Gran Bretagna Irlanda del Nord

IRLANDA DEL NORD – Storia, paesaggi e leggende dell'”ALTRA IRLANDA”

Meraviglie geologiche, valli boscose, panorami incantati e castelli romantici: ecco cosa aspettarsi dall’IRLANDA DEL NORD.
Non a caso molte scene dell’acclamata serie fantasy “Trono di Spade” (“Game of Thrones”) sono state girate proprio qui, fra i paesaggi fiabeschi dell'”ALTRA IRLANDA”.
Sei contee in tutto – DOWN , ARMAGH, ANTRIM, COLERAIN, TYRONE, FERMANAGH – quelle che nel 1921, al termine della guerra d’indipendenza anglo-irlandese, anziché entrare a far parte della nuova Repubblica d’Irlanda, restarono fedeli al REGNO UNITO.
È questo l’unico “pezzetto britannico” dell’Isola di Smeraldo; quello che continua a utilizzare la sterlina e dove buona parte della popolazione professa la religione protestante.

La costa lungo la contea di ANTRIM

Uno spettacolare tratto di costa nella contea di ANTRIM

 

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L’IRLANDA DEL NORD occupa l’estremo nord-est dell’Isola di Smeraldo

 

A guardare i suoi paesaggi verdi e rilassanti, le sue scogliere solitarie, quei suoi cieli mossi attraversati da nuvole cangianti, i villaggi tranquilli e pittoreschi che punteggiano la costa, si stenta quasi a crederlo… che proprio qui, in questo scenario idilliaco che suscita meraviglia e infonde pace nel cuore, si sia svolta la lunga e dolorosa guerra civile fra repubblicani (cattolici indipendentisti) e lealisti (protestanti unionisti) durata oltre trent’anni e tristemente nota come “THE TROUBLES”.

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Un tratto delle cosiddette “PEACE LINES” sormontate da filo spinato, ovvero la linea di “frontiera” che divide i quartieri popolari – cattolico e protestante – di BELFAST

 

Uno dei tanti murales nel quartiere cattolico, dipinto sulle "PEACE LINES"

Uno dei tanti murales dipinti  lungo le “PEACE LINES”, nel quartiere cattolico

 

Fra gli anni ’60 e ’90, sanguinosi attentati con bombe piazzate dall’IRA (Irish Republican Army) e violente rappresaglie dell’esercito britannico, in un meccanismo infernale di “botta e risposta” che ha fatto centinaia di vittime e reso difficile lo sviluppo turistico di questa splendida regione. Era solo l’altro ieri, e sentire parlare oggi di attentati mette davvero i brividi…
Solo dopo la firma del “GOOD FRIDAY AGREEMENT” (“l’accordo del Venerdì Santo”) da parte dei governi britannico e irlandese, il 10 aprile del 1998, il processo di pace ha avuto inizio e l’Irlanda del Nord – pur fra mille difficoltà – ha cominciato a guardare avanti…

Ed è proprio quel suo sguardo puntato dritto in avanti a renderla così speciale; il desiderio di pace che si respira nell’aria insieme al profumo del mare e della brughiera; il sorriso fiducioso della gente che ancora porta nel cuore un’ombra di dolore, a cui non vuole però più dare ascolto.
Bella e tutta da scoprire l’IRLANDA DEL NORD; il suo territorio spettacolare; le sue tradizioni e le antiche leggende più vive che mai; le città che ancora mostrano le ferite, ma anche la serena volontà di voltare pagina e andare incontro al futuro.
Volontà che spero vivamente non verrà incrinata dal subbuglio sollevato dall’esito della BREXIT.

