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Diario di viaggio – 3 giorni da sogno a WESTRAY, the “QUEEN O’THE ISLES”

L’atmosfera placida e sognante dell’isola di WESTRAY

 

Tre giorni da dedicare a un’isola relativamente piccola, poco turistica e oggettivamente remota vi sembrano forse un’esagerazione? Da parte mia, posso garantirvi che di questa nostra scelta, apparentemente un tantino bizzarra, non ci siamo affatto pentiti e che, nemmeno per un istante – che dico, per un millesimo di secondo – speso lassù, abbiamo desiderato essere altrove! Ecco dunque il resoconto delle nostre tre magnifiche, entusiasmanti, memorabili giornate alla scoperta dei tesori e della magica atmosfera della “QUEEN O’ THE ISLES”… e quanto avremmo voluto che fossero tanti, ma tanti di più!!!!!

– GIORNO 1
ASPETTANDO WESTRAY…
A darci il buongiorno è la luce intensa di una fresca mattina nordica, tersa e ventosa, che invade la stanza travolgendoci come un’onda, nel nostro comodo lettone all’AYRE OF CARA b&b di SOUTH RONALDSAY, dove siamo felicemente alloggiati. È il 27 luglio e la vita ci sorride, perché ormai da due giorni girovaghiamo senza sosta, accompagnati da un meteo favoloso, fra i paesaggi tranquilli e sconfinati della MAINLAND (l’isola principale) e quelli ancor più placidi delle isolette del sud, che le celebri CHURCHILL BARRIERS provvedono a collegare alla sorella maggiore. Una giornata di quelle lungamente attese, perché intorno alle cinque del pomeriggio, un traghetto in partenza da KIRKWALL ci porterà a WESTRAY, la seconda per estensione fra le isole del Nord, dove ad aspettarci ci sono loro… gli adorabili PUFFINS!!! Inutile dirlo: non sto più nella pelle e, adesso che il momento è arrivato, non c’è ragionamento che tenga! Alzo lo sguardo verso tutto quel blu e mi mangio le mani fino all’altezza dei gomiti per non aver prenotato il ferry del mattino!!! Quanto vorrei essere già “sul posto”… macchina fotografica al collo, passo spedito e occhi “puntati” sul fianco della scogliera, come un radar alla disperata ricerca dei fotogenici pennuti! Il nostro arrivo a RAPNESS, sede del terminal dei traghetti, è invece previsto per le 18,30… a giornata praticamente ormai andata! E ad aumentare quel micidiale mix d’ansia e impazienza, ecco le previsioni meteo per i due giorni successivi… BBC WEATHER versus MET OFFICE, ahimè, il verdetto è unanime: pioggia battente accompagnata da vento, tuoni e saette, al punto che l’annuale regata organizzata sull’isola è stata addirittura cancellata! Tentiamo di anticipare la partenza presentandoci al porto per la corsa del mattino… ma niente da fare, il traghetto è “fully booked”, non ci resta quindi che attenerci ai programmi, dedicarci ad altro e ripresentarci per l’ora prevista.

WESTRAY fa parte delle “NORTH ISLES” ed è la seconda per estensione del gruppo

 

Il ferry “parcheggiato” nel porto di KIRKWALL, pronto a caricarci e a portarci a WESTRAY!

 

PARTENZA e ARRIVO a WESTRAY
Alle 16,30 siamo già in fila per l’imbarco… di auto ce n’è davvero un botto, ma il traghetto è più grande di quel che sembra e saliamo presto tutti a bordo. La traversata inizia puntuale, procede tranquilla e vola via in un attimo! Alle 18,30 in punto tocchiamo terra a RAPNESS, nel punto più a sud dell’isola, sotto un cielo luminoso che profuma d’infinito. Non arriviamo certo da una metropoli chiassosa, eppure WESTRAY  ci sembra un sogno… ad accoglierci, un boato di silenzio che satura gli spazi, dilata gli orizzonti e si espande tutt’intorno, come un cuscino soffice e accogliente, che respinge ed annulla gli urti del mondo. Le auto si disperdono in un attimo e la strada corre vuota, visibile per miglia, mentre gli occhi scivolano in un saliscendi lieve, fra panorami aperti che sussurrano meraviglie da cercare in ogni direzione. Siamo diretti a PIEROWALL il villaggio principale, collocato 7 miglia a nord-ovest del porto, dove per tre notti saremo ospiti di Jerry in quel fantastico rifugio che è il No.1 BROUGHTON bed&breakfast.

