Islanda

LANDMANNALAUGAR – la nostra avventura nelle HIGHLANDS d’Islanda

LANDMANNALAUGAR.
Che fatica all’inizio memorizzare quel nome… figuriamoci scriverlo o pronunciarlo!!!
E’ quello di una “giovane” e strabiliante regione montuosa – vero paradiso per geologi e fotografi – parte della riserva naturale di FJALLABAK e raggiungibile in 4×4 nei soli mesi estivi; un gioiello grezzo fra i più preziosi d’Islanda, da scovare sulla cartina in un entroterra impervio, totalmente privo di centri abitati.
Ma poi, una volta provata l’ebbrezza di trovarti lì, in quel pezzo di mondo che pare atterrato da chissà quale pianeta, ecco che quel nome diventa quasi familiare… ti si stampa in testa e non ne esce più!
Un luogo dove le strade sono piste dissestate che ti devastano schiena e stomaco, lanciate fra montagne dai colori extraterrestri; uno spazio deserto e magnifico, dove la terra ribolle fumo e la lava inonda distese sconfinate dominate dal nulla!
No, i superlativi non bastano… sublime, unico, straordinario, stupefacente, meraviglioso… ma è ancora poco… ancora non rende l’idea!
E non importa se quasi un anno è passato da quel 14 agosto 2016 in cui abbiamo compiuto l’impresa di arrivarci… l’impressione che ci ha lasciato è più viva che mai… perché LANDMANNALAUGAR è uno di quei posti che ti restano dentro per sempre!

È il giorno 3 della nostra attesissima avventura islandese e siamo decisamente abbattuti…
La giornata appena trascorsa è stata un vero disastro di pioggia!!! Consultiamo il meteo speranzosi, ma sconforto e frustrazione s’insinuano dentro di noi quando scopriamo che nessun miglioramento è previsto per l’indomani… il fatidico giorno della nostra escursione a LANDMANNALAUGAR!
Rimandare non si può, tutto è pianificato da mesi, una JEEP è stata prenotata con tanto di carta di credito a garanzia e ci aspetta l’indomani mattina per accompagnarci nel cuore selvaggio delle HIGHLANDS d’Islanda!
La cifra, come sempre da quelle parti, è naturalmente modica: per soli 276 euro (benzina esclusa) avremo il mezzo tutto per noi per la bellezza di un giorno intero!!!!!!!
E già ci immaginiamo, con la nostra Toyota Yaris, brancolanti fra nuvole rasoterra, a lottare contro vento e acqua, nella disperata impresa di arrivare almeno fino ad HRAUNEYJAR, dove ritireremo la belva che ci porterà alla meta!!!

Lungo la ROAD 32 verso HRAUNEYJAR

 

Partiamo senza troppa convinzione dalla graziosa LAMBASTADIR GUEST HOUSE, il nostro confortevole alloggio nei pressi di SELFOSS… la sensazione è più o meno quella di chi sta per compiere un salto nel vuoto, pagandolo pure un occhio della testa!
Il bollettino meteo continua ad essere pessimo, il cielo è cupo, la visibilità tendente a zero e non sappiamo bene cosa aspettarci da quella lunga strada che si allontana inesorabilmente dalla RING ROAD per sparire verso l’entroterra, risucchiata dalla nebbia che riempie l’orizzonte.

ROAD 30 più ROAD 32 (per nostra fortuna entrambe pavimentate): un’ora buona di guida ci separa dall’HRAUNEYJAR HIGHLAND CENTER, centro attività con annessa guest house, collocato al margine settentrionale della più impressionante ed attiva area vulcanica islandese, lungo la ROAD 26 (che oltre quel punto diviene ben presto una pista sterrata).

Il puntino blu indica la posizione dell’HRAUNEYJAR HIGHLAND CENTER

 

È lì che lasciamo la nostra utilitaria per prelevare un GRAND CHEROKEE piuttosto vissuto, per non dire sporco e scassato, che ci viene consegnato con modi sbrigativi da una robusta e poco sorridente signora islandese. Un’altra signora, decisamente più gentile, ci fornisce una cartina dettagliata, istruendoci brevemente sulla strada da percorrere e su come affrontare i famigerati guadi… il pilota (mio marito) è gasatissimo, mentre io sento le gambe tremarmi leggermente, nel momento in cui, come niente fosse, ci viene comunicato che l’assicurazione non copre i danni provocati dal guado maldestro di un fiume!

Il nostro GRAND CHEROKEE

 

Incredibile ma vero, le nuvole, pur sempre presenti, si sono alzate un po’ e il cielo si è come alleggerito… ora c’è un rassicurante chiarore verso LANDMANNALAUGAR!
Vuoi vedere che ce la possiamo fare? Non tutto è perduto, la nostra avventura è ancora possibile… e laggiù sarà forse meno peggio del previsto!