Un allegro abitante di BELFAST, perfetta immagine dell'ottimismo nord-irlandese

Un allegro abitante di BELFAST, perfetta immagine dell’ottimismo nord-irlandese

 

Un’intera settimana per provare a conoscerla, nel giugno del 2011.
Partenza da DUBLINO con un’auto a noleggio (ma sappiate che Ryanair ha ora aggiunto voli diretti per Belfast da Bergamo/Orio al Serio), bypassando inizialmente proprio la città di BELFAST (che ritroveremo solo alla fine del nostro itinerario) per andare subito incontro alla magnifica natura irlandese, quella che – anziché parlarci di tristi vicende storiche ed umane – ci immerge in uno spazio meravigliosamente sereno che non ha bandiera, dove pare che nulla di brutto sia mai potuto accadere e mai accadrà.

Una settimana e una strada leggendaria davanti a noi, la cosiddetta CAUSEWAY COASTAL ROUTE, quella che da BELFAST arriva fino a LONDONDERRY (o semplicemente DERRY, come la chiamano i locali) considerata fra i “SCENIC DRIVES” più spettacolari, non solo d’Irlanda ma del mondo intero; di quelli da percorrere almeno una volta nella vita.

Ma cos’è a rendere tanto speciali queste 100 miglia di costa frastagliata? Quali sono i luoghi imperdibili da non mancare assolutamente lungo il tragitto?
Se capitate da queste parti dimenticate la fretta e preparatevi a rallentare il ritmo, perché questo è un viaggio “ON THE ROAD” da gustare con calma, tappa dopo tappa.
Sebbene sia ormai passato parecchio tempo, potrei parlarvi a lungo di ognuna di esse.
Mi limiterò invece alle dieci principali, fra tutte quelle che, in quei sette giorni, mi hanno lasciato un ricordo indelebile…

 

CAUSEWAY COASTAL ROUTE

CAUSEWAY COASTAL ROUTE (segnata in rosso)

 

GLENS OF ANTRIM
Sono nove e sono una più bella dell’altra.
Vallate profonde – verdissime e rigogliose – che si irradiano verso la costa da un grande altopiano roccioso, forgiato dal fuoco dei vulcani che eruttarono 60 milioni di anni or sono, per poi essere scavate dai ghiacci nel nero basalto.
Piccoli paradisi naturali intrisi di folklore e di leggenda, dove fate, folletti e creature di vario tipo si aggirano ad animare ogni albero, ogni fiume e ogni cespuglio.
Se il tempo stringe e vi è concesso di visitarne una soltanto, GLENARIFF è la scelta giusta. Conosciuta come “THE QUEEN OF the NINE GLENS OF ANTRIM”, è uno spettacolo di valle a U, delimitata sui due lati da ripide colline e affacciata sulla lunga baia sabbiosa del villaggio di WATERFOOT (chiamato anche GLENARIFF).
Il magnifico GLENARIFF FOREST PARK – dotato di un VISITOR CENTRE e di tutti i sevizi del caso – occupa la parte superiore della valle, dove si trovano numerosi percorsi segnalati che si addentrano nella foresta, seguendo le sponde dei fiumi INVER e GLENARIFF, fino a raggiungere fragorose cascate e splendidi punti panoramici che dominano la vallata e il suo affaccio sul mare.
Uno spettacolo che, anche a distanza di anni, non si dimentica!

Vista panoramica su GLENARIFF

Vista panoramica su GLENARIFF

 

I verdissimi pascoli di GLENARIFF

I verdissimi pascoli nella vallata

 

Il sottobosco all'interno del parco

Il sottobosco all’interno del parco

 

Una scrosciante cascata

Una scrosciante cascata

 

Uno scorcio nel bosco

Uno scorcio nel bosco

 

Uno dei sentieri nella foresta

Uno dei sentieri nella foresta

 