Il bellissimo N.1 BROUGHTON B&B affacciato sulla baia di PIEROWALL

 

Uno scorcio di PIEROWALL dal giardino del bed&breakfast

 

È proprio lì, nella bella “dining room” affacciata sulla baia che, alle 19,30 precise, Jerry in persona ci servirà la cena… in effetti, già lo sapevo… non è che ci resti un gran margine di tempo!!! Ma fretta o non fretta e checchè ne dica l’orologio, non possiamo esimerci dal notare un pittoresco cartello che, a lato strada, con tanto di freccia ed eloquente disegno, indica il punto esatto in cui trovare gli agognati PUFFINS!!!  Una deviazione veloce ci sta, ci DEVE stare!!! Ci infiliamo come furie in quella svolta, procedendo celermente fin dove la strada finisce. Ed è lì, nei pressi di un mulino abbandonato, che lasciamo l’auto. Allunghiamo il passo, come presi da un fuoco, fino a raggiungere il punto in cui la scogliera comincia a farsi ripida… scrutiamo la roccia, il cielo, il mare… ma loro dove sonoooo??? Che sia troppo tardi? Che il vento soffi troppo impetuoso? Ahimè, la stagione è agli sgoccioli… si saranno forse già dileguati lassù nel cielo, oppure nell’oceano, come avviene ogni anno più o meno a inizio agosto!!! Ma ecco che, in lontananza, finalmente li vediamo. Sono tanti… e sono bellissimi!!! Svolazzano sulla cima di un grande spuntone roccioso, che un braccio di mare separa dalla costa. Qualche passo ancora e ne vediamo alcuni sbucare proprio lì – a un soffio da noi – tra ciuffi di fiori gialli, con i buffi occhietti a triangolo e gli inconfondibili becchi arancioni!!! Evvaiiii, ce l’abbiamo fatta! È per loro che abbiamo anticipato il viaggio e siamo stati premiati. Adesso però è davvero tardissimo e Jerry ci darà per dispersi. Il tempo di avvicinarli e di scattare una, due tre, dieci …ehmm… giusto quel centinaio di foto!!! Li fisso ancora una volta per stamparmeli negli occhi e a malincuore li saluto – “ciao ragazzi, mi raccomando, pioggia o non pioggia, ci si vede domani”
Il cuore è in visibilio. Continuo a pensare a loro, mentre prendiamo possesso della nostra stanza… un sogno nel sogno, inondato della luce calda e piena di magia del sole calante. Evviva, siamo a WESTRAY… e io non potrei essere più felice di così!!!

Il bellissimo micio padrone di casa al N.1 BROUGHTON B&B

 

– GIORNO 2
CASTLE OF BURRIAN e la WHEELING STEEN GALLERY
Dopo una serata davvero memorabile, con tanto di baia infuocata e foche sotto casa, seguita da un’altrettanto memorabile notte – piena di sogni, di stelle e di dolci promesse – ecco che a darci il buongiorno è un cielo grigio, coperto da una coltre di nuvole in fermento. Dalla finestra della nostra stanza salutiamo le foche, pigramente adagiate nelle loro postazioni, su grandi piattaforme rocciose che emergono dal mare durante la bassa marea. Meglio sbrigarsi prima che arrivi la pioggia… una doccia veloce, la consueta colazione squisita e sostanziosa e poi viaaaa, si torna di corsa a CASTLE OF BURRIAN!!!


