Islanda

Magnifica e terribile: una terra chiamata ISLANDA

“ISLANDA”, terra del ghiaccio.
Così la chiamò stizzito uno dei primi colonizzatori, il vichingo Hrafna-Flóki, quando vide un grande iceberg fluttuare nella baia, in un rigido inverno che aveva sterminato tutto il suo bestiame.

Giunto qui con un manipolo di uomini in cerca di nuove risorse, si accorse presto di quanto ostile e avara di cibo fosse quella terra gelida e solitaria; riuscì quindi a resistere un anno soltanto, prima di fare ritorno in Norvegia.
Correva la seconda metà del secolo IX, e da allora, quel nome non fu più cambiato.

La laguna glaciale di JOKULSARLON

La laguna glaciale di JOKULSARLON

 

In realtà, in quell’isola misteriosa posta ai margini del mondo, a giocarsela sono il GHIACCIO e il FUOCO, perché è innanzitutto quest’ultimo ad averla forgiata in tempi relativamente recenti.
Terra giovane l’Islanda (cosa sono in fondo 20 milioni di anni nell’ordine della storia dell’universo???), Eldorado dei geologi, qualcuno l’ha definita come “l’isola incompiuta” per la forte attività vulcanica ed eruttiva che continua senza sosta nelle sue viscere.
E come potrebbe non essere “straordinaria” una terra che nasce “dall’incontro” esplosivo fra la dorsale oceanica medio atlantica e uno dei cosiddetti “punti caldi” del pianeta? Magma fumante che emerge dal fondo dell’oceano e che continua a fuoriuscire da milioni di anni; terra grezza e irrequieta, crocevia d’incontri e di scontri, di cui ancora oggi puoi percepire l’incessante trasformazione.
Poi mettici appunto il ghiaccio, il vento e la forza corrosiva dell’acqua…ed ecco che puoi provare a capire cosa sia l’Islanda.

I paesaggi lunari di LANDMANNALAUGAR

I paesaggi lunari di LANDMANNALAUGAR

 

I paesaggi dell'interno, lungo la pista F208

I paesaggi dell’interno, lungo la pista F208

 

Punto panoramico lungo la strada 56 nella penisola di SNAEFELLNESS

Punto panoramico lungo la strada 56 nella penisola di SNAEFELLNESS

 

Ne ho abbandonato da poco il suolo irrequieto e mi accorgo solo ora di quanto quella terra mi abbia toccato nel profondo; di come i suoi scenari indomiti e solenni abbiano lavorato su di me – quasi in sordina – lasciandomi impressioni forti che ora affiorano in superficie come scie di bolle d’aria, provocando dentro al cuore tante piccole esplosioni.
Ora, che mi sveglio la notte nel mezzo dei miei sogni, scoprendo tristemente di non trovarmi più tra i ghiacci tralucenti della laguna o con i piedi sprofondati in cumuli di sabbia nera.

Il nostro primo viaggio in Islanda…quanto l’ho sognato, voluto, cercato!!!
E quante volte ho provato a immaginarlo…quasi si trattasse di una missione sulla luna!
Un’avventura vera, che ci ha visto scivolare fra verdi fiordi, campi di lava, valli impervie, cascate, geyser, sorgenti ribollenti, spiagge vulcaniche e lagune glaciali in una specie di otto volante emotivo, dove picchi luminosi di pura esaltazione si sono alternati a momenti bui di profonda frustrazione.
Direi una bugia grandissima se raccontassi che è stato tutto rose e fiori!
Perché stavolta il meteo ci ha detto proprio male e dopo averci accolto, il primo giorno, con il tappeto rosso sgargiante di un sole radioso, lo ha poi brutalmente dissolto in un’enorme bolla d’acqua, che non ci ha più mollato per tutti i giorni successivi, fino all’ultimo, in cui il sole è tornato a splendere per noi in un intenso “gran finale”.

