Italia Umbria

La “fiorita” di Castelluccio di Norcia

La “FIORITA” di Castelluccio di Norcia è uno spettacolo della natura che almeno una volta nella vita va assolutamente visto.
Nelle giornate grigie, fredde e umide di questo inverno che incalza, il pensiero dell’esplosione di colori che, ogni anno, trasforma l’altopiano di Castelluccio in un’immensa tela impressionista, mi illumina gli occhi e mi riscalda il cuore.

Geometrie di colore nella piana

Geometrie di colore nella piana

La gente del posto giura che un “culmine” della fioritura non esiste, e che il bello sta proprio nel continuo cambiamento dei colori che – in ondate successive – “travolgono” la piana fra la fine di maggio e la metà di luglio.
E come dar loro torto se – giorno dopo giorno – i gialli, i rossi e i blu di distese di fiori infinite, hanno la meglio l’uno sull’altro, creando geometrie ed effetti cromatici sempre nuovi e sorprendenti.
Qui a dominare è l’antica coltura della lenticchia – quella piccola e saporita – da sempre prodotta con metodi biologici, anche se a riempire di colore l’immensa piana, non è tanto il suo minuscolo fiore bianco-violaceo, quanto quelli sgargianti delle varie specie selvatiche che vivono in simbiosi con esso (ranuncoli, papaveri, fiordalisi…)

Papaveri rossi ai piedi di CASTELLUCCIO

Papaveri rossi ai piedi di CASTELLUCCIO

 

Fiordalisi nel PIAN GRANDE

Fiordalisi nel PIAN GRANDE

Incredibile ma vero: per una volta ad entusiasmarmi non è la Scozia e nemmeno un’isola del Nord Atlantico…
Siamo invece nel centro dell’Italia, per la precisione in Umbria – all’interno del PARCO NAZIONALE dei MONTI SIBILLINI – un posto sufficientemente isolato, brullo e soggetto a fitte nebbie, da guadagnarsi un posto speciale nel mio cuore avido di suggestioni nordiche.

Non appena superati i tornanti della strada provinciale 136 – che collega Castelsantangelo sul Nera a Castelluccio di Norcia – l’altopiano ci appare in tutto il suo desolato splendore; un grande spazio aperto e insolitamente vuoto, su cui gli occhi scivolano via veloci fino a sbattere su quell’unico cocuzzolo che ospita l’antico borgo, qualche stretta viuzza e 150 anime in tutto.
Siamo a quota 1450 (metro più, metro meno), sul confine umbro-marchigiano, ai piedi della mole massiccia del Monte Vettore.
Arrivando da nord, l’impatto visivo sul PIAN PICCOLO è da sballo – di quelli che ti vien subito da chiederti “ma è proprio tutto vero?” – mentre lo sguardo vaga intorno pieno di meraviglia, senza trovare ostacolo alcuno, solo natura e pennellate di colore.
Poi vengono il PIAN GRANDE e il PIAN PERDUTO, le altre due “facce” di quel magnifico trittico che forma l’altopiano di Castelluccio, quello che – un tempo lontano – era il fondo di un lago appenninico ora prosciugato.

Tanta bellezza , ahimè, ha il suo prezzo e durante la “FIORITA”, ogni domenica, turisti e fotografi giungono a Castelluccio come mosche al miele!
Consiglio: se proprio siete costretti a viaggiare nel weekend, fermatevi almeno a dormire in loco. Dopo il tramonto la folla sparisce e un profondo senso di quiete torna a regnare sull’immensità della piana. Puntate la sveglia all’alba e uscite nel silenzio del mattino, mentre fitti banchi di nebbia aleggiano sul borgo e su tutto l’altopiano, inghiottendone profilo e colori…vi sembrerà di muovervi in uno spazio magicamente sospeso fra terra e cielo, oppure di esservi persi nei meandri di un sogno!
Ma tranquilli…il bianco sipario ben presto si alza e la tela impressionista tornerà a ricomporsi – spettacolare più che mai – davanti ai vostri occhi!