CUSHENDUN
È proprio da CUSHENDUN che inizia un tratto costiero fra i più remoti e affascinanti di questa parte d’Irlanda. Ci si arriva dal piacevole villaggio di CUSHENDALL proseguendo verso nord, lungo la A2, e poi imboccando a destra la B92 indicata come “TORR HEAD SCENIC ROUTE”…e i piloti si preparino qui ad essere messi a dura prova!
CUSHENDUN è una chicca di villaggio, raccolto attorno a un ponte in pietra sulla foce del fiume DUN, suggestivo a cominciare già dal nome, che dal – gaelico irlandese – significa “the foot of the dark brown river”.
Il riferimento è naturalmente al colore cupo dell’acqua del fiume, che scende gorgogliante attraversando paludi e brughiere delle ORRA MOUNTAINS, per gettarsi in mare proprio in questo punto.
Il villaggio non è niente di più che una lunga striscia d sabbia e un riparato porticciolo con la sua cornice di belle case bianche, luminose come perle incastonate fra alte scogliere e verdi promontori.
Perfetto per una breve sosta per gustarsi la quiete, riempiendo i polmoni di spruzzi salmastri e d’aria d’altri tempi, prima di proseguire zig-zagando lungo l’angusta strada costiera fra panorami grandiosi fatti soltanto di verde e di blu.

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Il remoto villaggio di CUSHENDUN

 

Uno scorcio del villaggio

Uno scorcio del villaggio

 

CUSHENDUN visto dalla "TORR HEAD SCENIC ROUTE"

CUSHENDUN visto dalla “TORR HEAD SCENIC ROUTE”

 

TORR HEAD
La strada sale e sale – ripida, tenace e insidiosa – fino a giungere a TORR HEAD.
Un promontorio solitario, frastagliato e selvaggio, che ci appare, dopo lungo vagare, come un dito verdissimo che domina il blu iridescente del Mare d’Irlanda.
Lo riconosceresti fra mille, per la presenza di una casa in rovina che ancora si regge nel punto più alto; quella che un tempo fu l’abitazione della guardia costiera, per il monitoraggio dei transatlantici di passaggio nel canale del Nord.
Più sotto, lo scheletro di un secondo edificio ci ricorda che qui sorgeva in passato una dogana per il controllo dei fiorenti commerci fra Irlanda, Scozia, Inghilterra e il resto d’Europa.
Da questo punto, nelle giornate limpide, il MULL OF KINTYRE e il profilo di ISLAY (nel sud ovest della Scozia) sembra quasi di poterli toccare… 20 km in linea d’aria a separare le sponde d’Irlanda a quelle della mia amatissima Scozia!

Arrivo a TORR HEAD

TORR HEAD sullo sfondo della costa scozzese

 

La salita al punto più alto di TORR HEAD

La salita al punto più alto di TORR HEAD

 

I panorami intorno al promontorio

I panorami intorno al promontorio

 

MURLOUGH BAY
Un sogno di baia – bellissima e appartata – che aspre pareti rocciose separano dall’entroterra; sabbia fine cosparsa di sassi in mille sfumature di rosa e di grigio, annidata fra colline boscose dove pascoli lussureggianti si gettano dolcemente in mare…
Invariabilmente deserta, sprigiona il fascino intenso dei luoghi segreti, quelli di cui solo “i locali” conoscono l’esistenza; un angolo in cui la natura irlandese dà il meglio di sé per i pochi che lo sapranno scovare.
Una volta lasciato il promontorio di TORR HEAD e ripresa la marcia lungo la “SCENIC ROUTE”, occhio al cartello seminascosto che indica il bivio: la strada ora scende e scende, ripidissima e stretta più che mai, fino a giungere ad alcune aree di parcheggio. Lasciate l’auto e continuate a piedi lungo un sentiero sterrato fiancheggiato da pascoli e orlato da alberi frondosi, splendido corridoio ombreggiato verso quell’angolo di paradiso…

La MURLOUGH BAY vista dall'alto

La MURLOUGH BAY vista dall’alto

 

I grandi alberi che costeggiano il sentiero verso la baia

I grandi alberi che costeggiano il sentiero verso la baia

 

Scorci lungo il percorso

Scorci lungo il percorso

 

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Gli scenari pieni di pace che circondano la baia

 

La spiaggia

La spiaggia

 

Le rocce intorno alla baia

Uno scorcio fra le rocce

 