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Finalmente il sole, l'ultimo giorno, alla laguna di FJALLSARLON

Finalmente il sole, l’ultimo giorno, alla laguna di FJALLSARLON

 

Una specie di maledizione temporizzata che ci ha seguito tappa dopo tappa, da ovest fino a est, impedendoci di sfruttare al massimo il ricco potenziale del nostro itinerario.
Il Grande Nord è capriccioso – lo sappiamo bene – e gli elementi qui non hanno mezze misure… ma in tanti viaggi fatti a certe latitudini – Nord della Scozia, isole Shetland, isole Faroe – mai ci era capitato, per tanti giorni consecutivi e senza un minimo di variabilità, di essere lì, a un passo dalle meraviglie più incredibili della natura, e di poterle a malapena intravedere fra coltri di nubi calate su di noi e attorno a noi, come un sipario cupo e impenetrabile.

Coltri di nuvole nella zona del ghiacciaio VATNAKJOULL

Coltri di nuvole nella zona del ghiacciaio VATNAKJOULL

 

Cielo imbronciato lungo la HRINGVEGUR

Cielo imbronciato lungo la HRINGVEGUR

 

Se poi, a consolarti del maltempo, non c’è neppure – come invece accade in Scozia – quella provvidenziale tazza di te’ fumante preparata con un sorriso dai proprietari di un lindo bed&breakfast, o l’atmosfera calda di un pub dove andare a scaldare il cuore la sera dopo una giornata difficile, ecco che allora capita che lo sconforto faccia capolino…
Soprattutto quando, mentre consulti previsioni meteo che non ti danno scampo, pensi che ogni singolo istante trascorso lì ti costa un occhio della testa!
Perché l’Islanda è così: cara come il fuoco che bolle nel suo ventre e fredda come il ghiaccio che la ricopre (e non solo in senso fisico)!!!
Una terra dove la natura non si è risparmiata in niente e ti travolge come l’ondata di un fiume in piena, con dirompente potenza e maestosa bellezza, lasciandoti vagamente interdetto…

Occorre mettere distanza tra quegli scenari grandiosi e inconsueti e la frenesia dei propri occhi; metabolizzarli e interiorizzarli; “rivederli” in tranquillità con gli occhi del cuore, per riuscire a percepire chiaramente la scintilla divina che racchiudono.
Così è stato per me. E ora quella scintilla è un fuoco che brucia.
Come la mia voglia pazza di tornare lassù a sentire di nuovo il ruggito selvaggio della Natura.

La zona geotermale di GEYSIR

L’area  geotermale di GEYSIR

 

Il potente getto dello STROKKUR

Il potente getto dello STROKKUR

 

Diciamolo: sette giorni sono niente e servono soltanto per cominciare a farsi un’idea.
Il vantaggio è che per decidere un itinerario in Islanda, non c’è proprio da spaccarsi la testa!
La strada principale è una soltanto – la n.1 o HRINGVEGUR (“strada anello”; asfaltata e quasi interamente a due corsie) – 1.339 chilometri di puro godimento, lungo tutto il periplo dell’isola.
In base al numero di giorni a disposizione, si può decidere di percorrerla tutta oppure sceglierne un tratto, includendo una serie di tappe e deviazioni lungo il percorso, cui provvedono strade secondarie spesso sterrate, da affrontare con calma e cautela.
L’interno è un deserto aspro e sconfinato dove lava, roccia e ghiaccio prevalgono a seconda delle zone, creando un ambiente desolato – dall’aspetto quasi ultraterreno – solcato da lunghe piste dissestate percorribili solo in 4×4, che portano nei luoghi più incredibili, totalmente fuori dal mondo per aspetto e atmosfera.