CASTLE OF BURRIAN. Questo il nome della scogliera che i PUFFINS residenti a WESTRAY hanno scelto come casa; quella che per tanti mesi ho atteso e sognato e che ora sta lì a dieci minuti scarsi d’auto! La mattina la dedichiamo interamente a loro, saltellando avanti e indietro lungo il margine scosceso di quel tratto di costa, coricandoci a terra, appostandoci, cercandone gli occhi, seguendoli fino a meno di un millimetro dal dirupo… evitando possibilmente di precipitare!!! Intorno a noi ne spuntano ovunque, decisamente più numerosi rispetto alla sera precedente, e restare lì ad osservarli è un immenso privilegio che ci tiene inchiodati per ore in quel punto! Siamo soli – noi, il vento, gli adorati uccellini, il cielo gonfio di nuvole e l’oceano scuro e irrequieto – ma poi  facciamo un incontro di quelli speciali. È FRANCESCA, viaggiatrice in solitaria, accompagnata soltanto dai suoi inseparabili cani. Partita in camper da Monza e diretta alle Shetland. Innamorata come noi di quella natura straordinaria ed intatta, di quel silenzio, di quell’aria pungente che ti invade i polmoni, ti sferza la faccia e ti annoda i capelli facendoti somigliare a una pazza. Ohhhh Francesca quanto ammiro la tua intraprendenza e il tuo coraggio! E spero che un giorno potremo incontrarci e parlarci di nuovo… molto più a lungo di quanto non siamo riuscite a fare durante il nostro breve incontro a WESTRAY, su quella scogliera che porta il nome di un castello… la reggia dei nostri amatissimi puffins!!!
Il sentiero continua lungo la costa e il massimo della libidine sarebbe tornare al parcheggio completando il giro, passando per la splendida distesa sabbiosa che occupa la BAY OF TAFTS. Ma il vento si fa furioso e la pioggia comincia a picchiettare sulle nostre teste, a lavarci la fronte, ad innaffiarci con crescente insistenza! Dopo aver scrutato il cielo, sempre più minaccioso, e consultato il meteo, per niente rincuorante, decidiamo quindi di tornare per la via più breve.

Ma quanto belli sono i PUFFINS???

 

Approfittiamo del maltempo per visitare la WHEELING STEEN GALLERY (dall’antico norvegese, “Wheeling Steen” = “Resting Stone”) ubicata lungo la strada diretta all’aeroporto, nel nord dell’isola e davvero provvidenziale nei giorni di pioggia! Creata e gestita dalla famiglia RENDALL, vale davvero la pena dedicarle un po’ di tempo: è lì che Edwin, Elaine e la figlia Rosemary disegnano, creano e producono le loro opere – fotografie dell’isola belle da togliere il fiato, messe in vendita con o senza cornice; dipinti originali; stampe; biglietti d’auguri realizzati a mano, oltre a deliziosi souvenirs – il tutto esposto con cura, in un ambiente spazioso, accogliente, curato e luminoso. Ad attirare subito la nostra attenzione è “THE CABIN”, l’originalissimo laboratorio e spazio espositivo allestito in quella che un tempo era la cabina di coperta della nave norvegese “EMERALD”, costruita nel 1866 e rimasta in servizio fino al 1879. Proprio in quell’anno, navigando da New York verso Gothenburg con un carico di petrolio, la nave si arenò e colò a picco nello stretto di AIKERNESS, fra WESTRAY da PAPA WESTRAY. Una volta recuperata dal mare, quella cabina venne annessa a un piccolo podere e trasformata in un’abitazione, che per ben 123 anni ospitò numerose famiglie! Incorporata fra il 2003 e il 2008 nella WHEELING STEEN GALLERY, è dal 2016 che ha preso vita nella sua attuale funzione, accogliendo ogni giorno i visitatori in un ambiente autentico e suggestivo, che conserva intatte molte delle caratteristiche originali, al punto che ancora quel legno odora di mare, di vento atlantico e di tempesta!!!

