Gran Bretagna Isole Orcadi Scozia

PAPA WESTRAY – il fascino remoto delle Orcadi del nord

Stanchi di sentirmi parlare delle ORCADI? Lo so, di quelle isole vi ho già detto, stra detto e raccontato… dal magico approdo ai vasti panorami a 360 gradi; dalle lunghe passeggiate fra paesaggi strepitosi ai siti archeologici patrimonio dell’umanità; e poi i villaggi grandi e piccoli dove dimenticare tutto quanto, respirare l’incanto di un mondo a sé e perdersi in un dedalo di viuzze che odorano intensamente di mare, fra scorci che regalano all’anima scintille di pura felicità…
Ma ancora non vi ho detto del turchese più turchese, del verde più verde, del cielo più luminoso mai visto, degli orizzonti più dolci e incantevoli che sia dato immaginare… di un’isoletta che pare uscita dalle pagine di una fiaba – un fazzoletto di terra verde e delicata teneramente abbracciata al mare  – la cui bellezza è inversamente proporzionale alle dimensioni ridotte del suo territorio… ebbene è lì che voglio condurvi oggi, nella minuscola e deliziosa PAPA WESTRAY, che la gente del posto chiama affettuosamente PAPAY, quasi si trattasse di qualcuno “di famiglia”… di un caro amico o di un parente stretto!
Adagiata nel Mare del Nord più o meno alla stessa latitudine di Stavanger in Norvegia, l’isola è fra le più remote dell’arcipelago, oltre che una delle più affascinanti! Uno di quei luoghi piccolissimi che nessuno o quasi ha in nota e che non appena ci arrivi ti senti catapultato in un’altra dimensione… luoghi che si possono visitare in un giorno così come passarci la vita!
Incredibile come una superficie tanto ridotta – appena più di quattro miglia di lunghezza per un miglio soltanto d’ampiezza – possa vantare scenari tanto variegati e sorprendenti, dove fertili campi ondulati si perdono bassi all’orizzonte in ampie baie sabbiose lambite da acque limpidissime, oppure, cedono il passo ad aspre coste rocciose spazzate da un vento spesso inferocito. Nel nord dell’isola ecco che il battito della Natura si fa vivo e palpitante, potente e irrequieto… là dove migliaia di uccelli marini nidificano indisturbati lungo scogliere accidentate, pesantemente erose nel tempo dagli elementi.

Piccola sì, eppure capace di attrarre a sé visitatori da ogni dove, che giungono quassù per immergersi nella sublime perfezione di un universo in miniatura e per vivere l’ebbrezza di un’esperienza unica che dura lo spazio di due minuti soltanto: il volo di linea più breve al mondo, quello che in poco più di un battito d’ali collega PAPAY alla dirimpettaia WESTRAY!
Ed è proprio così che ci arriviamo noi, a bordo di un velivolo a otto posti partito a pieno carico dall’aeroporto di WESTRAY in una mattina radiosa di fine luglio. Lasciamo l’auto nell’apposito parcheggio portandoci appresso un trolley con il minimo indispensabile per i due giorni che spenderemo “in trasferta”. Salutiamo un gruppo di mucche curiose venute ad augurarci buon viaggio e prendiamo posto a bordo attenendoci scrupolosamente alle istruzioni del pilota… i passeggeri più robusti davanti e poi via a scalare, fino ai più “secchi” come me relegati in ultima fila… ma noooooooo, questo è un vero colpo basso… e io che volevo godermi lo spettacolo in pole position!!!! Il tempo di allacciarci le cinture e di salire in quota, librarci nel blu di un cielo sgargiante che abbaglia i sensi e illumina il cuore , gettando lo sguardo avanti e poi di lato e poi sotto, su quel braccio di mare che si apre fra sponde sorelle come un grande corridoio di luce… una botta d’adrenalina ed eccoci atterrati a PAPA WESTRAY… due minuti appena fra decollo, volo e atterraggio e già siamo ufficialmente nel GUINNESS DEI PRIMATI!!!!!!!!!

Il mega aeroporto affollato di WESTRAY!!!!!!!!!!