HRINGVEGUR o Strada n.1

HRINGVEGUR o Strada n.1 – la principale strada ad anello che percorre l’isola

 

Una veduta lungo la strada n.1

Una veduta lungo la HRINGVEGUR (o Strada n.1)

 

Lo spartano campeggio di Landmannalaugar

Lo spartano campeggio di Landmannalaugar

 

La spettacolare spiaggia nera presso la LAGUNA GLAGIALE

La spettacolare spiaggia nera presso la LAGUNA GLACIALE

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Partendo dall’aeroporto di KEFLAVIK (punto d’arrivo della maggior parte dei voli internazionali e distante una cinquantina di chilometri dalla capitale REYKJAVIK) ecco l’itinerario da noi realizzato a bordo della nostra Toyota Yaris (noleggiare una jeep per l’intero periodo sarebbe stato un salasso insostenibile!):

Reykjavik
Penisola di Snaefellsness
– Circolo d’Oro/Landmannalaugar (splendida località delle Highlands Islandesi per visitare la quale ci siamo concessi il lusso di una jeep per un giorno)
– Vik e le sue spiagge nere
– Laguna Glaciale/Parco Nazionale di Vatnakjoull

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La spiaggia nera di VIK

 

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I simpaticissimi puffins sulle scogliere di

I simpaticissimi puffins sulle scogliere di DYRHOLAEY

 

Un tipico scorcio nel sud d'Islanda

Un tipico scorcio nel sud d’Islanda

 

Così, a bruciapelo, ecco cosa ricorderò dei nostri primi sette giorni in Islanda:

– Il senso di “vuota vastità” che affascina e disorienta
– L’atmosfera eccentrica e frizzante della capitale Reykjavik
– Il contrasto esasperato nei colori e nelle forme che disegnano, ovunque, il paesaggio
– il profumo inebriante del legno, nel nostro mini cottage magicamente sospeso fra oceano e montagne, nella penisola di Snaefellsness
– I nostri magri banchetti serali a base di crackers, formaggio bianco e salmone, consumati in stanza d’albergo (in qualche modo bisogna pur contenerlo il budget!!!)
– Gli incredibili bagliori del ghiaccio anche sotto una coltre spessa di nuvole e pioggia
– Lo splendore cupo e il fascino arcano della sabbia nera
– I simpatici puffins ritardatari, che ci hanno aspettato sulle scogliere di Dyrholaey prima di ripartire verso l’oceano per la lunga stagione invernale
– Gli amichevoli cavalli islandesi dalle lunghe chiome scompigliate dal vento
– la piccola sauna a forma di botte e la vasca geotermale della nostra guest house a Lambastadir
– I paesaggi lunari di Landmannalaugar, da raggiungere avventurosamente in jeep
– Il gusto vellutato dello Skyr, la specialità islandese densa come uno yogurth greco, con pochi grassi e tante proteine; buona, sana e – incredibileeee – pure economica!!!
– I gorgoglii sinistri e il getto potente dello Strokkur, il geyser che proprio non può mancare in un qualsivoglia itinerario islandese
…e tanto, tanto altro ancora!!!
Per saperne di più e per un reportage fotografico più dettagliato, appuntamento qui, con i miei prossimi post sull’Islanda!

Il nostro mini cottage presso la guest house HOF, nella penisola di SNAEFELLNESS

Il nostro mini cottage presso la guest house HOF, nella penisola di SNAEFELLNESS

 

La potente cascata di SKOGAFOSS

La potente cascata di SKOGAFOSS

 

Un gruppo di placidi cavalli islandesi

Un gruppo di placidi cavalli islandesi

 

Un consiglio: se pensate di visitare l’Islanda, organizzatevi per tempo. La meta non è certo economica e solo un’attenta programmazione vi permetterà di contenere il budget.

La prima “mission (quasi) impossible” è accaparrarsi un volo a tariffe umane. Nei mesi estivi voli diretti dall’Italia vengono operati dalla compagnia di bandiera ICELANDAIR (in genere parecchio cara) oppure dalla low cost islandese WOW AIR (“low cost” si fa per dire; qualche tariffa più conveniente si rischia però di beccarla).

L’alternativa sono i voli con scalo intermedio, ad esempio via COPENHAGEN (operato da SAS) oppure via EDIMBURGO (operato da EASYJET); un’opportunità interessante per chi – come noi che siamo drogati di Scozia – volesse azzardare una vacanza “in abbinata”. I costi però, complessivamente, difficilmente scendono sotto i 400 euro a persona (e questa si può già considerare una buona tariffa!!!)