FAIR HEAD
Da qui, nelle giornate terse, la vista sulla piccola isola di RATHLIN e sulle coste della Scozia è fenomenale.
Vertiginose scogliere di nero basalto svettanti 200 metri sul livello del mare, sormontate da un vasto altopiano spazzato dal vento, abitato da pecore, capre selvatiche, corvi imperiali, poiane e falchi pellegrini, che sorvolano le distese rocciose e gli immensi tappeti d’erica.
Per raggiungerne la cima, si può partire dal piccolo parcheggio a COOLNALOUGH, nel punto in cui un gruppetto di cottages forma un “CLACHAN”, una sorta di comunità – un tempo tipica in Irlanda – per la gestione condivisa di un pezzo di terra priva di recinzioni.
Lungo il promontorio, la presenza di tre piccoli laghi – DOO, FADDEN e LOUGH NA CRANAGH – aggiunge tocchi blu cobalto al verde e ai colori caldi della terra.
Come suggerisce il nome, quest’ultimo lago ospita un CRANNOG, un’isoletta artificiale fortificata su cui sorge un’unità abitativa di forma ovale, la cui origine risale all’età del Bronzo.

Il promontorio di FAIR HEAD visto dalla MURLOUGH BAY

Il promontorio di FAIR HEAD visto dai dintorni della  MURLOUGH BAY

 

Il "CLACHAN" dove si trova il parcheggio da cui parte il sentiero

Il “CLACHAN” dove si trova il parcheggio da cui parte il sentiero

 

L'inizio del sentiero verso FAIR HEAD...leggermente fangoso!!!

L’inizio del sentiero verso FAIR HEAD…leggermente fangoso!!!

 

Il LOUGH

Uno dei suggestivi laghetti che si trovano sul promontorio

 

Incontri lungo il cammino...

Incontri lungo il cammino…

 

I panorami lungo il sentiero

I panorami verdissimi lungo il sentiero

 

La cima del promontorio

La cima del promontorio

 

Giochi di luce lungo la strada del ritorno

Giochi di luce lungo la strada del ritorno

 

CARRICK-A-REDE ROPE BRIDGE
Adrenalina pura e alto tasso di godimento.
Guai a venire nella contea di ANTRIM e non attraversare il ponte di corda “CARRICK- A-REDE”! Sospeso a 30 metri d’altezza sopra un mare incredibilmente turchese, e traballante quel tanto che basta a fare schizzare alle stelle il battito cardiaco.
Circondato dalle bianche scogliere calcaree della LERRYBANE BAY, fu costruito per collegare la costa al piccolo isolotto roccioso di “CARRICK-A-REDE” ovvero, traducendo dal gaelico irlandese, “THE ROCK ON THE ROAD”… Nome davvero bizzarro per un’isola!
Il fatto è che quel blocco di terra vulcanica sta nel mezzo di quella che un tempo era la rotta di migrazione occidentale dei salmoni, di ritorno qui – per risalire la corrente dei fiumi dove erano nati – dopo avere trascorso un anno o più nel Nord Atlantico.
I pescatori hanno avuto un ponte qui per oltre 250 anni – inizialmente soltanto una corda a cui appendersi con una mano, per gettare le reti con l’altra – finché nel 2002 i salmoni decisero di cambiare strada e i pescatori smisero di utilizzare il “ROPE BRIDGE” per le loro attività di pesca.
Potenziato e reso più sicuro, il ponte di corda è oggi una delle principali attrazioni turistiche della regione, sicuramente la più elettrizzante!
20 metri di lunghezza soltanto, ma da ricordare – passo dopo passo – per tutta la vita!
Una volta scampati al ponte, non mancate di fare un salto a BALLINTOY, un minuscolo villaggio poche miglia più in là, per ammirare la pittoresca chiesetta bianca e il caratteristico porticciolo.

