Islanda

Quella stramba capitale di nome REYKJAVIK

Una cosa è certa: non si viene in Islanda per visitare Reykjavik.
La capitale più settentrionale d’Europa non è – alla stregua di Parigi, Amsterdam o Londra – fra le mete normalmente prescelte per passarci un fine settimana.
Vuoi le quattro ore abbondanti di volo necessarie per arrivarci; vuoi i costi decisamente non modici; vuoi il clima non proprio allettante, vuoi soprattutto l’assenza di monumenti e attrazioni di rilievo, fatto sta che nessuno che sia sano di mente, si sogna di fare un viaggio di piacere che inizi e finisca a Reykjavik (anche se confesso di averci pensato!!!)

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Una tipica casa rivestita in lamiera nelle vie del centro di Reykjavik

 

Un negozio di souvenirs nel centro della città

Un negozio di souvenirs dedicato al “puffin” (pulcinella di mare), il simpatico uccello marino ampiamente diffuso in Islanda

 

Altrettanto vero è che, chiunque visiti l’Islanda, un salto nella sua piccola e stramba capitale, prima o dopo, finisce per farcelo.
Così è stato per noi, atterrati all’aeroporto di KEFLAVIK la sera dell’11 agosto, con un volo EASYJET partito con un’ora di ritardo da Edimburgo.
Auto a noleggio e via, i 50 chilometri per raggiungere la capitale scorrono veloci come il vento islandese sotto i nostri occhi estasiati, fra paesaggi spogli dai colori cupi, accarezzati da un cielo denso di nuvole, rotte qua e là da squarci luminosi; un cielo immenso e volubile, che – dopo fiumi di pioggia scozzese – ci pare carico di dolci e suadenti promesse.

Ribadisco…città stramba Reykjavik! E te ne accorgi già al primo sguardo: modernissima, eccentrica e sgraziata; fredda e apparentemente senza storia; non certo “bella” nel senso classico del termine, eppure magnetica, proprio perché totalmente “diversa”; lontana anni luce da tutto ciò che viene alla mente quando si pensa ai fasti architettonici di una capitale con la “C” maiuscola.

Credo proprio di averla amata da subito, già arrivando dall’aeroporto e poi scivolando lungo l’ampia e lunghissima strada che costeggia il lungomare, con gli occhi puntati al finestrino della nostra Toyota Yaris: le dieci di sera abbondantemente passate e un gran andirivieni di turisti e gente del posto – piccoli gruppi a passeggio, persone intente a fare jogging o in giro con il cane – tutti lì a godersi la magia di quella luce purissima, che sembra giungere direttamente da un pianeta alieno e che non vuole saperne di morire.

 

Il cielo di Reykjavik catturato dal finestrino della nostra Toyota Yaris al nostro arrivo dall'aeroporto

Il cielo di Reykjavik catturato con il telefono dal finestrino della nostra Toyota Yaris, durante il trasferimento dall’aeroporto

 

E vi pare che in una città siffatta, avremmo potuto imbatterci in un alloggio banale???
Impossibile immaginare di meglio del nostro ICELANDAIR REYKJAVIK MARINA: la nostra avventura islandese ha inizio proprio lì, in quella ex fabbrica di vernici trasformata di recente nell’hotel più “COOL” della capitale; talmente “addosso” ai cantieri del vecchio porto, che ci è bastato allungare una mano per sfiorare il “naso” delle grandi navi in secca sulla banchina.
Esternamente, il classico blocco grigio e squadrato dall’aspetto anonimo e triste; all’interno, uno spazio aperto pieno di vita e di calore, che dire “WOW” è ancora poco! Originale? No, di più! Oserei dire “geniale”, fatto apposta, nell’ordine, per lasciare a bocca aperta e mettere a proprio agio…
Al centro, una grande hall dove scovare deliziosi angoli appartati, e poi salottini, spazi per eventi, stanze dotate di grandi tavoli o di enormi librerie zeppe di volumi – tutto all’insegna di un fresco e colorato design islandese, con l’aggiunta di un nuovo caffè aperto agli esterni – il KAFFISLIP – punto d’incontro di islandesi e non di tutte le età, e sede dei più frizzanti eventi artistici e letterari.

L'esterno dell'hotel

L’esterno dell’hotel

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Le aree comuni dell'ICELANDAIR HOTEL MARINA

Le aree comuni dell’ICELANDAIR HOTEL MARINA

 

Simpatia “a pelle” quella per REYKYAVIK…e poi amore consumato nello spazio di poche ore!
Dopo un profondo sonno ristoratore nella stanzetta linda e spartana del nostro super hotel, ecco cosa siamo riusciti a fare e vedere nella mezza mattinata scarsa che la nostra tabella di marcia ci ha concesso di dedicare alla capitale islandese:

1. una passeggiata lungo le banchine dell’OLD HARBOUR
A vederlo così com’è oggi, definirlo “vecchio” potrebbe sembrare persino eccessivo: costruito fra il 1913 e il 1917, si è infatti arricchito nel tempo di molti edifici e strutture moderne, che ne movimentano la banchina.
A noi è bastato mettere un piede fuori dall’hotel per sbatterci contro, ma consiglio vivamente a tutti di farci un salto! Il vecchio porto regala l’atmosfera effervescente di una delle aree più vivaci e stimolanti della città, dove gironzolare con occhi curiosi fra cantieri rumorosi in perenne attività, grandi pescherecci a riposo e lussuosi yachts con tanto di marinai biondi e rubicondi a bordo.
A fare da sfondo, lo skyline della città e i panorami vasti e bellissimi della baia, incorniciata dal profilo tipicamente nordico del MOUNT ESJA.
È qui che si concentra un discreto numero di locali accattivanti – ristoranti e caffè dalle facciate colorate – ed è da qui che partono le numerose escursioni in battello per l’avvistamento delle balene o delle grandi colonie di puffins che nei mesi estivi nidificano nelle isolette circostanti.
A spiccare su tutto, la mole spigolosa dell’HARPA – sala congressi e avveniristico auditorium inaugurato nel 2011 – simbolo della rinascita islandese dopo la pesante crisi economica del 2008. Un’imponente e fotogenica struttura, vincitrice di prestigiosi riconoscimenti internazionali, che pare voler racchiudere, fra alte pareti in vetro e acciaio, tutto il fascino del cielo nordico e dell’Atlantico che bagna il porto, in un gioco di riflessi e trasparenze senza fine.

Ristoranti di tendenza affacciati all'OLD HARBOUR

Ristoranti di tendenza sulla banchina dell’OLD HARBOUR

 

La mole spigolosa dell'HARPA sullo sfondo del porto

La mole spigolosa dell’HARPA sullo sfondo del porto

 

Un battello in partenza per il WHALE WATCHING

Un battello in partenza per il WHALE WATCHING

 

Scorci del vecchio porto

Scorci del vecchio porto

 

2. un fugace incontro con la struttura scintillante del SÒLFAR, detto anche “SUN VOYAGER”
Lo ammetto: l’arte contemporanea non mi ha mai entusiasmato e mi lascia normalmente del tutto indifferente. Eppure, quella grande scultura in acciaio piazzata sul lungomare di Reykjavik, mi ha richiamato a sé già a cominciare dal nome!
Scrutare la baia, attraverso i suoi “rami” freddi e luccicanti, è qualcosa che semplicemente non si può perdere e che non si può spiegare…
C’è qualcosa in quei pezzi d’acciaio che trascende la loro natura e che supera alla grande la loro forza estetica. Nave dei sogni, ode al sole, promessa intrinseca di terre lontane e inesplorate…fatto sta che le sue curve eleganti parlano direttamente all’immaginazione e catturano lo sguardo per proiettarlo lontano, verso quei pianeti sconosciuti di cui l’Islanda sembra fornirci un assaggio qui sulla Terra.
Non per niente la sagoma stilizzata di questo grande drakkar vichingo compare in migliaia di foto e cartoline!

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SOLFAR, anche detto "SUN VOYAGER"

Il celebre SOLFAR, anche detto “SUN VOYAGER”

 

3. uno sguardo alla città dal campanile della HALLGRIMSSKIRKJA
Se la giornata è ragionevolmente limpida, il panorama di Reykjavik dall’alto della chiesa simbolo della città, merita ogni singola corona del biglietto d’ingresso (900 corone per l’esattezza, ovvero circa 7 euro per gli adulti; prezzi notevolmente ridotti per i bambini).
La HALLGRIMSSKIRKJA è un appariscente colosso di cemento bianco, alto ben 75 metri e visibile anche a chilometri di distanza, adornato di colonne slanciate che richiamano alla mente quelle spettacolari scogliere di basalto tanto diffuse in Islanda.
Due minuti d’ascensore ed ecco raggiunta la cima, con i suoi punti d’osservazione che abbracciano i tetti e le strade della capitale in un fantastico colpo d’occhio a 360 gradi…nei giorni di sole, li vedi risplendere in una geometria ordinata di mille colori, che si esaltano nel blu intenso della baia che li circonda.

La mole slanciata della HALLGRISKIRKJA

La mole slanciata della HALLGRIMSSKIRKJA

 

Panorama dall'alto del campanile

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Panorami dall’alto del campanile della HALLGRIMSSKIRKJA

 

4. una volata lungo la SKÖLAVORDUSTIGUR
È la principale via dello shopping, quella che dalla chiesa scende avvicinandosi al vecchio porto; colorata e movimentata, è il luogo perfetto per osservare gli autoctoni a passeggio o seduti a chiacchierare in un caffè, e per curiosare nelle vetrine dei negozi più “in” della città…comprare no, non se ne parla proprio, a meno che non siate pronti a spendere un occhio della testa!
Fulcro della vita cittadina, è qui che abbiamo trovato un’originalissima mostra fotografica allestita a lato strada…una sfilza di scatti (non ho contato quanti) davvero interessanti, protagonista assoluto il mezzo indispensabile per avventurarsi nel cuore più aspro degli splendidi territori islandesi: la Jeep. E vi assicuro, a Reykjavik e dintorni, ne ho viste di veramente pazzesche e non solo in foto!!!!!!

