Gran Bretagna Scozia

A caccia di “SCOTTISHNESS” nella regione dei BORDERS

Diciamolo subito: placidamente adagiata nel sud est della Scozia – lungo il confine con l’Inghilterra – la regione dei BORDERS non compare certo nella top ten dei luoghi più ambiti di quella magica terra.
Una volta atterrati a Edimburgo, i turisti schizzano in massa verso nord, come fossero magneti impazziti, fatalmente attratti dall’arcano splendore delle Highlands, dai paesaggi epici dell’isola di SKYE, dai castelli e dai luoghi leggendari che nutrono quell’immagine squisitamente romantica che tutti quanti associamo alla parola “SCOZIA”.

Pare che i soli turisti a dirigersi invece da queste parti siano proprio loro…gli scozzesi! E questo non è che il primo buon motivo per venirci!!!
Vi giungono a frotte, magari proprio da quel nord tanto ambito, a caccia di paesaggi e di climi più dolci, o alla ricerca delle antiche radici del proprio spirito nazionale – la consapevolezza e l’orgoglio di essere SCOZZESI.

Mortificata dall’ultima bruciante sconfitta che gli inglesi inflissero agli STUART a CULLODEN nel 1746, fu proprio nei BORDERS che la “SCOTTISHNESS” risorse più forte che mai, grazie all’opera dello scrittore scozzese più celebre e più amato di tutti i tempi – Sir WALTER SCOTT – che in questa regione visse e s’ispirò, cantando le gesta di eroi nazionali in un genere letterario mai visto prima: il romanzo storico.

Altro che Scozia di serie B!
Nei BORDERS la “SCOTTISHNESS” permea l’aria di una campagna ondulata che la primavera colma di agnelli e di ginestre in fiore; segue il corso sonnecchiante del fiume TWEED e corre a fiotti lungo le strade strette bordate da siepi scure, intrecciate fra loro in un intrico che disorienta.
Un territorio morbido e fertile, dove i campi coltivati si alternano a pascoli, boschi e colline, gelosi custodi del ricordo di un lontano passato, turbolento e fitto di eventi, in cui i re inglesi e scozzesi si facevano la guerra per assumerne il controllo.

Il viadotto di LEADERFOOT sul fiume TWEED

Il viadotto di LEADERFOOT sul fiume TWEED, nei BORDERS , vicino a MELROSE

 

Il modo più emozionante per arrivare nei BORDERS?
Uno e uno soltanto: valicare il confine anglo-scozzese a CARTER BAR, percorrendo la tranquilla A68 in direzione nord, una strada che odora sempre più di Scozia, mentre serpeggia sinuosa fra i paesaggi solitari del NORTHUMBERLAND NATIONAL PARK, nel nord est dell’Inghilterra.

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Alcuni scorci del NORTHUMBERLAND NATIONAL PARK

 

L'ultimo pub inglese prima di arrivare a CARTER BAR

L’ultimo pub inglese prima di arrivare a CARTER BAR

 

CARTER BAR si trova a 418 metri d’altezza, fra le cime arrotondate delle CHEVIOT HILLS, a tratti coperte da un manto scuro di boschi e da estese chiazze d’erica.
Il punto esatto del confine è segnato da un grande cartello azzurro con la croce di Sant’Andrea (la bandiera scozzese) e da due cippi ai lati della strada; due blocchi massicci di roccia grigia, opera di un’abile tagliapietre locale di origine ungherese, Edy Laub.
Una frontiera continuamente attraversata dai grandi razziatori medievali sia inglesi che scozzesi (BORDER REIVERS) e teatro – nel 1575 – di una delle ultime grandi battaglie fra Regno di Scozia e Regno d’Inghilterra, quella passata alla storia come “RAID OF THE REDSWIRE”.
E se siete fortunati, il vostro ingresso da questa soglia privilegiata, potrebbe essere reso ancor più solenne dal suono grave delle cornamuse di uno o più “pipers” nel loro kilt tradizionale.
Nel caso disgraziato che questo onore non vi fosse concesso, dovrete invece accontentarvi (come noi) del benvenuto tutt’altro che caloroso di un vento scatenato, che soffia implacabile da ogni punto cardinale, per concentrarsi appunto su CARTER BAR!
Proprio lì – mentre ammirerete i panorami bellissimi, lottando strenuamente per ancorare i piedi a terra e non volare via – sentirete forte il suo profumo e insistente la sua voce…
“BEN ARRIVATI IN SCOZIA, QUI NULLA SARÀ PIÙ LA STESSA COSA!!!”