Fuori, oltre le vetrate rigate di pioggia, la bufera imperversa e l’acqua scende così abbondante e fragorosa, che sembra esserci un enorme rubinetto aperto lassù… da qualche parte nel cielo! Ma, in fondo, a noi cosa importa??? La musica soffusa, l’atmosfera calda e tranquilla del posto, le splendide immagini che ci circondano, le impressioni ancora vive della nostra mattinata a CASTLE of BURRIAN… potremmo chiamarla “estasi”, “oblio”, “pace dell’anima”, “stato di beatitudine”… ci accomodiamo su un grande divano nero e lì restiamo, in totale relax, gustando dell’ottimo yogurt gelato seguito da una tazza di tè bollente. Oddio, visto il meteo, avremmo preferito una bella fetta ipercalorica di torta, oppure uno scone appena sfornato e generosamente guarnito di “clotted cream”, ma quando l’anima è beata, ci si può anche accontentare di quel che passa il convento!

All’interno di “THE CABIN”

 

Come ultimo “highlight” della giornata, ci infiliamo in extremis nel PIEROWALL HERITAGE CENTRE, un’interessante mostra permanente sulla storia, la flora e la fauna di WESTRAY, allestita in un edificio che sorge a fianco del PIEROWALL HOTEL, l’unico presente in tutta l’isola. Il pezzo forte è la “WESTRAY WIFE” una statuetta in pietra arenaria risalente al Neolitico, dalle linee molto essenziali e alta appena 4 cm, che ha fama di essere la prima rappresentazione di una figura umana mai ritrovata in Scozia. A portarla alla luce furono gli scavi condotti nell’estate del 2009 da HISTORIC SCOTLAND presso i LINKS of NOLTLAND, un sito archeologico collocato a ridosso della baia di GROBUST, contenente i resti di un villaggio del Neolitico e di alcune abitazioni originali dell’Età del Bronzo. Manca solo mezz’ora alla chiusura (prevista per le 17,00) e il simpatico addetto non ci fa nemmeno pagare il biglietto d’ingresso… piccole e adorabili gentilezze scozzesi!!!

La “WESTRAY WIFE”

– GIORNO 3
GROBUST BEACH, NOUP HEAD WALK e il NOLTLAND CASTLE
Mattina di sole radioso, pomeriggio d’acqua a catinelle… ecco cosa promette il meteo per il nostro terzo e ultimo giorno a WESTRAY. Dobbiamo giocarci molto bene le ore di bel tempo… attaccare il turbo e farle fruttare al massimo! Il breakfast è fissato per le otto, ma alle otto meno un quarto ci presentiamo al piano di sotto, nella luminosa dininig room, confidando di poterci portare avanti almeno con il buffet. Speranza vana! Sulla tavola nessuna traccia di cibo né di stoviglie e – cosa alquanto preoccupante – nemmeno l’ombra di Jerry! Altri ospiti si uniscono a noi nell’attesa, ma tutto continua a tacere… finché eccolo che finalmente compare, con gli occhi ancora pieni di sonno e la bocca piegata in un innocente sorriso! Ci pare evidente che si è appena svegliato e che non è proprio sua intenzione correre… a occhio e croce gli ci vorrà come minimo mezz’ora per riprendersi e organizzarsi, ma fuori il sole splende a più non posso e sprecare tutto quel tempo sarebbe un delitto! Decidiamo così di dirigerci immediatamente verso la GROBUST BEACH, rimandando la colazione a più tardi. Saggia decisione! Davanti a noi, ecco un sogno, una visione, una gloriosa e sconvolgente dimensione parallela… praticamene il paradiso!!!! Posare i piedi di prima mattina su quella spiaggia, nel nord dell’isola, non lontano da PIEROWALL, noi, soli soletti, sotto quel cielo di un blu strepitoso, al cospetto di quel mare di un turchese sublime, ci regala sensazioni a raffica, che scoppiettano nel cuore come fuochi d’artificio… la spiaggia di GROBUST è un luogo magico, unico, straordinario e oltrepassa alla grande ogni nostra aspettativa! Il vento gelido agita leggermente l’acqua cristallina, sollevando giusto un accenno di onde; mentre raffiche di sabbia corrono veloci come lepri sull’ampia battigia deserta. Ad incantarci, il meraviglioso contrasto fra grandi lastre rocciose, incise da profonde fessure, e distese sabbiose di un bianco abbagliante, che luccica sotto il sole come polvere di diamante! Il tutto incorniciato da dune ondulate, ricoperte di fili d’erba e di piccoli fiori selvatici che il vento si diverte a scompigliare. Stiamo lì, senza parole, a fare il pieno d’energia e a contemplare commossi il miracolo della natura. Ma lo stomaco mica si nutre di bellezza e nemmeno di poesia… così la colazione di Jerry comincia a rendersi necessaria!