Per gli alloggi, vi suggerisco di consultare il sito ICELANDIC FARM HOLIDAYS, che propone una buona scelta di sistemazioni rurali spesso collocate in punti strategici. Anche qui i prezzi non sono certo “low”, ma lo spettacolo straordinario della natura islandese vale bene lo sforzo!

 

 

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19 Comments

  • Reply
    Valeria Castiello
    29 agosto 2016 at 15:10

    Bellissima descrizione Ilaria, non vedo l’ora di leggerne altre! Io ricordo lo shock che ho avuto dopo il volo di ritorno, con atterraggio a Londra: come se avessi scoperto solo dopo quel viaggio la necessità di vivere in mezzo alla natura più incontaminata!

    • Reply
      ilaria
      29 agosto 2016 at 20:35

      Grazie Valeria, spero di trovare presto il tempo per continuare i miei racconti! Hai detto bene: tornare dall’Islanda è uno shock…una volta che l’hai lasciata ti si apre dentro una specie di voragine… E il desiderio pressante di essere di nuovo là!!!

  • Reply
    Beatrice
    29 agosto 2016 at 15:26

    Bellissime parole e bellissime foto come sempre Ilaria 🙂
    E quanti puffin hai visto? Tantissimi!!!! 🙂 Quest’anno a puffin ci è andata di lusso 😉

    • Reply
      ilaria
      29 agosto 2016 at 20:44

      Ti ringrazio molto Beatrice…io invece guardo le mie foto e non sono affatto soddisfatta!
      Ma, come dice Valeria, il problema è che forse la prepotente bellezza dell’Islanda mal si adatta ad essere “ridotta in fotografia”!!! Comunque spero di poterci tornare presto e di mettermi di nuovo alla prova!
      PS I puffins islandesi sono stati un regalo davvero inaspettato…non speravo proprio di trovarne ancora a metà agosto!!!

  • Reply
    Luisa
    30 agosto 2016 at 6:20

    iao Ilaria,
    che dire del tuo racconto sull’Islanda?????
    Che è fantastico,come sono fantastiche le fotografie.
    Complimenti per il racconto che fai di questa isola,cosi’ lontana.
    Seguo sempre i tuoi avventurosi viaggi e quelli di Beatrice.
    Dove siete dirette prossimamente????????????
    Un caro saluto dalla Liguria
    Luisa

    • Reply
      ilaria
      30 agosto 2016 at 6:45

      Ciao Luisa!
      È sempre un piacere ricevere i tuoi commenti!
      L’Islanda è una terra davvero lontana da tutto ciò a cui siamo abituati…molto più lontana di quanto non lo sia in termini strettamente geografici!!! E proprio per questo ancora più intrigante…
      Ora almeno per un po’ devo lavorare e restare calmina, anche se, fosse per me ripartirei anche subito!!! Comunque qualcosa che bolle in pentola non manca mai…vedremo un po’ cosa ne esce nei prossimi mesi…
      Grazie mille per l’assiduità Luisa e torna a trovarmi presto! Un abbraccio

      • Reply
        Beatrice
        31 agosto 2016 at 13:29

        Ciao Luisa, ciao Ilaria 🙂 Anch’io per il momento credo mi fermerò….passato l’inverno…chissà che non si torni in Scozia? 😉 Lo spero!!

  • Reply
    Rosalba e Massimo
    30 agosto 2016 at 9:47

    carissima Ilaria, nessuna foto fatta riuscirà mai a essere come la realtà… detto questo, le tue ci aiutano ad essere trasportati lì, dove tu scatti, e questo è di molto valore davvero, soprattutto per chi ancora non conosce certi luoghi! Se ci si sofferma qualche secondo si può sentire il vento ed il freddo, immaginare il rumore della cascata… e la capacità di gioire di un viaggio difficile e con condizioni non ottimali è quello che fa di te (di voi) dei veri viaggiatori! Beh, la voglia di Islanda ce l’hai fatta venire…. grazie per il tuo scritto, sempre carico di emozioni!

