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Nel cuore delle ORCADI NEOLITICHE

Alle Orcadi esiste il detto “se conficchi una vanga nel terreno, disseppellirai probabilmente un sito archeologico”.
Perché se è vero che visitare le Orcadi è fare innanzitutto una grande scorpacciata di verde e di blu, di natura intatta e generosa, di ritmi lenti, dolci orizzonti e pace assoluta, altrettanto vero è che in queste isole fertili non serve affatto visitare un museo per immergersi nella storia più antica: è sotto quel cielo immenso e fra quei paesaggi quieti che si trova la più alta concentrazione di siti preistorici di tutta Europa, un patrimonio unico e inestimabile in cui si possono leggere più di 5,000 anni d’interazione fra uomo e natura. Senza contare che nelle 70 isole che compongono l’arcipelago nuove scoperte sono sempre dietro l’angolo… pronte a sbucare da quel verde pendio o da quella dolce e sperduta collinetta! Pietre antichissime sopravvissute a millenni d’intemperie e di umane vicende che, di tanto in tanto, come per magia fanno capolino dal terreno arricchendo ulteriormente un tesoro già immenso.
A spiegare come mai fin dall’antichità numerosi insediamenti umani si siano concentrati proprio qui lasciandosi dietro tracce importanti, è la natura feconda del suolo e la posizione strategica nel Mare del Nord, a breve distanza dalla solitaria regione del Caithness, che con i suoi panorami aperti occupa l’estremo nord est scozzese.
L’importanza storica di queste pietre è tale che nel 1999 il “CUORE DELLE ORCADI NEOLITICHE” (“HEART OF NEOLITHIC ORKNEY”) venne riconosciuto dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità, con particolare riferimento a quattro siti principali:
1. SKARA BRAE
2. RING OF BRODGAR
3. MAES HOWE
4. STONES OF STENNESS
Quattro gioielli imperdibili che, da soli, potrebbero tranquillamente provvedere a rendere unico e indimenticabile ogni viaggio alle Orcadi! Aggiungici poi l’idilliaca meraviglia che circonda ogni singola pietra ed ecco che il fascino delicato e squisito delle ORKNEY ISLANDS comincia a prenderti inesorabilmente il cuore, finché d’un tratto non puoi più scrollartelo di dosso!
Ma vediamo questi siti uno per uno…

I cerchietti rossi vi danno un’idea della quantità di SITI NEOLITICI presenti sul suolo delle ORCADI… e molti sono gli scavi tuttora in corso!!!

 

SKARA BRAE
“On the far curving shore of the bay lies Skara Brae, hazy
through the sea-haar.”
“Sulla lontana sponda ricurva della baia giace Skara Brae, offuscata dalla nebbia marina” George Mackay Brown – Rockpools and Daffodils