L’abbagliante distesa sabbiosa della GROBUST BEACH

 

Scrambled eggs da volare via, frutta fresca, yogurt, pane fatto in casa… niente salmone perché oggi è domenica e ieri Jerry ha dimenticato di fare la spesa, ma in un posto così e davanti a quel panorama, come si fa a non perdonargli qualsiasi cosa??? Poi, con la pancia piena, eccoci diretti di nuovo verso nord, questa volta fino al punto d’inizio della passeggiata costiera che porta a NOUP HEAD, un anello lungo 6 km e mezzo, da gustare minuto per minuto, fra scenari grandiosi e meravigliosamente selvaggi, fatti di scogliere da brivido, splendida brughiera marittima, archi rocciosi, buie caverne, pareti verticali tappezzate di uccelli marini chiassosi (soprattutto GANNETS) con l’aggiunta del classico faro bianco da cartolina, appollaiato sull’orlo del precipizio, costruito nel 1898 da DAVID A. STEVENSON l’ultimo esponente della celebre famiglia di ingegneri scozzesi cui si deve un gran numero di fari sparsi per tutta la Scozia. Il vento non ci molla un secondo, soffia così forte e alza la voce fino a farci scoppiare le orecchie, fino a toglierci il respiro! Camminare è un’impresa, mantenere l’equilibrio un’utopia, respirare una lotta, ma c’è così tanta bellezza intorno a noi e sopra di noi, che nulla, nemmeno questa specie di uragano estivo, ci può fermare!!!!!!

Giusto quel pelo di vento… che perfeziona la mia impeccabile messa in piega!!!!

 

Una volta ripresa l’auto torniamo verso PIEROWALL, facendo prima una sosta presso le rovine del CASTELLO di NOLTLAND, costruito dopo il 1560 per conto di GILBERT BALFOUR, sulle terre ricevute in dono – appunto in quell’anno – dal cognato Adam Bothwell, vescovo delle Orcadi. Depositario del titolo di “MASTER OF THE ROYAL HOUSEHOLD” per MARY, QUEEN’S OF SCOTS e coinvolto fino al collo negli intrighi dell’epoca (incluso l’assassinio di Lord Darnley, marito di Mary), BALFOUR si fece molti nemici potenti, che lo indussero ad allestire il castello alla stregua di una vera e propria fortezza: mura possenti, un gran numero di feritoie e poche finestre, torri da cui avvistare prontamente il nemico in ogni direzione! Costruito in pietra arenaria locale, ha una tipica pianta a “Z”, con un corpo rettangolare e le due torri collocate agli angoli opposti. Un cortile fu aggiunto a sud nel XVII secolo ed è attraverso il suo arco d’ingresso che accediamo liberamente al castello. Lo esploriamo in totale solitudine… la dispensa e l’enorme cucina, la scala di servizio che porta al piano superiore, la scala principale costruita nella torre di sud ovest e infine la GREAT HALL. Ad aggiungere mistero, una scritta incisa nella pietra e a malapena visibile sulla destra dell’arco d’ingresso… “When I see the blood, I’ll pass over you in the night”
E intanto le nuvole si ammassano nel cielo e, come promesso dal meteo, ricomincia a piovere…

 

– GIORNO 4
PARTENZA PER PAPA WESTRAY
L’isola di WESTRAY non potrebbe salutarci in modo migliore… la mattina è fresca, meravigliosamente limpida e serena e Jerry a colazione spacca il minuto! Il micio di casa poltrisce al sole sul davanzale, infilato in un vaso che forse un tempo conteneva fiori, apre le fauci in uno sbadiglio e ci saluta schiudendo pigramente un occhio…

Il mega aeroporto nel nord di WESTRAY!!!!!