    • Reply
      ilaria
      30 agosto 2016 at 11:57

      Grazie carissimi, davvero grazie di accompagnarci sempre nelle nostre avventure! Bello sapere che c’è qualcuno che può capire al volo quello che provi di fronte allo spettacolo di una Natura ora incredibilmente generosa, ora tremendamente ostile…senza compromessi, senza mezze misure, così come piace a noi!!! Un abbraccio grandissimo, baci

  • Reply
    Claudia
    30 agosto 2016 at 10:33

    Quanti bei ricordi riaffiorano nel vedere le tue foto e leggere il tuo racconto!!per me è stato un viaggio meraviglioso…ogni volta che ne parlo con qualcuno non riesco a trattenere l’entusiasmo… quante emozioni ho provato!!Il tempo poi era stato abbastanza clemente per buona parte del viaggio… E quel cielo così azzurro è proprio difficile da dimenticare!! Volevo farti i complimenti per i tuoi racconti! Ti ho scoperta quest’anno mentre programmavo il nostro viaggio in Scozia ❤

    • Reply
      ilaria
      30 agosto 2016 at 11:30

      Ciao Claudia e benvenuta fra i miei lettori! È sempre un piacere ricevere commenti da nuovi compagni di viaggio e d’avventura…seppure solo virtuali!!! Lo dico sempre: la passione quando è tanta è qualcosa che ti spacca il cuore (in senso buono eh, ma c’è anche un pizzico di dolore!) e condividerla è il modo migliore per trasformarla in gioia vera.
      Grazie per i complimenti, sempre molto apprezzati! A proposito…già fatto il viaggio in Scozia? Com’è andata?

      • Reply
        Claudia
        31 agosto 2016 at 7:52

        Sì, terminato una ventina di giorni fa. Era il primo viaggio itinerante con la nostra bimba di 16 mesi ..quindi eravamo un po’ preoccupati non sapendo come potesse reagire ai numerosi spostamenti.. Invece è andata davvero bene!… 16 giorni a spasso per la Scozia…abbiamo visto dei paesaggi stupendi! E incontrato persone gentilissime… Un bellissimo viaggio ❤

  • Reply
    Mira
    31 agosto 2016 at 6:53

    Non ci sono mai stata in Islanda ma gli amici me l’hanno descritta proprio co queste parole: meteo imprevedibile, paesaggi stupendi, colori particolari, surreale e carissima. Da visitare pero’ almeno una volta nella vita!

    • Reply
      ilaria
      31 agosto 2016 at 11:49

      Esattamente Mira: da visitare almeno una volta nella vita perché assolutamente unica!!!!!!
      E se soltanto ne avrò la possibilità, io non mi fermerò certo a una!!!
      Roba forte l’Islanda…se il genere “meraviglie della natura e avventura” ti prende, una volta che provi, di quella scarica d’adrenalina non riesci più a farne a meno!!!

  • Reply
    Stefania
    31 agosto 2016 at 9:04

    Buongiorno carissima amica mia! Quanti commenti…. ora aggiungo anche il mio… credo che un viaggio come quello che hai fatto tu non sia cosa facile.. direi impegnativo se poi il meteo non è favorevole bisogna proprio avere lo spirito da veri viaggiatori come ti hanno detto Rosalba e Massimo. Complimenti per quello che hai scritto, leggendoti si viene catapultati immediatamente nei luoghi di cui parli. Le foto sono fantastiche poi… si capisce che in certi luoghi è solo la natura che comanda e bisogna nel bene e nel male sottostare ai suoi voleri… immagini quasi extraterrestri. stupende. Se pero’ posso aggiungere una nota , questo è cio’ che penso e vorrei sapere da te se ho un po’ di ragione, quello che manca in questi luoghi è forse il calore della gente , l’atmosfera creata dalle persone che ci vivono e che ti vogliono coinvolgere nella loro vita con racconti, aneddoti di vita vissuta, o solamente che scambiano due parole davanti ad una tazza fumante di the’. Un grande abbraccio .Stefy