L'isolotto di CARRICK-A-REDE collegato alla terraferma dal famoso ponte

L’isolotto di CARRICK-A-REDE collegato alla terraferma dal famoso ponte

 

Le bianche scogliere di calcare della LERRYBANE BAY

Le bianche scogliere di calcare della LERRYBANE BAY

 

Il celebre CARRICK-A-REDE ROPE BRIDGE

Il celebre CARRICK-A-REDE ROPE BRIDGE

 

Il villaggio di BALLINTOY con la minuscola chiesetta bianca

Il villaggio di BALLINTOY con la minuscola chiesetta bianca

 

Il delizioso porticciolo di BALLINTOY

Il delizioso porticciolo di BALLINTOY

 

GIANT’S CAUSEWAY
Scienza o leggenda? Lascerò che a scegliere siate voi…
Che il “SELCIATO DEL GIGANTE” sia un sito eccezionale non c’è alcun dubbio; il dubbio riguarda semmai la sua origine, perché davanti a oltre 40,000 colonne di basalto, dalla forma quasi perfettamente esagonale e mirabilmente addossate le une alle altre, viene subito da chiedersi come la natura abbia potuto – da sola – produrre quello che, a occhio e croce, sembra essere l’opera di un abile scultore dalle mani gigantesche.
La gente del posto una spiegazione ce l’ha…
Tutto avvenne a causa della lotta fra due giganti, l’irlandese Finn MacCool e il suo rivale scozzese Benandonner. Costui minaccia l’Irlanda e Finn, furioso, scaglia contro di lui le rocce della costa di ANTRIM, che cadono in mare formando una strada rialzata che arriva fino in Scozia. Giunto fin lì per affrontarlo, Finn si accorge della stazza spaventosa del rivale e torna a casa a gambe levate, inseguito dal nemico.
La moglie lo traveste da neonato e quando lo scozzese arriva chiedendo di Finn, gli dice di essere sola con il loro figlioletto. Benandonner pensa: “se il figlio neonato è tanto grande, chissà il padre!” e batte in ritirata distruggendo la strada dietro di sé.
La GIANT’S CAUSEWAY sulla costa di ANTRIM e l’isola di STAFFA nelle Ebridi Interne altro non sarebbero che le due estremità superstiti di quella strada; vere meraviglie geologiche visibili ancora oggi.
La versione scientifica è invece che il “SELCIATO DEL GIGANTE” è la preziosa eredità che si deve alla lava, quella prodotta da un’enorme eruzione vulcanica avvenuta 60 milioni di anni fa e di colpo raffreddata per il contatto repentino con le gelide acque del Mare del Nord.
A qualunque spiegazione scegliate di credere, sappiate che qui il paesaggio è semplicemente straordinario, e non stupisce affatto che sia stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Un tramonto sul mare scuro di queste rocce basaltiche è una di quelle esperienze che non hanno prezzo. Nel nostro caso, per esempio, quello di saltare la cena! Ma ditemi, come si fa a venir via dallo spettacolo della natura che magicamente trasforma il nero in rosa?

Il "SELCIATO DEL GIGANTE"

Il “SELCIATO DEL GIGANTE”

 

I colori del tramonto

I colori del tramonto

 

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Una meraviglia geologica baciata dagli ultimi raggi di sole

 

La sera la folla è sparita e solo qualche visitatore rimane a godere dello spettacolo e della pace...

La sera la folla è ormai sparita e solo qualche visitatore rimane a godere dello spettacolo e della pace!

 

Quando il sole è ormai giù...

Quando il sole è ormai giù…

 