Il viaggio è uno spettacolo grandioso d’immensi spazi vuoti e di terra arida, brulla, intensamente scura; orlata da montagne spoglie plasmate in forme bizzarre, di un verde fosforescente che risalta sul nero denso del suolo, creando uno scenario del tutto surreale.
Procediamo lentamente lungo la pista F26 fino a imboccare l’ancor più spettacolare F208, che percorriamo in direzione sud, sobbalzando con violenza sulla fitta alternanza di dossi e “crateri” disseminati lungo il tracciato.
La strada è lunga, un vero strazio per le nostre schiene, ma un piacere profondo e continuo per gli occhi, che fanno il pieno di stupore e meraviglia fra paesaggi così tremendamente belli… così diversi da ogni altra realtà incontrata finora!

Ci siamo, l’adrenalina è a mille, perché adesso LANDMANNALAUGAR è lì, appena oltre il fiume, proprio di fronte a noi!
Arrivando da nord, si potrebbero persino evitare i guadi, parcheggiando l’auto in un’area apposita e proseguendo a piedi, su un ponticello di legno che porta oltre il fiume, fra suggestivi campi di “cottongrass”, delle specie di pennacchi candidi scompigliati dal vento, che punteggiano una vasta distesa di terreni acquitrinosi.
Noi però il guado vogliamo farlo…e quando mai ci capiterà un’altra occasione?
Anzi, a volerlo fortemente è mio marito, mentre io attraverso di buon passo il ponte per immortalare con la mia reflex il solenne momento!

Il nostro primo guado per raggiungere LANDMANNALAUGAR

 

Ce l’abbiamo fatta!!!! E siamo davvero al settimo cielo!!!
Eccoci finalmente a destinazione, fra pozze geotermali fumanti, luccicanti rivoli d’acqua e montagne di riolite dai mille colori, un po’ smorzati dal cielo plumbeo; al cospetto di paesaggi incredibili che accolgono il campeggio più spartano e isolato mai visto!

Prima sfida superata, ora viene la seconda.
Salire in cima al monte Bláhnjúkur, un vulcano austero detto anche “BLUE PEAK”, per quella sua mole scura dai riflessi nero-blu.
Il cielo è fitto di nuvole e il vento gelido soffia di tanto in tanto una raffica di pioggia, che ci arriva dritta in faccia come una doccia fredda e leggera, da direzioni sempre diverse.
Che fare??? Andare? Non andare?
Il meteo ha tutta l’aria di voler peggiorare, ma quella vetta misteriosa ci attira a sé con la forza bruta di un magnete.
Sarebbe molto più saggio rimanere lì, ai piedi delle montagne… ma resistere no, non è proprio possibile!

Proviamoci dunque… lanciamoci nell’avventura! Poi si vedrà, alla peggio si torna!

Il sentiero parte proprio dietro il campeggio e, nonostante non ci siano particolari indicazioni, il percorso è del tutto intuitivo. E così, passo dopo passo, con il vento impietoso a strattonarci senza tregua e con quella pioggerella noiosa a inumidirci costantemente la faccia, dopo aver superato un dislivello di 300 metri circa su una distanza di 1,8 km, ecco che con estrema soddisfazione mettiamo piede sulla cima!

La vista è S T R E P I T O S A A A A!!!!!!!! Dalla vetta e lungo tutto il percorso!
Dall’alto di quei 940 metri dominiamo panorami pazzeschi; una visione infernale di aspre rocce scure, cime vulcaniche, ghiacciai, chiazze di neve, fumarole, corsi d’acqua sinuosi, gole rocciose, immense praterie e campi di lava… e cosa importa se siamo inzuppati e gelati… o se il cielo incombe su di noi, sempre più minaccioso!!!
Quello spettacolo vale tutto lo sforzo… ogni singolo euro pagato… e tutti i dubbi… il mal di schiena e la fatica… e anche lo sconforto!
Ma una volta arrivati fin lì, vogliamo ancora di più: decidiamo così di intraprendere la via del ritorno più impegnativa, quella che scende lungo il versante opposto della montagna, e di completare quindi il giro ad anello che riporta al campo base.

Il giro è lungo, la discesa è ripida e scivolosa, con passaggi esposti e strettoie… ma credetemi, lo rifarei mille volte, magari dotandomi prima di una cartina dettagliata che, ebbene sì, a noi quel giorno mancava!
Per nostra fortuna due gentili signori francesi, più previdenti e attrezzati di noi, ci hanno mostrato il percorso, più o meno visibile sul crinale di quelle stranissime cime e attraverso scenari dell’altro mondo, fin giù nella gola a valle, lungo il corso del fiume, che stavolta dobbiamo guadare a piedi!