  • Reply
    ilaria
    31 agosto 2016 at 12:17

    Buongiorno cara Stefy! Fra tanti commenti non poteva certo mancare il tuo!!!
    Riguardo alla nota da te aggiunta, hai sicuramente ragione… In Islanda non ho trovato quel calore umano che ha accompagnato ogni volta (ora più, ora meno, a seconda degli incontri) i nostri viaggi in Scozia. Sono però convinta che restando più tempo e aumentando le occasioni di contatto con la gente del posto, le cose potrebbero cambiare…
    A volte proprio le persone che appaiono inizialmente più riservate, o addirittura un po’ scorbutiche, si rivelano poi altrettanto generose e affidabili!
    Gli islandesi sono gente del Nord – tipi tosti, poco sorridenti e poco ciarlieri – ma credo siano un po’ come la terra in cui vivono…sotto il ghiaccio, scava scava, c’è pure il fuoco!!! Bisogna solo avere il tempo di riuscire a scoprirlo…
    Ovvio che in Islanda non ci sarà mai un pub caratteristico o una calda tea room come se ne trovano a migliaia nel Regno Unito. Altra cultura, altre tradizioni… Ma ormai ho imparato che ogni luogo ha le sue peculiarità e che sono proprio queste ad arricchire il bagaglio del viaggiatore. Il segreto sta nell’imparare ad apprezzarle piuttosto che considerarle un difetto.
    Grazie di cuore per il tuo commento, come al solito prezioso. Un super abbraccio

  • Reply
    Lucrezia & Stefano - in world's shoes
    1 settembre 2016 at 15:27

    Ed eccomi qui finalmente a leggere questo articolo. Ogni volta mi emoziono con le tue parole e ancor più attraverso i tuoi scatti che – lasciatelo dire – sono F A N T A S T I C I!
    L’Islanda è un sogno. In tutti i sensi.
    Noi desideriamo da tempo di visitarla ma i costi proibitivi ci hanno fatto desistere, almeno per il momento. Siamo due studenti e per permetterci un viaggio simile dovremmo mettere via i soldi per un anno intero o forse più, senza fare altri viaggi e di rinunciare per più di un anno a viaggiare al momento non ci va. Però rimane in cima alla wish list insieme al giro degli USA!
    Grazie per avercela fatta vivere, odorare, gustare (con tanto di cracker e formaggio). È un viaggio bellissimo.

  • Reply
    Simonetta
    1 settembre 2016 at 16:39

    E potevo mancare io??? Carissima amica mia…che dire? Leggere i racconti dei tuoi viaggi è sempre come sognare ad occhi aperti…e se li chiudi e immagini…le tue parole ti trasportano lì…mi sembrava di sentire lo scrosciare della cascata…il rumore del geyser…l’aria pungente…il profumo della natura selvaggia. Chissà se un giorno riuscirò ad andarci? Poi la bellissima sorpresa che ti hanno fatto i miei amati puffins…cosa chiedere di più? Mi spiace tanto che il tempo sia stato poco clemente con voi stavolta…ma credo resterà un ricordo indelebile
    Come la tua amica Stefania credo che il calore degli Scozzesi non si trovi in Islanda…ma mi sono piaciute tantissimo le tue parole che magari sono ghiaccio fuori ma hanno il fuoco dentro!!! Complimenti per il tuo spirito d’avventura…non tutti magari farebbero un viaggio come hai fatto tu quest’anno…Ti abbraccio forte
    Simonetta

    • Reply
      ilaria
      19 settembre 2016 at 18:32

      Grazieeee Simo!!! Scusa il ritardo con cui leggo e rispondo al tuo commento…periodo molto incasinato questo per me!
      Un’altra cosa l’Islanda rispetto alla Scozia, ma senza alcun dubbio magnifica e selvaggia al punto di togliere il fiato! Certo il cuore rimane dove sai…anche se pure in Islanda mi toccherà tornare!!!
      Ricambio forte il tuo abbraccio e ti ringrazio tantissimo per il tuo commento che, come sempre, mi ha fatto un mare di piacere!
      Adesso però tocca a te partire…pronta a ritrovare il calore della nostra amatissima Scozia?

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