 

Un gruppo di mucche curiose venute a salutarci…

Il velivolo a 8 posti che collega WESTRAY a PAPA WESTRAY

 

Ecco una mappa dell’isola ricavata dalla brochure “THE ISLANDS OF ORKNEY”

 

Avete presente due bambini euforici impazienti di scartare un mega pacco regalo ricevuto a sorpresa? Di colpo regrediti all’età scolare, saltelliamo felici su quel suolo invitante e ancora sconosciuto… ci sentiamo al settimo, che dico, al decimo, undicesimo, dodicesimo cielo e sospinti con vigore dal vento pungente del Nord, ci ubriachiamo dei profumi dell’isola mentre camminiamo lungo l’unica strada che corre dritta in direzione della BELTANE HOUSE, il bellissimo ostello ospitato da una casa tradizionale in pietra. Rinnovato di recente, a gestirlo amorevolmente provvede la “community” formata dai pochi residenti in pianta stabile. Sei stanze in tutto, piccole – è vero – ma arredate con buon gusto e dotate di ogni comfort, compreso un minuscolo bagno privato, anche se si può sempre optare per un più classico ed economico posto letto in dormitorio. A disposizione degli ospiti, una cucina ben attrezzata, una grande sala da pranzo dove consumare i pasti in libertà e una luminosissima lounge dove progettare un’escursione, leggere un libro o scambiare due chiacchiere con le altre anime avventurose alloggiate qui. A parte qualche cottage sparso per l’isola, è questa l’unica sistemazione possibile a PAPA WESTRAY… gli amanti del lusso e della mondanità se ne stiano alla larga… a PAPAY non c’è nemmeno l’ombra di un hotel… che so, di una piccola locanda scalcinata, di un pub dove bersi una birra la sera o di uno straccio di tearoom dove assaporare un dolcetto casalingo! Un Post Office e un “Community Shop” con tutto ciò che serve alla sopravvivenza, ecco quello che troverete a PAPA WESTRAY! E, onde evitare diete drastiche forzate, fate bene attenzione a orari d’apertura e giorni di riposo!!!!!

Il volto della felicità… appena “sbarcata” sull’isola, in cammino verso la BELTANE HOUSE!!!

 

La BELTANE HOUSE, il bellissimo ostello dell’isola, ristrutturato di recente

 

Ecco come funziona il check-in!

 

La nostra deliziosa stanzetta con vista sul giardino

 

La luminosa lounge a disposizione degli ospiti

 

Rifornimento viveri al COMMUNITY SHOP!

 

MA COSA VEDERE E COME MUOVERSI A PAPAY?
Incredibile quanto offra in realtà un’isola così piccola! Siete quindi avvisati: se, come noi, decidete di esplorarla a piedi, armatevi di buone gambe e di scarpe comode perché ne avrete di chilometri da macinare!!!
I pigri cambino tranquillamente meta; per i semi-pigri o per coloro che avessero poco tempo a disposizione, le alternative sono invece tre:
rinunciare al mitico volo da GUINNESS dei PRIMATI e portarsi appresso il proprio mezzo imbarcandolo sul FERRY che collega KIRKWALL a PAPA WESTRAY (2 volte a settimana via WESTRAY); tenendo comunque presente che le strade sull’isola si contano sulle dita di mezza mano e che molti dei luoghi d’interesse sono comunque raggiungibili solo a piedi
prendere parte a uno dei bellissimi TOURS GUIDATI che il PAPAY RANGER propone ai visitatori ogni mercoledì, giovedì e sabato. Simpaticamente chiamati “PEEDIE TOURS“, si tratta di giri completi e molto ben fatti della durata di un’intera giornata, che prevedono spostamenti in minibus alternati a bellissime camminate nelle parti più belle e significative dell’isola. Diciamolo pure, il prezzo non è esattamente popolare, ma comprende un ottimo pranzo di tre portate presso l’affascinante KELP STORE (di cui vi parlerò più avanti) e, in chiusura di giornata, tè, caffè e dolcetti fatti in casa. Il prezzo per gli adulti è di £50 (£25 per i bambini) e poiché i posti sono limitati vanno prenotati con il più ampio anticipo possibile!
contattando sempre lui, l’efficientissimo PAPAY RANGER, è possibile noleggiare una bicicletta al prezzo di £10 al giorno. Dato che l’isola è totalmente pianeggiante, pedalare può essere un modo davvero piacevole per godere dei magnifici panorami, risparmiando tempo e, se il vento è a favore, pure fatica!