SKARA BRAE era già un fiorente villaggio molto prima che Stonehenge e le stesse piramidi egiziane venissero costruite… ecco perché non c’è persona che spenda anche un solo giorno alle Orcadi che non voglia venire a visitarlo!!! Considerato da molti come il più importante sito preistorico d’Europa, si tratta del più completo villaggio neolitico che si possa osservare nel vecchio continente. Mica capita tutti i giorni di avere sotto gli occhi una sorta di “condominio” del 3000 avanti Cristo o giù di lì; un sorprendente insieme di abitazioni splendidamente conservate, collegate fra loro da bassi passaggi coperti e complete di molti degli arredi originali! Rimaste per millenni a sonnecchiare sotto tonnellate di sedimenti, a portarne alla luce le prime tracce fu una terribile tempesta invernale che nel 1850 colpì le Orcadi con raffiche di vento spaventose e violentissime maree che sradicarono l’erba e soffiarono via la sabbia da quella che sembrava nient’altro che una collina, chiamata a quel tempo “Skerrabra”. Il signore del posto, un certo William Watt di Skaill, incuriosito dai contorni misteriosi di alcuni edifici emersi dalla sabbia, diede inizio a una prima serie di scavi che si si conclusero nel 1868, dopo avere dissotterrato ben quattro abitazioni. I lavori furono poi abbandonati, finché nel 1925 una nuova tempesta non arrivò a danneggiare la parte già emersa dell’antico villaggio. Ed è grazie a ulteriori scavi fatti fra il 1928 e il 1930 che oggi possiamo ammirare SKARA BRAE in tutta la sua unicità e fascinosa bellezza!
Veniteci la mattina presto, ancora prima dell’apertura, quando i pullman dei viaggi organizzati sono ancora lontani e a colmare l’aria è solo il silenzio della baia. La spiaggia di SKAILL è lì a due passi a fare da magico sfondo, con la sua mezzaluna di sabbia che risplende nel sole di bianco e turchese, salvo poi confondersi con il cielo e con il mare quando nuvole e pioggia giungono a smorzarne i colori (come nel giorno della nostra visita!). Un tempo i turisti erano pochi e fra quelle dimore si poteva camminare liberamente, oggi ci si deve invece attenere a un percorso perimetrale giustamente creato per preservare l’integrità del sito.
Fra il VISITOR CENTRE e il villaggio stesso, si trova la replica fedele di un’abitazione con tanto di arredi – armadi, guardaroba, sedie e ripostigli costruiti in pietra – in cui ci si può infilare passando attraverso un basso corridoio d’accesso, così da potersi fare un’idea precisa di come si vivesse da quelle parti nella notte dei tempi.
Da aprile a ottobre nel prezzo del biglietto è incluso anche l’ingresso all’adiacente “SKAILL HOUSE“, una prestigiosa residenza signorile con i suoi eleganti arredi e cimeli, fatta costruire nel 1620 dal vescovo delle Orcadi George Graham e poi ampliata nei secoli successivi dai dodici proprietari terrieri che la abitarono (LAIRDS OF SKAILL) fra cui proprio quel William Watt che per primo diede l’avvio agli scavi.

Lo splendido sito di SKARA BRAE in una grigia mattina di pioggia

 

RING OF BRODGAR
Quando nel 1846 il geologo scozzese Hugh Miller visitò per la prima volta il RING OF BRODGAR paragonò quelle pietre a “un assembramento di antichi druidi misteriosamente severi e invincibilmente silenziosi e scarmigliati”.
Pare che le pietre in origine fossero 60, tutte di grandi dimensioni, e che formassero un enorme sito cerimoniale risalente al terzo millennio prima di Cristo. Oggi – a distanza di 5.000 anni – ne sopravvivono 36, disposte lungo un grande cerchio del diametro di 104 metri, circondato da una specie di fossato scavato nella roccia e collocato su di un piccolo istmo fra i laghi di STENNESS e HARRAY, in un punto fra i più suggestivi di tutte le Orcadi, fra panorami intatti, distese di fiori, cespugli d’erica e tranquilli lochs dalle acque scintillanti sorvolati da stormi gracchianti di uccelli marini.
Arrivando dal parcheggio quelle pietre silenziose appaiono alla vista in lontananza, come piccoli birilli appuntiti, a cui mandrie di mucche al pascolo, fiori di trifoglio ed erica rigogliosa fanno da variopinta cornice. Per un pieno di magia veniteci al tramonto quando il silenzio scende dal cielo posandosi sul mare e su quelle pietre austere inghiottendo ogni rumore… rendendo se possibile il RING OF BRODGAR ancora più enigmatico, affascinante e misterioso!
Per chi volesse approfittarne, ogni giovedì all’una (1,00 pm) dall’area parcheggio parte una visita guidata gratuita della durata di circa un’ora. Nessun bisogno di prenotare… semplicemente unitevi al gruppo, camminate, ascoltate e assorbite la straordinaria energia di quel luogo antichissimo!