DUNLUCE CASTLE
In uno scenario tanto favoloso, potevano forse mancare le rovine di un castello abbarbicate alla scogliera?
I possenti brandelli del DUNLUCE CASTLE ci appaiono così, splendidi e misteriosi, in una mattina di sole, come un piccolo pezzo di Scozia catapultato per sbaglio nella contea di ANTRIM.
Storia e tradizioni scozzesi si intrecciano qui alle vicissitudini storiche dell’Irlanda del Nord, regalandoci l’intensa suggestione di trovarci al cospetto di un DUNNOTTAR o di un TANTALLON CASTLE, trapiantati per magia nell’Isola di Smeraldo.
Costruito nel XIII secolo da Richard de Burg, secondo conte dell’ULSTER, passò poi nelle mani della famiglia McQuillan, che verso la fine del 1200 assunse il controllo di tutta l’area. Di guerra in guerra e di battaglia in battaglia, il castello passò dal clan scozzese dei MacDonald a quello dei MacDonnell di ANTRIM, che ne fecero la propria dimora finché nel 1639, parte del castello, cucine comprese, crollò in mare trascinando per sempre con sé sette servitori e la cena pronta per quella sciagurata sera.
Ai piedi del castello si trova una minuscola spiaggia raggiungibile grazie a una ripida scala. Da lì un tempo si poteva accedere alla Mermaid’s Cave – la grotta delle sirene – oggi chiusa al pubblico per motivi di sicurezza.
Per visitarlo seguite la A2 oltre BUSHMILLS in direzione PORTRUSH. Il castello vi apparirà poco dopo PORTBALLINTRAE, su un dirupo basaltico a picco sul mare.
Fermate l’auto e acquistate un biglietto per 5 sterline (3 per bambini e ragazzi fino ai 16 anni), ne varrà la pena anche solo per la vista mozzafiato sulle bianche falesie della WHITEROCK BEACH!
I patiti della tecnologia sappiano che per il castello di DUNLUCE esiste una app gratuita per iPhone e dispositivi Android scaricabile da App Store o su Google Play.

Le misteriose rovine del DUNLUCE CASTLE

Le misteriose rovine del DUNLUCE CASTLE

 

Un particolare del castello sullo sfondo del villaggio di PORTRUSH

Un particolare del castello sullo sfondo del villaggio di PORTRUSH

 

MUSSENDEN TEMPLE
Ci spostiamo sempre più a ovest, passando dalla contea di ANTRIM a quella di DERRY.
Che strano scorgere qui, negli spazi aperti e verdissimi della DOWNHILL BAY, un tempietto circolare in stile neoclassico, arroccato sulla scarpata che si innalza alle spalle di un’immensa spiaggia sabbiosa!
È il MUSSENDEN TEMPLE, costruito nel XVIII secolo per volere di HARVEY BRUCE, conte di Bristol e vescovo di DERRY, uomo eccentrico e facoltoso che trovò ispirazione nel tempio di Vesta di Tivoli e che, a quanto pare, adibì l’edificio ad alcova o forse a biblioteca, dotandolo di grandi finestre sui lati, per godere della magnifica vista.
Tutt’intorno prati vastissimi, colmi dei profumi trasportati dal vento, e le rovine del DOWNHILL CASTLE, quello che un tempo era il palazzo del vescovo.
Un luogo inconsueto e altamente fotogenico: il tempietto e i panorami circostanti sono fra i soggetti in assoluto più fotografati d’Irlanda!

Il MUSSENDEN TEMPLE che domina dall'alto la DOWNHILL BEACH

Il MUSSENDEN TEMPLE che domina dall’alto la DOWNHILL BEACH

 

Lo scheletro del DOWNHILL CASTLE, un tempo abitazione del vescovo di DERRY

Lo scheletro del DOWNHILL CASTLE, un tempo abitazione del vescovo di DERRY

 