Il borgo di CASTELLUCCIO emerge dalla nebbia del mattino

Il borgo di CASTELLUCCIO emerge dalla nebbia del mattino

 

Un tocco di blu nel PIAN GRANDE

Un tocco di blu nel PIAN GRANDE

Attività consigliate:
– Fotografate, fotografate, fotografate!
Date sfogo al vostro occhio artistico…fare brutte foto durante la “FIORITA” è praticamente impossibile!
– Camminate e camminate!
Se è vero che la piana è magnifica, altrettanto bello è l’anfiteatro di brulle montagne che la circonda. I Monti Sibillini hanno un fascino davvero speciale e offrono infinite possibilità per escursioni entusiasmanti.
Se volete guadagnarvi vedute mozzafiato sul borgo, sulla piana, e sulla mole imponente del Monte Vettore – senza minimamente ammazzarvi di fatica – imboccate il sentiero in leggera salita che in circa mezz’ora porta alla cima del MONTE VELETTA (Sentiero Italia – in prossimità dell’agriturismo  Monte Veletta).

– Esplorate i dintorni!
Quando sull’altopiano la folla impazza, cercate nei dintorni un angolo di pace tutto per voi…
Bellissima, ad esempio, la passeggiata ai PANTANI di ACCUMOLI, piccoli laghi naturali nascosti in una valle sperduta, dove cavalli allo stato brado e mucche di razza chianina pascolano in totale libertà… Lasciatevi emozionare dal battito libero della natura!

Mandrie allo stato brado ai PANTANI di ACCUMULI

Mandrie allo stato brado ai PANTANI di ACCUMULI

– abbandonatevi ai piaceri della tavola!
Da queste parti si mangia tanto e si mangia bene!!! Formaggi di pecora, ricotte freschissime, salumi tipici, pasta artigianale, farro, pane cotto nel forno a legna, e naturalmente loro…le gustosissime e pregiate LENTICCHIE di Castelluccio!

Per dormire e mangiare:
Diverse strutture ricettive sono state ricavate da un’attenta ristrutturazione dei vecchi edifici e fienili del borgo. È questo il caso dell’AGRITURISMO ANTICA CASCINA BRANDIMARTE, da me personalmente sperimentato.
L’ambiente è davvero piacevole – arredato con gusto semplice e raffinato – mentre l’ottima cucina è spesso realizzata con i prodotti dell’azienda agricola di proprietà. Un indirizzo da ricordare.

In alternativa: AGRITURISMO MONTE VELETTA in splendida posizione, con vista sul borgo e sul Monte Vettore. Non l’ho ancora sperimentato, ma qualcosa mi dice che dovrò farlo al più presto!

PS Se volete evitare gli anatemi di qualche esasperato agricoltore, evitate di farvi  “beccare” intenti a fotografare o ad ammirare il panorama, proprio nel bel mezzo delle sue lenticchie!

Strisce di colore nel PIAN PERDUTO

Strisce di colore nel PIAN PERDUTO

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4 Comments

  • Reply
    Francesca
    10 dicembre 2015 at 23:00

    Ma quanto è bello seguirti nei tuoi viaggi e sognare di partire!
    Sei sempre fonte di splendide ispirazioni e le tue foto….. sono un sogno!
    Grazie per condividere con tanta generosità le tue esperienze e le tue preziose indicazioni che so essere formidabili!
    Un grandissimo bacio!

    • Reply
      ilaria
      10 dicembre 2015 at 23:09

      Grazie di cuore a te per essere passata di qui e per avermi lasciato questo bellissimo commento! Condividere le mie esperienze con chi sa cogliere ed apprezzare è un piacere davvero immenso. Un grande bacio anche a te e, mi raccomando, impegni vari permettendo…continua a seguirmi!!! Spero di leggerti ancora prestissimo!

  • Reply
    Luisa
    16 novembre 2016 at 12:07

    Conosco questo posto anche se non ci sono mai stata!!!!!Qualsiasi appassionato di fotografia spera di vedere la fioritura a Castelluccio!!!
    Le tue foto sono sempre spettacolari,vedo che in comune abbiamo questa passione per la natura,sei proprio brava nel descrivere e nel fotografare i posti da te visitati…..sembra di esserci stati!!!!
    Insomma aiuti a fantasticare su quanti posti uno potrebbe andare

    • Reply
      ilaria
      16 novembre 2016 at 13:55

      Castelluccio è un posto pazzesco, Luisa, e mi piange il cuore al pensiero che il recente terremoto lo abbia raso al suolo o quasi…
      Ma a primavera la piana tornerà a fiorire…e spero tanto che anche il borgo possa rinascere e tornare al suo originale splendore!
      Grazie di cuore per quello che dici… Amo la natura con tutta me stessa, perché solo la natura sa regalarmi quelle emozioni profonde che cerco poi di esprimere con le immagini e con le parole! E il fatto che le emozioni arrivino mi rende davvero felice… un grande abbraccio

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