Panorami lungo il giro ad anello di ritorno verso il campeggio

 

Una volta completato l’anello e tornati al campeggio, il massimo sarebbe concedersi un bel bagno nelle pozze fumanti (peraltro affollate) presenti sulla piana… ci siamo attrezzati di costume e asciugamano e la tentazione è davvero grandissima!!!!
Ma ormai il tempo stringe, la strada del ritorno è lunga e accidentata…
Decidiamo così di ripartire verso HRAUNEYJAR, portandoci appresso il profondo fermento del cuore e l’energia esplosiva di quel luogo unico, che continua a riempirci la testa di variopinte visioni, pensieri, emozioni, sensazioni…
Siamo profondamente felici, anzi, direi proprio euforici… come bambini che hanno appena realizzato il piccolo grande sogno della loro vita, mentre il prossimo già prende forma nelle loro testoline arruffate dal vento d’Islanda!

“Piscine” geotermali a Landmannalaugar

 

INFORMAZIONI PRATICHE
PER ARRIVARE A LANDMANNALAUGAR:
1. dotarsi di un mezzo 4X4 – le strade per arrivare al centro visitatori e al campeggio sono in realtà diverse, più o meno lunghe e impegnative; quella da noi scelta e qui descritta (accesso da NORD, tramite le piste F26 e F208) è decisamente la più semplice e accessibile (si possono anche evitare i guadi, percorrendo l’ultimo tratto a piedi) al punto che, lungo il percorso, abbiamo incrociato un paio di temerari con un’auto normale! Ma date retta a me… se non volete rischiare di sfasciare carrozzeria e ammortizzatori, lasciate perdere!!!!! Anche perché le normali assicurazioni non rispondono dei danni arrecati all’auto su piste sterrate. Le strade alternative più gettonate sono la F225 (da ovest) o la stessa F208 arrivando però da sud.
2. assicurarsi di avere il carburante necessario per andata e ritorno – sappiate che, una volta a Landmmannaugar, sarete a svariate decine di chilometri di distanza da una qualsiasi pompa di benzina!
3. nel caso vogliate fare trekking, dotatevi dell’attrezzatura necessaria – le condizioni meteo cambiano repentinamente e sono spesso proibitive. Equipaggiatevi quindi di indumenti caldi e waterproof. I sentieri possono essere impegnativi, ripidi e scivolosi, per cui indossare un buon paio di scarpe da trekking è fondamentale! Non ci sono sul posto punti di ristoro, ma presso il “campo base” a disposizione dei visitatori c’è una stanza dotata di panche e tavoloni, dove è possibile consumare pasti “al sacco”
4. portate asciugamano e costume da bagno se intendete approfittare delle sorgenti termali presenti in loco – un bagno caldo in quel contesto straordinario è un’esperienza che a noi, per ragioni di tempo, è purtroppo mancata… ma che mai e poi mai ci scapperà al prossimo giro!!!
5. se non volete/potete noleggiare un’auto 4×4, approfittate del potente BUS 4×4 della TREX – partendo da HELLA arriverete a Landmannalaugar in circa 2 ore e mezza. Data l’affluenza di turisti nei mesi estivi, è naturalmente consigliabile prenotare un posto a sedere con largo anticipo! È naturalmente possibile partire anche da Reykjavik.

 

L’ HRAUNEYJAR HIGHLAND CENTER è il punto più vicino a LANDMANNALAUGAR e alla fantastica regione delle HIGHLANDS ISLANDESI che si possa tranquillamente raggiungere con un’utilitaria. Noi abbiamo noleggiato lì la nostra JEEP, per una giornata, prenotandola con largo anticipo (è necessaria una carta di credito a garanzia, poi si paga al ritiro del mezzo). Una pompa di benzina è presente in loco.

La HRAUNEYJAR GUEST HOUSE è il posto perfetto dove dormire se si vuole esplorare l’area in maniera più approfondita, senza rinunciare però a un pizzico di comfort. Dispone inoltre di un buon ristorante che offre piatti abbondanti a prezzi islandesi (!!!)

 

 

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4 Comments

  • Reply
    ANTONELLA
    15 giugno 2017 at 17:45

    COME SEMPRE… FANTASTICO!!!!!!!!!!!!!!!!

    • Reply
      ilaria
      15 giugno 2017 at 18:30

      Grazie carissima… ci metto sempre il mio impegno!!!

  • Reply
    antonella gorini
    15 giugno 2017 at 17:52

    Ciao Ilaria , bellissimo post, avvincente e corredato da foto S-P-E-T-T-A-C-O-L-A-R-I- !!!!
    Grazie per renderci partecipi dei tuoi bellissimi viaggi e delle tue esperienze.
    Aspetto il tuo prossimo post…
    CIAOOOO!

    • Reply
      ilaria
      15 giugno 2017 at 18:36

      Ti ringrazio doppiamente per il tuo commento – davvero sempre graditissimo – e per averlo postato una seconda volta, dopo i problemi tecnici sopravvenuti la prima!
      Landmannalaugar è un posto incredibile…strano…spettacolare! Sono contentissima che le mie foto e il mio racconto abbiano reso almeno parzialmente l’idea!
      Grazie ancora di tutto e…appuntamento al prossimo post!

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