THE DARK HEDGES
Un punto imprecisato – perso chissà dove – nel quieto entroterra della contea di ANTRIM, e intrigante già a cominciare dal nome…
Difficile immaginare, su questa terra, un luogo più evocativo e fiabesco di DARK HEDGES!!!
Dopo lungo vagare, fra stradine di campagna che si ripetono tutte uguali, arrivi lì e sfregandoti gli occhi ti chiedi: SOGNO o REALTÀ?
Perché quei faggi secolari, dalle braccia lunghe e nodose fittamente intrecciate, si fondono a creare una galleria frondosa dall’aspetto così “ultraterreno”, da sembrare il passaggio verso un’altra dimensione.
Ebbene sì, una semplice strada di campagna – probabilmente la più fotografata del pianeta – così unica nel suo genere da essere stata descritta come “uno dei luoghi più belli del mondo” persino dal grande fotografo Jim Zuckerman.
Un luogo che mostra inequivocabilmente come natura e realtà possano a volte superare i guizzi più creativi della fantasia.
Che poi in effetti, anche qui, almeno inizialmente, la fantasia ci ha messo lo zampino… Per la precisione, quella di James Stuart che, attorno al 1750, piantò quei filari di faggi lungo il viale d’ingresso della propria casa – la GRACEHILL HOUSE  (oggi circondata da un “green” aperto al pubblico) – nell’intento di creare un paesaggio che strabiliasse i propri ospiti; intento direi perfettamente riuscito!
Per il massimo effetto surreale, veniteci all’alba oppure all’imbrunire; o in un freddo e nebbioso mattino d’inverno… Non faticherete affatto a riconoscere la celebre KING’S ROAD del “TRONO DI SPADE”.
E magari incontrerete pure il fantasma della GREY LADY, la dama in grigio che la leggenda vuole passi ogni tanto di qui, fino a svanire oltre l’ultimo faggio…

"THE DARK HEDGES" nella veste primaverile

“THE DARK HEDGES” nella veste primaverile

 

La tenuta di GRACEHILL, un tempo proprietà della famiglia Stuart. THE DARK HEDGES ne era il viale d'ingresso

La tenuta di GRACEHILL, un tempo proprietà della famiglia Stuart. THE DARK HEDGES ne era il viale d’ingresso

 

Si chiude così, fra questi faggi incantati, il racconto della natura generosa e delle leggende secolari, che ci portiamo appresso come un bagaglio prezioso, lasciandoci alle spalle la CAUSEWAY COASTAL ROUTE, per avviarci verso BELFAST, la capitale.
Una città autentica e vitale – dal carattere forte e sincero – che ci fa dono della prospettiva più limpida e più vera da cui guardare e ripensare alla nostra avventura nell'”ALTRA IRLANDA”.
Ma di BELFAST e dei suoi piccoli e grandi doni, parleremo a lungo alla prossima puntata…

 

COME ARRIVARE:

Voli Ryanair per BELFAST da Bergamo/Orio al Serio oppure per DUBLINO da vari aeroporti italiani (distanza Dublino/Belfast: 165 km circa; tempo di percorrenza in auto: 1,50h)

DOVE DORMIRE:

LURIG VIEW B&B – GLENARIFF
Le sistemazioni presenti in quest’area non sono poi molte. Il b&b che per due notti ci ospitò, all’epoca del nostro viaggio, non è purtroppo più operativo, ma posso comunque consigliarvi quest’altro in alternativa.
Una struttura semplice e accogliente, ben posizionata per visitare le magnifiche GLENS OF ANTRIM e per intraprendere l’impegnativo ma gratificante TORR HEAD SCENIC DRIVE. Difettuccio: non possiede un giardino, ma la valle verdissima che lo circonda saprà porre rimedio a questa mancanza…

ARDTRABANE B&B – BUSHMILLS
Una casa confortevole e moderna che offre uno standard di servizi decisamente alto.
È, in assoluto, l’abitazione più vicina al “SELCIATO DEL GIGANTE”, raggiungibile a piedi con una piacevole passeggiata di dieci minuti, lungo un sentiero, nel mezzo di pascoli verdeggianti, che inizia a pochi passi dalla casa.
La sistemazione perfetta per chi volesse visitare il sito UNESCO in tutta tranquillità, di primo mattino oppure la sera, lasciando l’auto comodamente parcheggiata presso il b&b (evitando così anche l’oneroso costo del parcheggio presso il Visitor Centre)

 

 

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6 Comments

  • Reply
    Beatrice
    19 luglio 2016 at 8:37

    Da fan sfegatata di Game of Thrones non posso che prendere nota di tutti questi utilissimi suggerimenti!
    Ho un itinerario già pronto, per l’Irlanda….mi basta trovare il tempo di partire 🙂

    • Reply
      ilaria
      19 luglio 2016 at 10:23

      L’Irlanda è una terra accogliente e piena di fascino…ne resterai sicuramente conquistata Beatrice! E l’Irlanda del Nord è una parte assolutamente da non tralasciare… Ma per ora prepariamoci alle intense suggestioni d’ISLANDA, quella con la “esse”!!!!!