 

Grazie WESTRAY per averci regalato tre giorni che ne valgono mille ed emozioni uniche, da ricordare per sempre come un pezzo piccolissimo, ma altrettanto prezioso, della nostra vita! A minuti, il volo di linea più breve del mondo ci porterà in quota sopra AIKERNESS e poi ci poserà sul minuscolo lembo di terra che sta oltre quello smilzo braccio di mare… così, ancora per un po’, continueremo ad ammirare il tuo fantastico profilo dalle sponde sorelle di PAPA WESTRAY.

Il profilo di WESTRAY all’orizzonte, così come appare dalla vicina PAPA WESTRAY

 

INFORMAZIONI PRATICHE
COME ARRIVARE A WESTRAY:
Raggiungere Westray è facile e divertente (mal di mare e mal d’aria permettendo, of course!) e si può fare in due modi:
CON IL FERRY: ad operare i collegamenti via mare sono i traghetti della ORKNEY FERRIES in partenza ogni giorno dal porto di KIRKWALL. Per verificare gli orari esatti basta consultare le tabelle (estiva e invernale) pubblicate sul sito. La traversata dura più o meno un’ora e mezza e, nell’alta stagione, costa circa 70 sterline a/r… una bella cifretta, lo so, ma vi assicuro che l’isola le vale tutte… dalla prima all’ultima!!! Le prenotazioni possono essere fatte direttamente sul sito, selezionando l’orario prescelto; il biglietto si paga poi direttamente a bordo. IMPORTANTE: la rotta da selezionare è KIRKWALL – WESTRAY (e NON Kirkwall-Pierowall) e la si trova fra quelle elencate alla voce “NORTH ISLES”. Il porto d’arrivo è RAPNESS, nel sud di WESTRAY, a circa 7 miglia di distanza da PIEROWALL, il solo villaggio di tutta l’isola che si possa definire tale!
IN AEREO: i voli per WESTRAY partono dall’aeroporto di KIRKWALL e sono operati da LOGANAIR. Il costo A/R è di 74 sterline, incluso un bagaglio di 15 kg. ATTENZIONE: in caso di ritardi e/o cancellazioni la compagnia risponde solo per il costo del volo stesso e non per eventuali spese extra o perdite di denaro che possano conseguirne. L’aeroporto di WESTRAY si trova sulla penisola di AIKERNESS, nel nord dell’isola, e dista circa 3 miglia da PIEROWALL.

DORMIRE A WESTRAY
LA NOSTRA SCELTA:
No 1 BROUGHTON B&B una grande casa dalle pareti di un delicato colore rosa pallido, in posizione fantastica, direttamente affacciata sul mare. Arrivando da sud, una volta raggiunta la baia di PIEROWALL, la si trova svoltando verso destra e proseguendo con il mare sulla sinistra per poche centinaia di metri. Dispone di 3 confortevoli camere vista mare più una quarta vista giardino, di una graziosa lounge riservata agli ospiti, di una luminosa “dining room” con vista panoramica sulla baia e di una sauna dove scaldarsi le ossa e rilassarsi per bene, dopo una giornata trascorsa in balia del vento che soffia implacabile su Westray! Se appena potete, accaparratevi la doppia king-size nell’attico… la vista è da volare viaaaa!!!! Jerry, il padrone di casa, è molto simpatico ed è un ottimo cuoco, sappiate però che per lui la parola “fretta” non esiste… i suoi ritmi rilassati sono gli stessi dell’isola! Motto della casa e di WESTRAY: DON’T HURRY, BE HAPPY

Ecco dov’è collocato il N.1 BROUGHTON B&B

 