La cartina del confine anglo-scozzese a CARTER BAR

La cartina del confine anglo-scozzese a CARTER BAR

 

Il grande cartello che dà il benvenuto in SCOZIA

Il grande cartello che dà il benvenuto in SCOZIA

 

In balia del vento di Scozia!

In balia del vento di Scozia!

 

Panorama sui BORDERS

Panorama sui BORDERS

 

Riconosciamo subito l'aspetto "dramatic" della nostra SCOZIA!

Ecco il punto in cui inizia la nostra SCOZIA!

 

Nella nostra tabella di marcia due giorni e mezzo soltanto, per un rapido ma consistente assaggio di una regione che in realtà offre tantissimo: le gioie del mare lungo la pittoresca costa del Berwickshire (vedi QUI e QUI i precedenti post al riguardo) e – sparsi qua e là, fra valli e colline – una serie di antichi castelli, dimore signorili e magnifiche abbazie oggi in rovina.

Erette fra il 1124 e il 1153 per celebrare la grandezza del re scozzese DAVID I, non stupisce affatto che le grandi abbazie dei BORDERS furono – nel corso di ben cinque secoli di guerra intermittente fra Scozia e Inghilterra – più volte saccheggiate e altrettante ricostruite. Poi al colpo di grazia ci pensò quel cuore tenero di ENRICO VIII, che nel 1559, respinse l’autorità del papa proclamandosi capo della Chiesa Anglicana e ordinando la distruzione di tutti i monasteri.
Ebbene, sono proprio quei brandelli di pietra – fortemente intrisi di misticismo e di un fascino decadente davvero irresistibile – a dare ai BORDERS il massimo lustro.

Scendendo da CARTER BAR e proseguendo lungo la A68, i primi che incontriamo sul nostro cammino sono quelli della JEDBURGH ABBEY.
Costruita dagli agostiniani a partire dal 1140, l’abbazia è uno splendore di guscio vuoto, esternamente intatto, che domina da un piccolo rilievo il fiume JED, nel centro di JEDBURGH, forse la più bella delle cittadine dei BORDERS.
A fare da tetto solo il cielo di Scozia, sempre in vena di capricci, e fonte generosa di una luce mutevole che risplende sul cimitero annesso e sul gruppetto ordinato di case che gli fa da cornice.
Non appena metto piede nella grande navata centrale, ecco che mi torna alla mente l’abbazia di SAN GALGANO, affascinante rudere perso nella campagna toscana (nella zona delle Crete Senesi); sebbene in quest’ultimo a prevalere sia il senso malinconico dell’abbandono e non, come a JEDBURGH quello solenne della storia.

La grande navata vuota della JEDBURGH ABBEY

La grande navata vuota della JEDBURGH ABBEY

 

Il cimitero visto dall'interno dell'abbazia

Il cimitero visto dall’interno dell’abbazia

 

Uno scorcio del cimitero annesso all'abbazia

Un altro scorcio del cimitero annesso all’abbazia

 

Un'altra prospettiva della grande navata centrale

L’altra estremità della grande navata centrale

 

Le maestose rovine viste dall'esterno

Le maestose rovine viste dall’esterno

 

Poche centinaia di metri più in là, sorge la “MARY QUEEN OF SCOTS HOUSE”, una magnifica casa-torre del XVI secolo, che nel 1566 ospitò la regina di Scozia MARY STUART, venuta per un viaggio ufficiale nei BORDERS, poche settimane dopo la nascita del figlio GIACOMO (il futuro re Giacomo VI).
Si dice che il fantasma di MARY si aggiri ancora fra le antiche mura dell’HERMITAGE CASTLE, il possente e sinistro castello, oggi parzialmente in rovina, dove proprio in quell’occasione, giunse a cavallo partendo da JEDBURGH e affrontando un estenuante viaggio di 40 miglia, per assistere l’amante malato, LORD BOTHWELL.
Valichiamo il cancello, e ad accoglierci è un piccolo giardino incantato, che trasforma di colpo quella casa austera in un luogo straordinario.
Siamo soli. Intorno a noi, un’esplosione di fiori dai colori vivaci, alberi da frutto rigogliosi e un prato curatissimo del verde più brillante mai visto.
Sopra di noi, un cielo cupo squarciato con forza dal sole, che dispensa una luce densa di sfumature accese.
Forti contrasti, incredibili suggestioni… Un po’ come la vita di MARY, romantica, tragica e teatrale. Un personaggio che incuriosisce e appassiona e di cui potrete scoprire molto di più proprio entrando in quella grigia casa-museo…