  • Reply
    Rosalba e Massimo
    19 luglio 2016 at 18:16

    Un angolo dell’isola di Irlanda che la maggior parte delle volte viene evitato nei tour senza tanti complimenti, come fosse il brutto anatroccolo… come se un confine politico ti impedisse di andare oltre… che grande errore!! Forse è per questo che ci ha da sempre attirato (un po’ come il Galles nei confronti della confinante Inghilterra) si vede che noi siamo per le minoranze trascurate 😉 Grazie per questo reportage accuratissimo: avete visto tantissimo e cercato di non tralasciare nulla delle bellezze di quell’angolino magico, perfino la Giant’s Causeway in due differenti momenti della giornata… così si fa!! bravissimi 😀 Glenariff Forest Park, che meravigliaa! Arrivederci Northern Ireland, speriamo prestissimo, e grazie Ilaria per avere condiviso pensieri e immagini (sempre super!)

    • Reply
      ilaria
      19 luglio 2016 at 21:43

      Sempre troppo gentili, ragazzi! Comunque i complimenti me li prendo volentieri eccome, e vi ringrazio! Diciamolo… e a chi non fanno piacere??? Riguardo alle minoranze trascurate: ma sapete che anche a noi viene spesso spontaneo scegliere ed amare pazzamente proprio quelle?!?!!! Che poi in genere hanno tanto, tantissimo da offrire!!!! Pensa che a parte un breve soggiorno a Dublino, la nostra prima vera vacanza (di un’intera settimana) in Irlanda l’abbiamo dedicata proprio all’Irlanda del Nord! Mah, a volte penso che fare le cose al contrario rispetto alla maggior parte delle persone, ci venga proprio naturale! Anch’io dico “arrivederci Northern Ireland!” e speriamo presto, per scovare nuovi angoli pieni di magia e ritrarli magari con un minimo in più d’esperienza… questi nel post sono fra i primissimi scatti che ho fatto con la mia reflex, proprio una pivellina, per fortuna certi panorami fanno tutto da soli! Un grande abbraccio

  • Reply
    Stefania
    21 luglio 2016 at 6:26

    CIAO ILARIA!
    Che dire? Hai già detto tutto tu e gli altri amici che han commentato. Anch’io sono per le mete meno turistiche; alcune volte ti riservano grandi sorprese. Se poi si parla d’Irlanda, che sia del Nord o del Sud (dove sono stata io) non puoi sbagliare sicuramente.
    Paesaggi dolci, verdissimi , che trasmettono pace e tranquillità…
    Con i tuoi racconti hai saputo trasmettere proprio questo. Descrizioni accuratissime. Insomma una guida preziosa per chi volesse intraprendere un viaggio in Irlanda….. Grazie ancora una volta di avermi fatto viaggiare anche solo in modo virtuale…
    Complimenti amica mia !!! Un grande abbraccio Stefy
    p.s. Foto stupende anche se come dici tu sono state fatte con una macchina “pivellina”…..

    • Reply
      ilaria
      21 luglio 2016 at 8:39

      Dolcissima Irlanda, bisogna proprio che ci ritorni prima o poi…se la Scozia mi molla!!!! Nel frattempo ci andremo ancora virtualmente, sull’onda dei bellissimi ricordi che ogni parte di quella terra mi ha lasciato! Pronta a ripartire di nuovo con me?
      Grazie mille per il passaggio sempre graditissimo!
      PS la macchina foto era già quella giusta…nuova di zecca! Ero io ad essere una super “pivellina”!!!!!!

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