La nostra fantastica stanza nell’attico

 

PIEROWALL HOTEL un hotel così minuscolo e dall’aria così “familiare”, che per ben due volte ci siamo passati davanti senza rendercene conto!!! Ospitato da un piccolo edificio grigio circondato da un giardino in miniatura, si mimetizza perfettamente fra le case del villaggio. L’atmosfera d’altri tempi, dimessa ma piacevolmente curata, lo rende, nella sua semplicità, un posticino adorabile! Si può soggiornare in una delle sei accoglienti stanze oppure venirci solo per pranzo o per cena… oltre ad essere l’unico hotel dell’isola, è anche il solo ristorante… ma vi assicuro che non è affatto male! I coperti, così come le camere, sono limitati, in alta stagione si raccomanda quindi di prenotare in anticipo.

L’ottimo SEAFOOD PLATTER servito al ristorante del PIEROWALL HOTEL

 

WEST MANSE
È l’indirizzo giusto per chi preferisce invece la soluzione “self-catering”; una grande casa perfettamente ristrutturata, calda, accogliente ed eco-sostenibile, che può ospitare fino a un massimo di 6 persone (ma si arriva fino a 10, affittando anche il piccolo cottage annesso, denominato BROTCHIE).

DOVE MANGIARE:

PIEROWALL HOTEL l’unico “vero” ristorante dell’isola (vedi sopra)

JACKS CHIPPY da non perdere assolutamente il favoloso fish&chips offerto in mille freschissime varietà; da consumare, meteo permettendo, seduti a uno dei tavoloni esterni o in formula take-away. Un consiglio? Assolutamente strepitoso il “battered monkfish”, deliziosi bocconi di pregiatissima coda di rospo, croccanti fuori, morbidi e succosi dentro, accompagnati naturalmente da una valanga di patatine! Preparatevi mi raccomando a porzioni massicce!!! È aperto solo il mercoledì e il sabato dalle 16,30 alle 19,30 da settembre a maggio; dalle 16,30 alle 20,30 da giugno ad agosto. Durante i mesi estivi apre a volte anche il venerdì.

 

RIASSUMENDO: COSA VEDERE A WESTRAY?

1. CASTLE OF BURRIAN una ripida scogliera nel sud-ovest dell’isola, a breve distanza dal terminal dei traghetti di RAPNESS. Probabilmente il posto migliore, in tutte le Orcadi, dove venire ad ammirare i simpaticissimi PUFFINS, che giungono qui per nidificare fra fine aprile e inizio agosto. A breve distanza, merita una visita anche la bellissima distesa sabbiosa della BAY OF TAFTS.

2. WESTRAY HERITAGE CENTRE una mostra permanente piuttosto intrigante sulla storia, la flora e la fauna di WESTRAY, comprendente un gran numero di fotografie, oggetti e reperti archeologici, inclusa la celebre “WESTRAY WIFE”, la più antica rappresentazione umana mai ritrovata in Scozia, rinvenuta durante gli scavi condotti nel 2009 da HISTORIC SCOTLAND preso il sito archeologico dei “LINKS OF NOLTLAND”. E’ aperta tutti i giorni con orari variabili, che si possono verificare sul sito

3. WHEELING STEEN GALLERY galleria d’arte (e non solo) dove ammirare splendide fotografie e dipinti originali, oltre ad un curioso laboratorio/spazio espositivo ricavato dalla cabina di coperta di una nave norvegese del XIX secolo. Oltre a vere e proprie opere d’arte e bigliettini artigianali, si possono acquistare souvenirs, gustare té, caffè, bevande varie e, durante i mesi estivi, un ottimo “frozen yogurt” con golosa guarnizione a scelta (fragole, mirtilli, fudge)

4. GROBUST BEACH  è la spiaggia più spettacolare di WESTRAY, in posizione appartata, qualche miglio a nord di PIEROWALL. Ci si arriva in auto, ma occorre prevedere almeno una mezz’ora per poterne percorre a piedi la lunghezza, fermandosi spesso ad ammirarne l’assoluta magnificenza! Nei pressi della spiaggia si trova il sito archeologico denominato “LINKS OF NOLTLAND”: se ve ne rimane il tempo, date un’occhiata agli scavi che hanno messo in luce un insediamento più antico di SKARA BRAE (anche se non altrettanto ben conservato)!