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La parte alta della SKOLAVORDUSTIGUR

 

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Mostra fotografica lungo la SKOLAVORDUSTIGUR

 

L'ufficio informazioni turistiche a fianco di un caratteristico ristorante

L’ufficio informazioni turistiche a fianco di un caratteristico ristorante

 

Il tempo stringe e la natura splendida e selvaggia della penisola di SNAEFELLSNESS ci attende…due ore abbondanti d’auto per fare il nostro ingresso in un’altra Islanda, quella delle meraviglie naturali che rendono unico ogni viaggio da queste parti.
Ma un pensiero fisso ci accompagna lungo la strada verso nord: ad averci regalato la prima autentica emozione islandese rimarrà per sempre il nostro fugace e specialissimo incontro con quella stramba capitale che ha nome REYKJAVIK…

QUALCHE INFORMAZIONE PRATICA

Per arrivare a Reykjavik:

I voli internazionali per Reykjavik atterrano in realtà all’aeroporto di KEFLAVIK, circa 50 km a sud della capitale. I collegamenti con la città sono operati da due compagnie di bus – AIRPORT EXPRESS e FLYBUS – con partenze regolari 35/45 minuti dopo l’arrivo di ogni volo e, dalla capitale, a orari che consentono di arrivare in tempo per le partenze. Il tempo di percorrenza è di circa 45/50minuti.
In aeroporto sono presenti diverse compagnie di noleggio auto. Visti i costi elevati noi abbiamo preferito rivolgerci ad un piccolo noleggiatore – MYCAR – che ha sede presso il KEFLAVIK AIRPORT BED&BREAKFAST (dove abbiamo trascorso l’ultima notte). La tariffa che ci hanno offerto, sebbene non bassa, è la più conveniente che abbiamo trovato! Servizio celere e gentile, auto nuovissima…assolutamente da consigliare!

Per dormire a Reykjavik:
E’ caro lo so, ma l’ICELANDAIR HOTEL MARINA, vale davvero la spesa, e non solo per tutte le ragioni citate sopra, ma anche per il fantastico buffet offerto a colazione, una vera festa per occhi e palato, di gran lunga il miglior breakfast fra tutti quelli sperimentati durante il nostro viaggio! Tenete dunque d’occhio le offerte e, con un po’ di fortuna troverete, come noi, una tariffa del tutto simile a quella di molte guest house di categoria inferiore!

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6 Comments

  • Reply
    Blueberry Stories
    21 settembre 2016 at 15:35

    Quanto mi ispira questa città… e quanto vorrei vederla! E’ bello scoprirla leggendo i racconti di chi, come te, l’ha apprezzata e ne coglie gli aspetti più particolari…

    • Reply
      ilaria
      29 settembre 2016 at 21:32

      Grazie Ilenia, è stato un piacere condurti con me a Reykjavik! Ti auguro di poterla visitare al più presto di persona…vedrai, riuscirà a colpirti e a sorprenderti, proprio perché così “particolare”!!! Io stessa spero di poterci tornare e magari di poterle dedicare un po’ di tempo in più.
      Ti ringrazio molto per il passaggio e ti aspetto ancora qui sul mio blog, ciao e a presto!

  • Reply
    Beatrice
    29 settembre 2016 at 17:43

    Ero convinta di aver già commentato! Anche noi abbiamo passato pochissimo tempo a Reykjavik, solo un pomeriggio, e mi piacerebbe tornare per esplorarla meglio! Una città estremamente tranquilla, quasi strana per questa sua eccessiva tranquillità. Altro che capitali europee caotiche e trafficate! 🙂

    • Reply
      ilaria
      29 settembre 2016 at 21:39

      Ciao Beatrice! Sì, concordo, tranquilla e per niente caotica Reykjavik, pero’ piacevole e, per come l’ho sentita a pelle, molto vitale! Il giusto preludio a tutte le meraviglie con cui l’Islanda travolge il visitatore. Io ci ho passato solo poche ore…nemmeno un’intera mattina e ti dirò che mi è rimasta una gran voglia di conoscerla meglio!

  • Reply
    Roberta
    3 ottobre 2016 at 9:57

    Sto programmando un viaggio in Islanda per la prossima estate e il tuo articolo è proprio ciò che mi serviva. In effetti, Reykjavik non è molto attraente, rispetto alle meraviglie che ha da offrire il resto del Paese, però una tappa ce la farò l’ultimo giorno. Non mi dispiacerebbe affatto dormire all’Icelandair!

    • Reply
      ilaria
      4 ottobre 2016 at 21:19

      Ciao Roberta e benvenuta sul mio blog!
      In effetti l’Islanda è ben altro che Reykjavik, eppure vedrai che la capitale più settentrionale d’Europa saprà affascinarti eccome! L’Icelandair Marina rispecchia in pieno l’atmosfera originale e frizzante della città e offre il breakfast più sensazionale mai sperimentato…consigliatissimo!!!

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