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MARY QUEEN'S of SCOTS HOUSE

MARY QUEEN’S of SCOTS HOUSE

 

Poi c’è lei…MELROSE! La preferita da Sir WALTER SCOTT che, da buon autore romantico, rimase incantato da quelle sontuose rovine al punto di celebrarle in molti dei suoi versi, spesso citati quale poetico slogan turistico.

È la prima abbazia cistercense di Scozia – un vero gioiello d’architettura gotica in arenaria rossa, che si staglia con eleganza, fra le intense pennellate verdi e gialle delle EILDON HILLS.
Il colpo d’occhio è davvero notevole, l’atmosfera pure…
A MELROSE si respira una grandiosità “raccolta”, in cui spiritualità e storia si fondono per lasciarti a bocca aperta.
Un capolavoro da ammirare in silenzio, camminando fra le antiche tombe sparse in un prato perfettamente rasato e osservando ogni singolo particolare, cercando di immaginarlo ai tempi della gloria.
Salendo sulla torre, si vanno ad abbracciare alcuni fra i panorami più belli dei BORDERS; dove la “SCOTTISHNESS”, ancora una volta, ti travolge con l’aria frizzante che soffia da nord… la senti colpirti il viso e portarti via i pensieri, che si disperdono fra quei mattoni rossi e oltre il profilo mosso delle colline.
E dove, se non qui – in questo luogo quieto e solenne – potrebbero riposare il cuore e lo spirito del re ed eroe scozzese ROBERT DE BRUCE?
Una semplice placca commemorativa in pietra arenaria indica il punto esatto della sua sepoltura.

Le splendide rovine della MELROSE ABBEY

Le splendide rovine della MELROSE ABBEY

 

Panorama dalla torre

Panorama dalla torre

 

La Melrose ABBEY appare imponente da ogni prospettiva

Una vista imponente da ogni prospettiva…

 

Un particolare della struttura

Un particolare della struttura

 

Il paesaggio dei BORDERS visto dalla torre dell'abbazia

Il paesaggio dei BORDERS visto dalla torre dell’abbazia

 

A poche miglia da MELROSE, sono due i luoghi che – di nuovo – sono legati a filo doppio a WALTER SCOTT: la splendida ABBOTSFORD HOUSE e il celebre punto panoramico chiamato in suo onore SCOTT’S VIEW, dove lo scrittore amava venire ad ammirare il paesaggio spettacolare della sua adorata Scozia.

Profondamente innamorato dei BORDERS, nel 1811 SCOTT acquistò una proprietà terriera lungo la sponda del fiume TWEED, dove fece presto costruire una grande villa in stile baronale scozzese, che chiamò ABBOTSFORD, ispirandosi al fatto che proprio in quel punto gli abati di MELROSE (abbots) erano soliti attraversare il fiume utilizzando un guado (ford).
ABBOTSFORD fu presto arricchita di elementi decorativi, in parte ricavati da castelli in rovina o dalle stesse abbazie, e stipata di arredi antichi, armi, armature e cimeli legati alla storia scozzese, tanto da farla assomigliare più a castello che a una casa.

ABBOTSFORD HOUSE nella classica vista dal giardino

ABBOTSFORD HOUSE nella classica vista dal giardino

 

La facciata rivolta verso il fiume TWEED

La facciata rivolta verso il fiume TWEED

 

Ma è soprattutto su quel belvedere a lui intitolato, affacciato sui pendii boscosi e sulle cime armoniose delle EILDON HILLS, che SCOTT trovò l’ispirazione più feconda per le sue opere colme di “scotticità”.
Uno di quei luoghi dove restare a lungo – in semplice e beata contemplazione – per liberare i propri sogni o per raccogliere i pensieri.