5. NOUP HEAD WALK and LIGHTHOUSE  puffins a parte, è questa la passeggiata di gran lunga più bella ed entusiasmante da fare a WESTRAY! Sebbene sia possibile giungere in auto fino al faro, vi consiglio vivamente di lasciar perdere la pigrizia e di parcheggiare il vostro mezzo in località Backarass (in prossimità di una fattoria) per proseguire a piedi, scendendo subito verso la scogliera. Il ritorno lo si fa poi lungo l’ampio sentiero sterrato carrozzabile. Solo così si gode appieno dei panorami formidabili offerti da questa straordinaria riserva naturale, evitando oltretutto il rischio di danneggiare l’auto su quella strada alquanto dissestata!

6. NOLTLAND CASTLE  da non mancare, una visita alle suggestive rovine del castello-fortezza che GILBERT BALFOUR fece costruire sull’isola nella seconda metà del XVI secolo, lungo un pendio sovrastante la baia di PIEROWALL. L’accesso al castello è libero e totalmente gratuito.

E ancora tanto, tanto di più…

THIS IS WESTRAY… ENJOY WESTRAY!!!!!!!!!!!!!

 

 

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4 Comments

  • Reply
    Francesca
    11 novembre 2018 at 13:03

    Grandissima Ilaria, che belle foto, che affascinante descrizione! Molto speciale per me nel ricordo, anche se mi sono beccata solo la giornata di pioggia, causa traghetto fully booked il giorno dopo. Motivo per tornarci 😉 Tutte le scuse sono buone 😀
    Anche per me è stata una emozione incontrarvi, e quasi un segno del destino, avendo tratto tanti spunti dai tuoi racconti delle Shetland.
    Un abbraccio
    Francesca

    • Reply
      ilaria
      11 novembre 2018 at 18:51

      Grazieeee Francesca, sì peccato che tu sia rimasta a Westray solo quel giorno dal meteo non proprio ottimale, l’isola è davvero magnifica e merita sicuramente una seconda visita (vorrei tanto tornarci anch’io)!!! Comunque incontrarci su quella scogliera e poi in giro per l’isola è stato davvero bello… i cosiddetti “casi della vita”! Un grande abbraccio virtuale, in attesa di incontrarci di nuovo

      • Reply
        Beatrice
        12 novembre 2018 at 8:18

        Tutta la mia ammirazione a Francesca, davvero, per il coraggio di partire da sola dall’Italia con un camper…complimenti!!! E grazie a te Ilaria perchè ogni volta che leggo un tuo articolo mi sembra di essere li con te, a passeggiare su una spiaggia, ad ammirare i puffin, a gustarmi dei meravigliosi scrambled eggs! Alla fine pare che il meteo vi sia stato favorevole, nonostante le pessime previsioni..no? 🙂

        • Reply
          ilaria
          12 novembre 2018 at 8:40

          Mamma mia, davvero Beatrice, il coraggio di Francesca è veramente ammirevole! Una di quelle persone speciali che dietro alla loro dolcezza nascondono un’incredibile grinta!!! Il meteo a Westray è stato “so and so”… una bellissima serata di benvenuto; nuvole e pioggia il giorno successivo (quando ho incrociato Francesca!) e, il terzo giorno, mattino di sole sfolgorante (con un vento di quelli che tra un po’ ti staccano la testa!) che si è trasformato in acqua nel pomeriggio… poi di nuovo sole e cielo blu la mattina della nostra partenza per Papa Westray… direi che nell’insieme, viste le previsioni, è andata benissimo!!! Grazie per avermi dedicato ancora una volta un po’ del tuo prezioso tempo… è bello condividere le proprie emozioni con chi riesce a viverle con te, un bacione!

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