Comunque decidiate di arrivarci e di spostarvi, ecco qui le tappe da non perdere:
1 – HOLLAND FARM
Degna di una fiaba come l’isola stessa!!! Arrivando dall’aeroporto la serie di caratteristici edifici in pietra che la compongono balza presto all’occhio… la stalla, un mulino circolare, la colombaia, un forno per l’essiccazione del grano e altri ancora, posizionati più o meno al centro dell’isola sullo sfondo di pascoli verdissimi che sfumano all’orizzonte in un mare turchese. Per ben tre secoli la HOLLAND FARM fu la casa della potente famiglia TRAILL, i signori di PAPA WESTRAY, proprietari anche di molti terreni della vicina Westray e persino della Mainland; una grande tenuta agricola molto pittoresca e tuttora operativa, le cui parti più antiche risalgono al XVII secolo. Il bello è che la si può liberamete visitare e scoprire così “i segreti” di quella che può essere considerata la più grande tenuta agricola tradizionale delle Orcadi, a patto naturalmente di non disturbare il bestiame e le attività degli amichevoli ma intransigenti “crofters”… all’epoca del nostro passaggio ne ho visti un paio sbraitare contro alcuni turisti distratti che, lasciando aperto un cancello, hanno permesso la fuga in massa di un intero gregge di pecore… mica lo sapevo che potessero correre tanto!!!!!! Da non perdere una sbirciatina all’interno dell’interessantissimo JOHN O’HOLLAND’S BOTHY MUSEUM, che raccoglie attrezzi, utensili agricoli e un pezzo di storia dell’isola!

HOLLAND FARM e BOTHY MUSEUM

 

2 – KNAP OF HOWAR
Se la HOLLAND FARM affonda le sue origini in un passato certamente  remoto, il KNAP OF HOWAR può addirittura essere considerato come l’esempio di fattoria più antico del pianeta o quantomeno di tutto il Nord Europa!!!!!
Ancora più antico di SKARA BRAE, si tratta un luogo magico e misterioso che sta lì in solitudine da tempo immemore, a sfidare gli elementi sempre in agguato lungo sponde selvagge spazzate dal vento. Ci si arriva passando attraverso uno spazio recintato annesso alla stalla di HOLLAND (e mi raccomando… chiudete il cancelloooo!!!) e proseguendo poi verso ovest, lungo un sentiero erboso profilato dai tipici muretti a secco. A comporlo, due costruzioni a pianta tonda dotate di spessi muri in pietra e di basse porte d’ingresso che si aprono verso il mare. L’edificio più grande è anche il più antico ed è collegato all’altro – forse un laboratorio o una seconda abitazione – da un passaggio ancora più basso. Secondo la datazione al radiocarbonio fu abitato dal 3700 a.C. fino al 2800 a.C., un tempo così lontano che la mente fatica persino a immaginarlo!!! E mentre ci si trova lì, faccia a faccia con il nulla di un’isoletta persa ai margini del mondo, al cospetto di pietre che racchiudono storie millenarie e indecifrabili segreti, ecco che ci si chiede come fosse possibile viverci giorno dopo giorno, con la sola compagnia del mare e delle sue intemperanze. Lì dove la magia del tramonto possiede una bellezza intensa e disarmante… straordinaria nel suo essere essenziale. Lì dove la solitudine e il silenzio non hanno più limiti, mentre il passato si confonde con un meraviglioso presente…

Quanto fascino, pace e mistero fra i muri millenari del KNAP OF HOWAR!

 

3 – ST BONIFACE KIRK
Una chiesetta bella da morire dove il tempo si è fermato… solitaria e silenziosa fino all’inverosimile; un piccolo rifugio per anima e spirito, circondato da lapidi antiche ricoperte di muschi e licheni… a darle il nome è San Bonifacio, insegnante e missionario che fra il 675 e il 754 d.C. operò principalmente in Frisia e in Germania. Divenuto vescovo nel 722 e arcivescovo dieci anni più tardi, fondò numerose chiese e monasteri cercando di diffondere il cristianesimo anche in isole remote come Orcadi e Shetland.
Considerata fra i siti cristiani più antichi di tutto il Nord della Scozia, ha origini che risalgono all’ottavo secolo, anche se la struttura odierna – abbandonata nel 1924 e restaurata nel 1993 – è da attribuire al secolo dodicesimo. Un piccolo luogo molto speciale che si raggiunge dall’aeroporto percorrendo la strada principale in direzione nord e poi imboccando la prima traversa a sinistra. Noi proseguiamo invece lungo il mare oltre il Knap of Howar, camminando fra grandi prati punteggiati di fiori fino a vederla comparire in lontananza. Dopo aver dato una rapido sguardo all’interno, ci accomodiamo sulla panchina che si trova lungo il lato esterno della chiesa e restiamo lì ad occhi chiusi, ad assorbire il dolce tepore del sole del nord e a riempirci i polmoni dell’energia straripante e purissima dell’isola.