Il RING OF BRODGAR nella splendida quiete di una limpida serata estiva

 

MAESHOWE
Che lo si scriva in un’unica parola o, come capita spesso, in due parole staccate, si può tranquillamente definire MAES HOWE come il più straordinario sito sepolcrale di tutta l’Europa occidentale; una tomba a tumulo realizzata più o meno 5000 anni fa, utilizzando la bellezza di 30 tonnellate di arenaria locale sotto forma di lastroni dal peso e dalle dimensioni davvero incredibili! Ma quanto dovevano saperla lunga i costruttori e gli astronomi d’allora! Quella che esternamente e a un primo sguardo appare come un’insignificante collinetta tonda ricoperta d’erba, racchiude in realtà un capolavoro d’ingegneria neolitica! L’orientamento di MAES HOWE è di una precisione davvero inaudita… pensate che l’accesso alla camera funeraria sotterranea (alta oltre 6,7 metri e larga 35) avviene per mezzo di un lungo e basso corridoio in pietra che, durante il solstizio d’inverno, come per magia e con precisione millimetrica, viene attraversato dai raggi del sole al tramonto, creando uno spettacolo che, nella solitudine invernale di quelle magnifiche isole sferzate dal vento, immagino a dir poco strabiliante… unico e irripetibile!!!
Ma non è finita qui, perché nel XII secolo MAESHOWE, ormai da tempo caduta in disuso, venne saccheggiata dai vichinghi di ritorno dalle crociate. Convinti di trovarvi chissà quali tesori nascosti, ne forzarono brutalmente l’ingresso, lasciando al loro passaggio una serie di incisioni rupestri ancora oggi ben visibili sulle pareti del tumulo usato come rifugio… la bellezza di oltre 30 inscrizioni, che ne fanno la collezione più ricca del mondo!
Per non restare delusi e assicurarsi il privilegio di accedere all’interno di  MAESHOWE; respirarne il buio, la magia e il silenzio, sentendosi al centro di questo luogo straordinario e misterioso, non dimenticate di prenotare in anticipo la visita guidata della durata di circa 45 minuti che parte ogni ora dal MAESHOWE VISITOR CENTRE di Stenness (postcode KW16 3LB). La prenotazione si fa comodamente ONLINE ed è fortemente consigliata anche nel caso siate in possesso di un EXPLORER PASS (l’abbonamento che da diritto all’ingresso gratuito). Tenete presente che nell’alta stagione l’ultima visita parte alle ore 16,00 (addirittura alle ore 15,00 nei mesi invernali) e che ci si deve presentare nel punto d’incontro stabilito una quindicina di minuti prima dell’orario d’inizio.

MAESHOWE durante il solstizio d’inverno – FONTE

 

STONES OF STENNESS
Quattro pietre verticali di un’altezza impressionante (fino a un massimo di 6 metri!) sono tutto quel che resta di un antichissimo cerchio che ne comprendeva in tutto dodici disposte in origine intorno a un grande focolare centrale. Si pensa che anche qui esistessero probabilmente un fossato perimetrale e un terrapieno , le cui tracce si sono perse in secoli di coltivazione del fertile terreno che ospitava il cerchio. Lasciate l’auto nell’apposita piazzola a lato della strada e venite a respirare il tranquillo e solenne incanto di queste pietre solitarie che spuntano dalla terra qua e là, nel verde brillante di un’erba folta e prelibata, almeno a giudicare dai musetti soddisfatti delle pecore che invariabilmente bazzicano da queste parti! L’accesso è libero e non sono previsti percorsi “obbligati… you can roam free… ovvero si può vagare in libertà, proprio come pecore al pascolo!!!
Una breve passeggiata porta a un altro sito affacciato sulle placide sponde del LOCH HARRAY meno famoso ma altrettanto intrigante, scoperto nel 1984 e portato alla luce da scavi condotti fra il 1986 e il 1991. Noto come BARNHOUSE SETTLEMENT, raggruppa una quindicina di abitazioni del neolitico che presentano svariate analogie con il più famoso e meglio conservato villaggio di SKARA BRAE, con la differenza che qui le costruzioni sono indipendenti l’una dall’altra.

