo nome in gaelico è INIS EOGHAIN ed è la più vasta, più defilata e più settentrionale delle penisole del DONEGAL.
Un piccolo mondo a sé, dove la vita scorre più lenta e dove il concetto di tempo si stempera e si dissolve fra strade tortuose, villaggi sonnolenti, dune di sabbia e spiagge incontaminate.
Tagliata fuori di bel netto dagli itinerari più battuti, a regnarvi è una pace insolita e diffusa, che apprezzerete ancor di più fermandovi a dormire almeno una notte.
Qui, correre sarebbe andare contro natura…
Le cento miglia buone (160 km) del percorso ad anello “INISHOWEN 100” bisogna godersele una a una, viaggiando con lentezza e aprendo il cuore alle piccole e grandi emozioni che questo angolo estremo d’Irlanda ha già lì, pronte per voi.
Il giro inizia ufficialmente a BRIDGEND, ma potete saltarci dentro dove vi pare…
Se arrivate dal DONEGAL, la soluzione migliore è approfittare del comodo traghetto che solca le acque del LOUGH SWILLY, facendo la spola fra il pittoresco porticciolo di RATHMULLAN (nella FANAD PENINSULA) e BUNCRANA, il principale centro abitato lungo la costa ovest di INISHOWEN.

L’itinerario ad anello detto “INISHOWHEN 100”

 

Da BUNCRANA partenza verso nord, completando il giro in senso orario, toccando varie località d’interesse storico e paesaggistico… TULLYARVAN MILL, DUNREE BEACH, DUNREE FORT…per poi volgere all’interno salendo fra aspri paesaggi collinari fino al MARMORE GAP.

Il MARMORE GAP porta d’ingresso nella INISHOWEN più bella e autentica

 

È proprio scendendo da quel passo accidentato che si fa ingresso in un’altra Irlanda, forse nemmeno la più spettacolare, ma certamente la più autentica, la più “intima” e la più speciale, quella dove l’eco del mondo si riduce a un sussurro lontanissimo.
Una volta oltrepassato il villaggio di MALIN, con il suo ponte in pietra e la piazzetta ordinata, tappa obbligata alla FIVE FINGERS STRAND, una spiaggia immensa in cui il cielo d’Irlanda si specchia e si espande moltiplicando la luce intorno, come un brillante prezioso precipitato dal cielo, nel mezzo del sistema di dune più grande d’Europa.
Per un colpo d’occhio di quelli che non si dimenticano, raggiungete il punto panoramico in cima alla scogliera (KNOCKAMANY BENS) e restate lì ad ammirare dall’alto la grandiosa bellezza della natura…

La magnifica FIVE FINGERS STRAND

 

Spostatevi poi sempre più a nord, fino a raggiungere CAPO MALIN – il punto più estremo – con la sua costa frastagliata modellata dai ghiacci, le sue baie deserte, i suoi isolotti rocciosi, i faraglioni appuntiti e i vecchi cottage isolati.
Le acque turbolente intorno al promontorio hanno testimoniato la loro bella parte di storia marittima…
I vecchi ancora lo raccontano: sono affondati più transatlantici e sottomarini tedeschi lungo questo tratto di costa, che in qualsiasi altra parte del mondo!
Ed è proprio qui che si hanno le migliori chances in Irlanda di avvistare delfini e balene…

Gli immensi panorami di CAPO MALIN

 

Sentieri che portano al mare…

 

…e a spettacolari faraglioni lungo la costa!

 

Sulla punta del promontorio si trova la BANABA’S CROWN, una torre d’avvistamento costruita dall’Ammiragliato Britannico nel 1805 per timore di un possibile attacco francese.
Detta semplicemente “THE TOWER”, è ai suoi piedi che, dai tempi della Seconda Guerra Mondiale, su un’ampia spianata erbosa spicca una scritta formata da sassi candidi… “EIRE”

Una sola parola…un chiaro avviso a tutti i piloti… “non bombardate qui…l’Irlanda è un paese neutrale”…

E Il giro di INISHOWEN continua ancora lungo la costa orientale, ma il nostro viaggio nel DONEGAL non può che chiudersi qui, su queste pietre bianche deposte su un tappeto verde smeraldo, ad annunciare al mondo che è a MALIN HEAD che inizia e finisce la dolce e grintosa terra d’Irlanda.

Il punto più estremo di CAPO MALIN e dell’IRLANDA intera!

 

CURIOSITÀ:
Ma lo sapevate che nel dicembre 2016 il NATIONAL GEOGRAPHIC ha votato il DONEGAL come luogo “N.1 del pianeta” da visitare nel 2017?
E lo sapevate che nel maggio 2016 proprio a INISHOWEN sono state girate diverse scene del nuovo colossal “STAR WARS VIII” in uscita sugli schermi a fine anno?
E ancora: sapevate che proprio a MALIN HEAD negli ultimi anni, durante l’inverno, sono state osservate numerose AURORE BOREALI? Pare che grazie a un picco d’attività del sole, il fenomeno continuerà ancora per un po’…

QUALCHE LINK UTILE…

SWILLY FERRY qui troverete tutte le informazioni per la comoda traversata da RATHMULLAN (nella FANAD PENINSULA) a BUNCRANA (INISHOWEN).
Se invece arrivate da est, ovvero dalla contea di DERRY, ecco un LINK che potrebbe fare al caso vostro, nel caso decideste di raggiungere GREENCASTLE (INISHOWEN) dal MAGILLIGAN POINT (Irlanda del Nord).

Il ferry che fa fa la spola fra RATHMULLAN e BUNCRANA

 

PER DORMIRE:
ANSEO B&B piccolissimo promemoria… di questo gioiello d’ospitalità irlandese già vi ho tessuto le lodi; è questo l’indirizzo da ricordare per la zona di DUNFANAGHY!

WHITE STRAND B&B e MALIN HEAD VIEW B&B due ottime sistemazioni nella penisola di INISHOWEN

SEAVIEW TAVERN una comoda soluzione che unisce stanze luminose con vista sull’oceano e un ottimo ristorante con specialità di pesce freschissimo! Ma naturalmente potete venirci a cena anche se alloggiate altrove…

RICORDO A TUTTI GLI APPASSIONATI D’IRLANDA CHE POSSONO SEMPRE CONDIVIDERE RACCONTI DI VIAGGIO, RICORDI, FOTO, SOGNI E PROGETTI RELATIVI A QUELLA MAGNIFICA TERRA SULLA PAGINA FACEBOOK “IRLANDA NEL CUORE”

 

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2 Comments

  • Reply
    Beatrice
    18 gennaio 2017 at 19:56

    Solo tu hai la capacità di farmi venire voglia di qualunqe luogo tu descriva nei tuoi racconti 🙂
    Bellissima descrizione e magnifiche foto ma…che te lo dico a fare??? 🙂
    Un abbraccio
    Bea

    • Reply
      ilaria
      18 gennaio 2017 at 21:56

      Grazie Bea, queste parole sono il più bello degli abbracci…e mi fanno davvero un mondo di piacere!
      Ricambio l’abbraccio…a presto cara!

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