Esterni ed interni della ST BONIFACE KIRK

 

4 – NORTH HILL NATURE RESERVE
Un must-see assoluto per ogni birdwatcher e non solo, la Riserva Naturale di NORTH HILL è una grande area brulla, priva di strade e infinitamente solitaria, occupata soltanto da brughiera marittima (HEATH) e da voci di uccelli amplificate dal vento.
A dispetto del nome che farebbe pensare a un’alta collina, sono solo 48 i metri raggiunti dal punto più elavato… qui il vento non incontra ostacoli, solleva onde e spazza la terra, sibila forte e impera! MULL HEAD ne segna l’estremo margine settentrionale, dove l’Atlantico si scontra con il Mare del Nord in correnti spaventose e lo sguardo si perde per miglia nel blu più denso e misterioso. Un grande spazio vuoto capace di stupire, provocare smarrimento e ispirare meraviglia a chiunque ami la poesia sprigionata dagli ambienti naturali intatti, in cui l’uomo è soltanto un intruso cui si concede l’ingresso quale ospite occasionale. Nella “breeding season” (periodo riproduttivo) che va a aprile ad agosto, l’accesso è ristretto a un percorso costiero obbligato e al breve tracciato che dal cancello d’ingresso porta a un punto d’osservazione detto “Hyndgreenie Hide”. Attenzione agli attacchi in picchiata di Bonxies (Great Skuas) e Artic Terns, sempre molto protettivi e parecchio suscettibili durante la cova… in più di un momento ci è sembrato di essere sulla scena del più famoso e inquietante film di Hitchcock!!! Ma se siete alla disperata ricerca di PUFFINS non perdete tempo altrove… dirigetevi direttamente a FOLW CRAIG, sul lato orientale della Riserva, dove le scogliere si fanno scoscese e piene di anfratti, perfette per alloggiare centinaia di piccoli e adorabili inquilini! Ed è qui che una statua commemora una specie autoctona ormai estinta… l’ultimo esemplare di GREAT AUK, impallinato da queste parti nel 1813 per conto di un collezionista londinese. Occhi aperti sul terreno per avvistare invece la minuscola e rara PRIMULA SCOTICA, un delizioso fiorellino fucsia che cresce solo e soltanto qui… e guai a provare a raccoglierlo!!!

Il battito selvaggio della NORTH HILL NATURE RESERVE

 

5 – KELP STORE HERITAGE CENTRE
Proprio a ridosso del vecchio molo in pietra (OLD PIER), dove un tempo approdava il battello a vapore in servizio fra PAPAY e la  Mainland, ecco due attraenti edifici risalenti al secolo XVIII, un tempo utilizzati come magazzini per lo stoccaggio del KELP, una preziosa sostanza alcalina ottenuta bruciando alghe, allora richiestissima dall’industria del vetro e per la produzione del sapone. Pensate un po’ che nel pieno del boom, all’inizio del diciannovesimo secolo, PAPAY produceva più KELP pro-capite di qualsiasi altra isola! Uno di questi edifici, oggi restaurato e magnificamente mantenuto dalla comunità locale, ospita un centro per la conservazione e promozione del patrimonio culturale e dei mestieri tradizionali dell’isola. Un luogo davvero accogliente e ben allestito dove fare un tuffo nella storia di PAPA WESTRAY e della sua gente e magari, perché no, acquistare qualche piccolo oggetto d’artigianato, lasciando l’ammontare richiesto nell’apposita “HONESTY BOX”. Il centro è sempre aperto e mette a disposizione dei visitatori servizi igienici gratuiti.

Il caratteristico KELP STORE sullo sfondo dei meravigliosi paesaggi naturali dell’isola

 

I magnifici panorami che si aprono dall’OLD PIER

 

6 – HOLM OF PAPAY
Lo vedi emergere all’orizzonte da acque azzurrissime, al largo della costa orientale di PAPAY, come un grande prato verde totalmente spoglio e leggermente convesso, dall’aspetto vagamente enigmatico. Si pensa che nella notte dei tempi gli abitanti del KNAP OF HOWAR seppellissero qui i loro morti, e la presenza di tre tombe a camera (chambered cairns) sembra confermarlo… la più importante si apre nel punto più alto, all’estremità sud dell’isolotto, e fa pensare a una specie di MAESHOWE dalla forma allungata. Riportato alla luce per la prima volta nel 1849, in origine ci si entrava per mezzo di un basso corridoio, ora invece si accede attraverso una botola (e una scala) che si apre nel tetto di cemento costruito nel 1929 per preservare la tomba dalle intemperie.