Le gigantesche STONES OF STENNESS

 

Se ve ne resta il tempo, è vivamente consigliata anche la visita di altri due SITI ARCHEOLOGICI di grande fascino e importanza: il favoloso BROCH OF GURNESS, nel nord della MAINLAND (isola principale) e il magicamente remoto KNAP OF HOWAR a PAPA WESTRAY, una delle splendide e solitarie NORTH ISLES, disperse lassù nelle gelide acque del Mare del Nord.
Ecco perché anche voi non dovreste farveli mancare…

 

BROCH OF GURNESS
Collocato su un promontorio ventoso a meno di 2 miglia dal sonnecchiante villaggio di EVIE nel nord est della Mainland e immerso fra i dolcissimi scenari bucolici di una campagna quieta e verdeggiante, il BROCH OF GURNESS è un notevole esempio di complesso dell’età del ferro ottimamente conservato e affacciato sui panorami intatti dell’ EYNHALLOW SOUND, il braccio di mare che separa l’isola principale dalla più piccola ROUSAY (anche chiamata “l’Egitto del Nord”, per essere a sua volta ricchissima di antichi reperti archeologici). Per un pieno assoluto di meraviglia, lasciate l’auto presso il parcheggio della AIKERNESS BEACH (provvisto fra l’altro di servizi igienici gratuiti) e da lì incamminatevi verso il promontorio dove sorge il sito, costeggiando la bellissima spiaggia di sabbia bianca e ciottoli che profila la baia, fra acque cristalline e distese di fiori dai colori vivaci. Un’incantevole passeggiata fra mare e campagna, della durata di non più di quindici/venti minuti, che renderà l’arrivo al BROCH e alle sue pietre intrise di storia davvero indimenticabile. E girovagare senza fretta nel silenzio di quei massi antichi sarà un piacere ancora più grande!

La baia di AIKERNESS

 

 

KNAP OF HOWAR
Ci credereste che proprio qui, a PAPA WESTRAY, un’isoletta sperduta nel nord delle Orcadi, si trovano i resti della fattoria più antica del pianeta o quantomeno di tutto il Nord Europa!?!!! Ancora più antico di SKARA BRAE, il KNAP OF HOWAR è un luogo magico e misterioso che sta lì in solitudine da tempo immemore, a sfidare gli elementi sempre in agguato lungo sponde selvagge spazzate dal vento. A comporlo, due costruzioni a pianta tonda dotate di spessi muri in pietra e di basse porte d’ingresso che si aprono verso il mare e verso le sponde sorelle della vicina WESTRAY. L’edificio più grande è anche il più antico ed è collegato all’altro – forse un laboratorio o una seconda abitazione – da un passaggio ancora più basso. Secondo la datazione al radiocarbonio fu abitato dal 3700 a.C. fino al 2800 a.C., un tempo così lontano che la mente fatica persino a immaginarlo!!! E mentre ci si trova lì, faccia a faccia con il nulla di un’isoletta dispersa ai margini del mondo, al cospetto di pietre che racchiudono storie millenarie e indecifrabili segreti, ecco che ci si chiede come fosse possibile viverci giorno dopo giorno, con la sola compagnia del mare e delle sue intemperanze. Lì dove la magia del tramonto possiede una bellezza intensa e disarmante… straordinaria nel suo essere essenziale. Lì dove la solitudine e il silenzio non hanno più limiti, mentre il passato si confonde con un meraviglioso presente.

Tramonto al KNAP OF HOWAR

ORKNEY EXPLORER PASS – a chi alle Orcadi avesse in programma di visitare tutta una serie di siti archeologici a pagamento, consiglio di valutare l’acquisto di questo “PASS” che, al costo di 27 sterline dà libero accesso a: SKARA BRAE; MAESHOWE; THE BROCH OF GURNESS; THE BROUGH OF BIRSAY; THE BISHOP’S PALACE (a Kirkwall); HACKNESS MARTELLO TOWER and BATTERY (isola di SOUTH WALLS) e JARLSHOF (isole Shetland). Da notare che il pass è valido soltanto da aprile ad ottobre.

 

PICCOLO PROMEMORIA… MA COME CI SI ARRIVA ALLE ORCADI?