La SCOTT'S VIEW avvolta dalle nuvole

La SCOTT’S VIEW in una giornata uggiosetta

 

Purtroppo per noi, ormai il tempo stringe e ci resta giusto quello per un salto veloce all’ultima grande abbazia – la DRYBURGH ABBEY – la più isolata e solitaria, la meno preservata, quella che a prima vista ci pare essere la più deludente.
Ma si sa, in Scozia la magia è di casa…e tutto può cambiare radicalmente nel giro di pochi istanti!
Un rapido sguardo intorno e tutto ci appare sotto una luce diversa…l’energia incredibile di quel posto, la quiete assoluta, ogni piccolo dettaglio ad aggiungere incanto e meraviglia…
Così, è proprio lì, fra quei frammenti di pietra sgangherati, sotto le chiome folte di quegli alberi secolari, nel silenzio di quelle scarpate erbose tappezzate di fiori, che ho sentito il cuore inondarsi di pace.
Lì, a DUE passi DUE dalla sponda sinuosa del RIVER TWEED, il fiume più pescoso di tutta la Scozia, dove Sir WALTER SCOTT riposa per sempre.

Le rovine della DRYBURGH ABBEY immerse in un giardino con alberi secolari

Le rovine della DRYBURGH ABBEY immerse in un giardino di alberi secolari

 

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A DRYBURGH ogni scorcio regala una piccola emozione…

 

 ogni angolo

… e ogni angolo un’oasi di verde in cui mettere a riposo i pensieri!

 

Uno scorcio

Le rovine sono qui meno preservate, ma profondamente intrise di romanticismo

 

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In primavera il giardino è una festa di delicati fiori

 

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VISITARE I BORDERS

COME ARRIVARCI:
Ci si arriva rapidamente e comodamente da EDIMBURGO – in auto o con i mezzi pubblici (la strada più rapida è quella costiera, la A1) – anche se come vi ho spiegato nel post, è sicuramente più emozionante arrivarci da sud, percorrendo la A68, che oltrepassa il confine anglo-scozzese a CARTER BAR (vedi sopra).
Per chi – dalla capitale – volesse farci un giro in giornata, il treno potrebbe essere la soluzione più comoda. Dal settembre 2015 la BORDERS RAILWAY ha infatti riaperto il servizio passeggeri rimasto inattivo dal 1969. I biglietti si possono naturalmente acquistare online.

HISTORIC SCOTLAND REGIONAL EXPLORER PASS
Vale per 30 giorni consecutivi e permette di visitare 5 siti a pagamento, ubicati negli SCOTTISH BORDERS, per una spesa totale di 16 sterline. Per visionare l’elenco dei siti inclusi nell’abbonamento cliccate QUI.

DOVE DORMIRE:
Una dritta che già vi avevo dato parlando di ST ABB’S HEAD e dei piaceri della zona costiera dei BORDERS (il BERWICKSHIRE)…
Se siete viaggiatori super esigenti e cercate un bed&breakfast perfetto sotto tutti i punti vista, allora la CROSSHALL FARMHOUSE nei pressi di ECCLES ( Duns) è quello che fa per voi. Il rapporto qualità/prezzo è davvero impressionante e la posizione abbastanza strategica per visitare gran parte delle principali attrazioni locali!

 

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4 Comments

  • Reply
    Beatrice
    29 luglio 2016 at 11:05

    Ilaria che dire…oramai la Scozia per te non ha più segreti 🙂

    • Reply
      ilaria
      29 luglio 2016 at 13:21

      In realtà c’è sempre qualcosa di nuovo da scoprire, Beatrice! Non puoi nemmeno immaginare quanti programmi di viaggio in Scozia siano già lì, pronti nei miei sogni, in attesa soltanto di essere realizzati!!! Fra zone che ancora mi mancano, zone da approfondire e altre, semplicemente, da ritrovare… ALBA GU BRATH!!!
      E sempre grazie per il passaggio…

  • Reply
    Mira
    1 agosto 2016 at 13:16

    Leggendo i tuoi racconti mi sembra di essere li con te. E comunque ho deciso: l’anno prossimo ci ritorno.

    • Reply
      ilaria
      3 agosto 2016 at 21:39

      Saggia decisione Mira, la Scozia merita ben più di un solo viaggio! Nel frattempo ci torno io…proprio domani! A caccia di nuove emozioni da vivere e raccontare. Quindi appuntamento qui dopo le vacanze, of course! A risentirci presto e sempre grazie per il passaggio

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