HOLM OF PAPAY all’orizzonte

 

7 – NORTH WICK e SOUTH WICK

Una lunga striscia di sabbia… splendida, deserta, fine e bianchissima, lambita da acque dolcemente cristalline, di un turchese così intenso che quando il sole brilla ti senti trafiggere il cuore!
Una volta lasciato il KELP STORE, per ammirarla e perdersi nei suoi colori basta incamminarsi verso nord percorrendo  un bellissimo sentiero che corre nel verde lungo la costa… a dividerla in “NORTH” e “SOUTH” provvede un piccolo promontorio roccioso dove, con un po’ di fortuna, si hanno buone probabilità di avvistare le foche crogiolarsi al sole (COMMON e GREY SEALS)

Gli splendidi panorami e i colori abbaglianti di SOUTH WICK e NORTH WICK

 

8 – BOTHICAN BEACH e MOCLETT LINKS
Ci spostiamo nel sud dell’isola, oltrepassando gli idilliaci panorami del LOCH OF SAINT TREDWELL, fino a giungere al cospetto di un’affascinante mezzaluna di sabbia, dove il bianco, l’azzurro e il turchese si fondono in un quadro di serena e delicata magia. Lungo la BOTHICAN BEACH il silenzio sembra farsi se possibile ancora più profondo, il senso di solitudine assoluto. D’estate la vasta area alle sue spalle si riempie di fiori e colori… orchidee selvatiche, fiori di eufrasia e mille altri capolini variopinti, quello che in gaelico si chiama “MACHAIR” e che qui prende il nome di MOCLETT LINKS.

Uno scorcio del LOCH OF SAINT TREDWELL

 

La magnifica BOTHICAN BEACH nella BAY OF MOCLETT

 

9 – THE NEW PIER e DINTORNI (CON PUFFINS!!!!!!)
È qui, nel punto più a sud (o quasi) di PAPA WESTRAY, a breve distanza dalla baia di MOCLETT, che dal 1970, anno della sua costruzione, due volte a settimana attraccano i traghetti della ORKNEY FERRIES provenienti da KIRKWALL. Si tratta di  una parte di PAPAY un po’ meno visitata, ma a svelarci il segreto è la gentilissima signora alla cassa del Community Shop… camminando verso est oltre il NEW PIER, fin al punto in cui le scogliere di PAPA WESTRAY tornano a impennarsi e a farsi scoscese, non solo ci si perde fra panorami semplicemente  meravigliosi, ma si potranno incontrare nuovamente loro… i piccoli, irresistibili e simpaticissimi PUFFINS, così vicini da poterli quasi toccare!!!!!! E di puffins si sa… non ce n’è davvero mai abbastanza!!!

Puffins, puffins e ancora puffins!!!!!!!!!!

 

PER UN PIZZICO DI VITA MONDANA SULL’ISOLA (si fa per dire eh!) DUE GLI APPUNTAMENTI SETTIMANALI DA NON PERDERE:

WEDNSDAY COFFEE MORNING
Giorno speciale il mercoledì a PAPA WESTRAY!!! Motivo per cui ho fatto tutto il possibile e anche l’impossibile per combinare date ed orari in modo di essere lì: è in quel giorno che, ogni settimana durante tutto l’anno, gli abitanti dell’isola si danno appuntamento fra le 10,30 e le 11,45 am nella ST ANN’S COMMUNITY ROOM, portando ognuno torte e dolcetti fatti in casa, da consumare in compagnia, sorseggiando te’ e caffè e discutendo delle varie questioni riguardanti la vita dell’isola. I visitatori sono i benvenuti e versando una piccola offerta possono assaporare tante squisite specialità e sentirsi per un giorno cittadini adottivi della piccola PAPAY

Il banco dei dolci casalinghi al WEDENSDAY COFFEE MORNING

 

SATURDAY PUB
Questo è il massimo della mondanità consentita a PAPA WESTRAY!!! Un “PUB” viene allestito ogni sabato sera a partire dalle ore 20,00 presso la BELTANE HOUSE (l’ostello) e rimane aperto a tutti i visitatori e residenti desiderosi di socializzare! SLÀINTE 🍺🍺🥃🥃