Comunque decidiate di raggiungerle, preparatevi a un viaggio lunghetto e non propriamente economico!
Le COMPAGNIE DI NAVIGAZIONE che effettuano regolari collegamenti con le Orcadi sono due:

NORTHLINK FERRIES che collega ABERDEEN a KIRKWALL (la traversata dura circa 6 ore e costa, per chi avesse un’auto al seguito, una ragguardevole cifretta); oppure SCRABSTER a STROMNESS, in questo caso un’ora e mezza di traversata, durante la quale si costeggia la splendida isola di HOY godendo così, meteo permettendo, dei formidabili panorami sulle sue alte scogliere, incluso il famoso OLD MAN OF HOY, un magnifico faraglione d’arenaria rossa. NOTA BENE: il prezzo del biglietto è piuttosto elevato, ma i traghetti della NORTHLINK sono bellissimi e il livello di comfort a bordo è davvero imbattibile!
PENTLAND FERRIES effettua invece una traversata più breve (circa un’ora) e meno costosa dalla GILL’S BAY a ST MARGARET’S HOPE, il tranquillo e affascinante capoluogo dell’isola di SOUTH RONALDSAY (come già detto, collegata alla Mainland dalle Churchill Barriers)
.

Entrambe le compagnie effettuano in genere 3 o 4 traversate al giorno nei mesi estivi; 2 o 3 soltanto nella bassa stagione. Durante i mesi estivi (maggio – settembre) è anche disponibile un servizio per soli passeggeri (non è possibile imbarcare l’auto) fra JOHN O’GROATS e BURWICK. La traversata è operata da JOHN O’GROATS FERRIES e dura 40 minuti.

CON I MEZZI PUBBLICI/TOUR ORGANIZZATI:

JOHN O’GROATS FERRIES offre un servizio espresso combinato che include il viaggio in pullman da INVERNESS a JOHN O’GROATS e la traversata da quest’ultima a BURWICK. Si può anche optare per i pacchetti “HIGHLIGHTS DAY TOUR” o “MAXI TOUR” che includono anche la visita (sempre in pullman) dei principali siti d’interesse della Mainland. Tutte le info del caso sono disponibili sul sito della compagnia di navigazione. Inutile aggiungere che è comunque sempre consigliabile fermarsi di più!!!
È inoltre possibile raggiungere SCRABSTER, GILL’S BAY o JOHN O’GROATS con i pullman della CITYLINK; oppure THURSO e ABERDEEN in treno da tutte le principali stazioni ferroviarie scozzesi. Per iniziare la vacanza alla grande, consigliatissima la tratta da INVERNESS a THURSO: i panorami sono davvero spettacolari! Per maggiori informazioni e prenotazioni consultate il sito di SCOTRAIL

IN AEREO:

Per chi invece preferisse volare, la compagnia aerea LOGANAIR effettua collegamenti fra l’aeroporto di Kirkwall e quelli di Edimburgo/Glasgow (1 ora di volo), Aberdeen (50 min) o Inverness (45 min). Un volo della durata di 35 minuti collega inoltre Kirkwall a Sumburgh (Isole Shetland).

 

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2 Comments

  • Reply
    Antonella Gorini
    17 Maggio 2019 at 16:59

    Ciao Ilaria, che bel salto indietro nel tempo ci hai regalato!
    Tra i siti di cui hai parlato, quello che mi intriga di più è Skare Brae e se ci sarà un viaggio alle Orcadi non me lo farò scappare…
    A presto!

    • Reply
      ilaria
      19 Maggio 2019 at 11:05

      Il patrimonio neolitico delle Orcadi è un mondo davvero affascinante che non manca di colpire anche chi, come me, non ha una particolare passione per l’archeologia! A fare la differenza ci pensano le favolose locations di ognuno dei siti citati… magia pura!!!! Spero, la prossima volta, di riuscire a vedere Skara Brae con una luce migliore, ma nel complesso, non posso davvero lamentarmi del meteo che le Orcadi ci hanno regalato… Grazie mille come sempre per il graditissimo passaggio! Un abbraccio

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