ARRIVARE A PAPA WESTRAY:
1 – IN AEREO
ogni giorno della settimana partono da KIRKWALL almeno due VOLI LOGANAIR diretti a PAPA WESTRAY e uno soltanto la domenica. È comunque sempre previsto lo scalo a WESTRAY dove vengono raccolti i viaggiatori desiderosi di prendere parte al volo di linea più breve del mondo. Per ottenere un certificato che attesti di aver compiuto l’impresa, bisogna farne richiesta al pilota all’andata e poi farsi consegnare il documento al ritorno. Per chi decidesse di trascorrere almeno una notte sull’isoletta sono previste tariffe scontate. Come per un qualsiasi volo è sempre consigliato l’acquisto anticipato del biglietto.
2 – IN TRAGHETTO
La ORKNEY FERRIES opera due traversate dirette a settimana da Kirkwall (il martedì e il venerdì) per veicoli e passeggeri. Tutti i giorni (e più volte al giorno) ci sono invece traghetti da Kirkwall a Westray. Da lì si può procedere verso PAPA WESTRAY (senza auto) approfittando del servizio di minibus che provvede al trasferimento al punto d’imbarco della piccola motonave “GOLDEN MARIANA” (per il solo trasporto passeggeri). Se nulla è cambiato rispetto al 2018, tutte le prenotazioni a ORKNEY FERRIES vanno fatte telefonicamente o inviando una mail e specificando la rotta e l’orario della traversata prescelta (riceverete una mail di conferma). Il biglietto dovrà essere poi pagato direttamente a bordo.

Di PAPA WESTRAY ricorderemo sempre l’atmosfera raccolta, i colori sgargianti, la luce radiosa, i dolci orizzonti e i simpatici e teneri incontri fatti ogni giorno lungo il cammino!

 

 

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4 Comments

  • Reply
    Antonella Gorini
    15 Giugno 2019 at 19:15

    Ciao Ilaria, quante cose da vedere e fare in questo fazzoletto di terra!
    Sarebbe bello passarci qualche giorno immersi in una natura meravigliosa e così fuori dal mondo .
    Chissà…
    Un bacione!

    • Reply
      ilaria
      16 Giugno 2019 at 8:31

      Ehhh cara Antonella, non so che darei per essere lì oggi! La pace e la bellezza poetica di quell’isola sono davvero indescrivibili… fantastica la sensazione di trovarsi su un minuscolo pezzetto di terra ai confini del mondo, minuscolo ma stipato della straordinaria bellezza dell’universo… un bacio grande, grazie come sempre per essere passata di qui!

  • Reply
    Roberta
    21 Luglio 2019 at 21:19

    Ciao Ilaria! Avevamo letto molto dal tuo blog prima di partire e ci avevi fatti sognare ad occhi aperti!! In questo momento ti stiamo scrivendo da Ullapool, siamo arrivati da Edimburgo facendo numerose tappe tra cui Skye!!
    Domani ci dirigiamo verso Durness..poi le Orcadi!
    Vorremmo che questo viaggio non finisse mai perché davvero la realtà di questa terra supera di gran lunga tutti i sogni ad occhi aperti che avevamo fatto leggendo e guardando foto!
    Ci è partito un amore dalla pancia e dal cuore nel guardare la magnificenza di tutto quello che ci sta circondando in questi giorni!
    Siamo convinti che la Scozia non si possa veramente mai spiegare fino in fondo ma che si debba vivere, toccare, annusare e tenerla dentro..ma tu questo, ovviamente, lo sai molto meglio di noi!
    A prestissimo e…Grazie!
    Roberta e Giorgio

    • Reply
      ilaria
      24 Luglio 2019 at 6:57

      Cari Roberta e Giorgio, vi ringrazio moltissimo per avere trovato il tempo e la voglia di scrivermi proprio mentre state vivendo così intensamente tutte le meraviglie che la Scozia sa offrire! Capisco fin troppo bene quello che volete dire… conosco quella sensazione, quel senso di gratitudine e profonda meraviglia di fronte a scenari che, per quanto ti documenti e ti prepari, ti travolgono come un fiume in piena con la loro atmosfera e straordinaria bellezza!!! State facendo un giro a dir poco meraviglioso, godetevi ogni singolo istante vissuto in quei posti incredibili che, inutile dirlo, vi resteranno addosso per sempre!!!!! Un abbraccio e buona continuazione

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